Powered by Max Banner Ads 

 Powered by Max Banner Ads 

Licenza SIAE per suonare i CD Masterizzati: La Procedura

Author: admin  //  Category: Altri, News


 Powered by Max Banner Ads 

 

 

 

Riportiamo direttamente le informazioni tratte dagli amici dell’associazione A-DJ per fare chiarezza sulle procedure necessarie ad ottenere la licenza sperimentale online che autorizza i DJ ad eseguire in pubblico i cd masterizzati contenenti brani di cui abbiano l’originale, sia esso un vinile, un cd o un file scaricato da Beatport/DJDownload etc…

Innanzitutto non è necessario che il DJ si iscriva alla SIAE.

Si può richiedere la licenza delle copie lavoro collegandosi al sito della SIAE e cliccando, in home page, sul link “Dee Jay on line”. Quindi è necessaria la registrazione, tramite la quale – ci spiega l’avvocato De Angelis – la SIAE provvede ad effettuare un’istruttoria e ad inviare successivamente al dj tutta la documentazione necessaria, compreso il contratto di licenza, che dovrà a sua volta essere sottoscritto dal dee jay in duplice copia e rispedito alla SIAE.

Dopo di ciò, il richiedente riceverà per posta il bollettino bancario per il pagamento dei compensi SIAE, secondo le tabelle che verranno illustrate tra breve. Una volta data la conferma del pagamento ed inviata tutta la documentazione (tramite fax), il dj potrà completare la registrazione, accedere ai servizi on line ed al proprio account.

Registratosi, il richiedente dovrà inserire nel proprio account on line i dati relativi a ciascun brano che intende copiare su qualsiasi supporto ed eseguire in pubblico, segnalare la fonte della registrazione, lo status commerciale dell’opera e le modalità con cui è stata acquisita, citando autori, interpreti e titolari di diritti connessi.

Questa operazione dovrà essere ripetuta ogni volta che si intende effettuare una nuova copia lavoro da eseguire in pubblico. Il DJ deve quindi compilare e aggiornare costantemente il catalogo delle riproduzioni effettuate su una posizione personale on line all’interno del sito SIAE, accessibile tramite password.

Il DJ, che è solito cambiare spesso il proprio repertorio musicale, potrà modificare l’elenco dei brani presenti nell’elenco, togliendone alcuni ed inserendone di nuovi.

Vien da sé che il DJ licenziatario non potrà effettuare la vendita o la cessione in uso a qualunque titolo delle copie lavoro che ha realizzato. Le copie lavoro sono considerate non obbligatoriamente soggette all’apposizione del contrassegno SIAE e non possono essere cedute ad altri soggetti, essendo la licenza a carattere personale.

Ricordiamo che il costo della licenza è annuale e va aggiunta l’iva.

da 1 a 2000 copie: 200 euro

fino a 4000 copie: 400 euro

oltre le 5000 copie: 600 euro

Per fare ulteriore chiarezza sull’argomento, ricordiamo che non si necessita di Licenza Online e si è perfettamente in regola se si suonano in pubblico le tracce di Beatport e siti similari usando lo stesso computer o hard disk sul quale sono stati scaricati legalmente al momento dell’acquisto


Licenza SIAE per DJ per suonare CD masterizzati è finalmente online

Author: admin  //  Category: Altri, News


 Powered by Max Banner Ads 

Tratto integralmente dalla news ufficiale degli amici di A-DJ.

Si è conclusa oggi, a Roma, una fase importante per il lavoro della A-DJ (Associazione per la tutela della figura professionale del DJ).
Stamattina presso la presso la sede della Presidenza e Direzione Generale della Società Italiana Autori Editori è stato firmato un protocollo d’intesa tra la SIAE, rappresentata dal Presidente Giorgio Assumma, e la A-DJ, rappresentata dal Presidente Deborah De Angelis, insieme ad altre tre associazioni di rappresentanza della categoria, che da l’avvio all’applicazione della licenza sperimentale Siae per le “copie-lavoro” del Dj.

La procedura di gestione e rilascio della licenza sarà gestita dalla Siae esclusivamente on line, attraverso l’apertura di un account personale, ove il DJ inserirà le informazioni richieste per ogni brano, di cui possiede legittimamente l’originale supporto e/o file digitale e del quale ha – a suo bisogno- effettuato una copia ai fini della sua esecuzione in pubblico.
La licenza ha efficacia in tutto il territorio italiano e, quindi, si applica anche ai Dj stranieri che vengono a lavorare in Italia.

