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	<title>DJMAG.IT &#187; Apparecchiature</title>
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	<description>News, Reviews e Tutorials destinati a DJ e Producers</description>
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		<title>[Recensione]: Apogee Duet</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 13:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Grazie alla disponibilità di Soundwave, distributore italiano di Apogee, possiamo oggi recensire una scheda audio estremamente apprezzata dagli utenti Logic e Garageband, ossia la DUET. Se a qualcuno dei nostri lettori fosse saltato all&#8217;occhio il fatto di aver circoscritto l&#8217;apprezzamento al mondo Logic/Garageband e quindi alla piattaforma Mac OSX, specifichiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=14" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/soundwave490.jpg"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="www.apogeedigital.com"><img class="aligncenter" title="Link a Apogee" src="http://www.djmag.it/images/aziende/apogeelogo.jpg" alt="" width="435" height="136" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Grazie alla disponibilità di <a title="Link a Soundwave" href="http://www.soundwave.it" target="_blank"><span style="color: #62d61d;">Soundwave</span></a>, distributore italiano di Apogee, possiamo oggi recensire una scheda audio estremamente apprezzata dagli utenti Logic e Garageband, ossia la DUET. Se a qualcuno dei nostri lettori fosse saltato all&#8217;occhio il fatto di aver circoscritto l&#8217;apprezzamento al mondo Logic/Garageband e quindi alla piattaforma Mac OSX, specifichiamo immediatamente che la Apogee DUET, sebbene funzionante con altri software audio è una scheda audio dedicata prevalentemente a questi DAW, come dimostra l&#8217;integrazione avanzata dei relativi driver/software a corredo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/duet1.jpg"><img class="aligncenter" title="Duet" src="http://www.djmag.it/images/reviews/duet1.jpg" alt="" width="470" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma procediamo con ordine. Duet viene proposta a chi, non avendo bisogno di input/output multipli, word clock, digital I/O, desidera spendere una cifra ragionevole garantendosi 2 buoni canali AD/DA e relativi preamplificatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dimensioni sono molto contenute il che rende questa scheda audio la compagna ideale degli home studio con poco spazio a disposizione nella postazione di lavoro. Il materiale del case è alluminio e richiama inequivocabilmente il design delle macchine Apple a testimonianza ulteriore dello stretto binomio su cui è stata fondata, sin dalla progettazione, la realizzazione della DUET.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/duet5.jpg"><img class="aligncenter" title="Duet" src="http://www.djmag.it/images/reviews/duet5.jpg" alt="" width="462" height="149" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/duet6.jpg"><img class="aligncenter" title="Duet" src="http://www.djmag.it/images/reviews/duet6.jpg" alt="" width="462" height="149" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sulla parte superiore domina la manopola di controllo e due file di led meters, mentre nel lato frontale, al disotto della manopola, troviamo il connettore cuffia (1/4 di pollice) e gli indicatori dell’alimentazione 48V. Sul lato opposto vi sono il connettore firewire e quello Dsub cui si collega il multicavo con 2 IN linea sbilanciati, 2 OUT sbilanciati e 2 IN microfonici XLR bilanciati</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/duet2.jpg"><img class="aligncenter" title="Duet" src="http://www.djmag.it/images/reviews/duet2.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Duet si alimenta esclusivamente attraverso la presa firewire ed i convertitori a 24bit sono dello stesso tipo di quelli usati per la sorella maggiore Ensemble, ma limitati a 96khz. La scheda supporta audio a 24bit/96khz ed è interamente gestibile, oltre che per mezzo di MAESTRO, applicazione totalmente &#8220;Mac like&#8221;, anche e soprattutto tramite Logic Studio, Garageband o Soundtrack PRO. Da MAESTRO o dal pannello richiamabile in Logic è possibile intervenire sul gain di ognuno dei due preamplificatori, attivare la phantom 48V, agire sui parametri di cuffie e monitoring, o addirittura fare il MIDI mapping della manopola, sebbene limitato a 4 soli comandi. Sempre tramite MAESTRO l&#8217;utente può determinare il comportamento dei LED meters in modo da ottenere un monitoring in cui il segnale di ingresso e quello del mixaggio non vengano condizionati da fenomeni di latenza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/duet3.jpg"><img class="aligncenter" title="Maestro DUET" src="