Il compenso richiesto è pari a:

  • € 200,00 + iva per un massimo di 2.000 “copie-lavoro”
  • € 400,00 + iva per un numero di “copie-lavoro” superiore a 2.000 e fino a 5.000
  • € 600,00 + iva per un numero di “copie-lavoro” superiore a 5.000.

In base al protocollo d’intesa con la SIAE i nostri associati gioveranno di una riduzione del 15% sull’importo di cui sopra al netto dell’iva e potranno usufruire gratuitamente dell’attività di assistenza e consulenza legale stragiudiziale da parte dello staff dei nostri avvocati per le controversie sull’interpretazione ed applicazione della licenza, nonché in ogni caso rappresentato da specificità non previste dalla licenza stessa.
La convenzione SIAE- A-DJ prevede, infatti, all’art. 6 l’istituzione di un Comitato Paritetico, costituito da otto membri, quattro dei quali della SIAE e un rappresentante per ciascuna delle associazioni firmatarie.
Il Comitato svolgerà, altresì, funzione conciliativa, su richiesta dei licenziatari interessati.
Per i Dj aderenti alle associazioni firmatarie il tentativo di conciliazione davanti al Comitato è obbligatorio.
Dal sito della SIAE siamo davvero orgogliosi di leggere le parole del suo Presidente: “Il Presidente della SIAE Giorgio Assumma ha definito l’accordo storico e di festa per la musica italiana: “Nei momenti di crisi, è molto importante il lavoro dei Dj di diffusione della musica. Questa licenza è un riconoscimento e una legittimazione della loro attività”.
Faremo il possibile per rendere effettiva l’applicazione della licenza… il nostro lavoro è appena iniziato!
il Presidente Avv. Deborah De Angelis

Dal 2 Dicembre 2008 si potrà suonare in pubblico i CD Masterizzati?

Author: admin  //  Category: Altri, News


 Powered by Max Banner Ads 

Riportiamo integralmente la notizia pubblicata dagli amici di A-DJ e aggiungiamo a margine alcune considerazioni.

In data 2 dicembre p.v., sarà siglato, tra la Associazione A-DJ, le altre associazioni di categoria e la SIAE, il Protocollo d’Intesa sulla Licenza per la copia ad uso professionale del DJ.

A partire dal 2 dicembre 2008, quindi, la licenza entrerà in vigore e permetterà di suonare in pubblico copie di Cd masterizzati aventi legittima provenienza.

E’ evidente che tale licenza attiene esclusivamente all’autorizzazione collettiva da parte degli autori ed editori rappresentati in Italia dalla SIAE. Per i diritti connessi del produttore di fonogrammi (e dell’artista interprete-esecutore) sono già in corso le trattative per definire quest’annosa questione che ha più volte coinvolto molti DJ in spiacevoli procedimenti penali.

Con l’ultimo capoverso della notizia siamo costretti, nostro malgrado, a ridimensionare gli entusiasmi perchè l’eventuale accordo con la Siae in realtà non garantisce il libero uso delle copie uso lavoro per dj, almeno allo stato attuale delle cose.

Per quelli che non ne sono a conoscenza, la legge sul diritto d’autore protegge sia la composizione musicale che la registrazione discografica. L’accordo attuale soddisfa solo una parte dei protagonisti di questa vicenda, ossia la Siae che gestisce e tutela i diritti degli autori delle composizioni musicali, sia che esse siano eseguite dal vivo sia che esse siano state riprodotte su dischi.  L’altra parte è rappresentata dalla SCF (Società Consortile Fonografici) che, invece, gestisce e tutela i diritti degli interpreti/esecutori e dei produttori fonografici sulle registrazioni discografiche.

Fino a quando non verrà raggiunto un accordo con SCF non sarà garantito il libero uso delle copie uso lavoro per dj. E’ di buon auspicio la chiusura della notizia da cui sembra di poter desumere che siano in corso le trattative per sanare questo aspetto e consentire definitivamente a noi DJ di esercitare la professione nella piena legalità e serenità, superando l’anacronistico vuoto normativo.

Ricordiamo infine che la licenza per la copia ad uso professionale presuppone la legittima provenienza delle tracce masterizzate su CD. In altre parole bisogna poter dimostrare di possedere gli originali, siano essi vinili, cd o mp3 scaricati legalmente.

Per maggiori informazioni: info@a-dj.org

Copia ad “Uso Lavoro”: Assolto il DJ, il fatto non sussiste.

Author: admin  //  Category: Altri


 Powered by Max Banner Ads 

Riportiamo integralmente l’articolo pubblicato dagli amici di A-DJ.org

COPIE DI LAVORO – ASSOLTO DJ “PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.
Ecco un’altra sentenza che accoglie la tesi che A-DJ sta promulgando da tempo.

Il Tribunale di Napoli – Sezione distaccata di Ischia, in composizione monocratica nella persona del Giudice Dott. Angelo Di Salvo (a cui si deve la nostra riconoscenza per averci segnalato e fornito il testo integrale del provvedimento in commento), con la sentenza n. 729/08 ha assolto un DJ “beccato” dalla Guardia di Finanza mentre suonava CD privi del bollino SIAE ma in possesso degli originali. Il fatto non sussiste. [lang_it]
Il Tribunale di Ischia ha, così, posto un altro mattone sul muro che A-dj sta da tempo erigendo a difesa dei diritti del DJ.
Si legge nella sentenza: “Ed invero, l’uso -da parte del deejay- della cd. “copia di lavoro”, cioè di una copia (priva del contrassegno S.I.A.E.) contenente i singoli brani musicali che egli dovrà riprodurre nel corso della serata, realizzata direttamente dal CD originale o dal disco in vinile originale in suo possesso, ha natura personale, in quanto il supporto stesso non viene realizzato dal “deejay” per “fini di lucro” ovvero per la cessione a terzi: tale duplicazione -peraltro- non è abusiva, in quanto è consentita dal combinato disposto degli artt. 71-sexies e 71-septies della legge 22.4.1941, n. 633, i quali autorizzano proprio la realizzazione della copia privata sui supporti di memorizzazione (cd, hard disk, nastri, ecc.) in virtù del legittimo possesso o accesso all’opera dell’ingegno, effettuato attraverso il pagamento anticipato di un compenso sui supporti in questione; compenso che, come noto, è stato previsto proprio per remunerare gli aventi diritto, anche in previsione dell’eventuale realizzazione di una copia privata e, quindi di una copia “autorizzata”.
E’ noto, peraltro, che sia il CD originale, sia il disco in vinile originale, contengono, oltre ai brani musicali che il “deejay”, nell’ambito della propria programmazione, ha previsto di diffondere nella serata, anche altri brani musicali estranei alla programmazione del deejay nell’ambito della serata.
Con la conseguenza che, per evidenti motivi organizzativi di carattere personale, in base alle proprie esigenze, ciascun “deejay” potrà legittimamente realizzare la propria “copia di lavoro”, contenente i singoli brani musicali (per i quali ha già corrisposto il pagamento dei diritti di autore, mediante l’acquisto della copia originale del CD o del disco in vinile), registrandoli nella sequenza che egli ha preventivamente programmato, non certo per “fini di lucro”, ovvero per vulnerare la norma sul diritto di autore, bensì per offrire agli utenti un servizio professionale e di qualità.”
Questa interpretazione della norma sul diritto d’autore è di importanza vitale per l’attività del DJ: abbiamo sempre sostenuto (e chi ci ha seguito nei nostri workshop lo sa bene) che il fine di lucro deve essere direttamente collegato all’attività di riproduzione degli originali, ovvero il DJ, per essere dichiarato colpevole del reato di cui all’art. 171 ter della LDA, deve guadagnare direttamente dalla duplicazione, la quale deve essere, peraltro, effettuata in modo “abusivo” ossia in modo contrario alla legge. Cosa che non avviene.
Da sempre sosteniamo che il DJ che duplica CD per la sua serata, senza vendere tali duplicazioni, pone in essere un uso “personale” della copia perchè la personalità di tale uso deve essere considerata in stretta connessione con la professionalità. Il DJ, per professione, deve duplicare alcuni CD.
Inoltre, come detto prima, la duplicazione non avviene in modo “abusivo” in quanto viene effettuato con mezzi che sono consentiti dalla legge. “Abusivo” vuol dire fuori norma, non a norma, sbagliato, al di fuori dalla legge.
Rimane pur sempre un rammarico: in assenza di disposizioni normative sul punto, il DJ è costretto a far valere le proprie ragioni in Tribunale, a suo rischio e a sue spese.
Ed ecco perchè è importante che, fino a nuove mosse del legislatore, al DJ sia concessa una licenza per poter supplire al vuoto legislativo che costringe un professionista a sentirsi un pirata.
E’ compito della nostra associazione che le condizioni contrattuali della licenza Siae per la copia lavoro del DJ tengano conto delle considerazioni sopra esposte.

?>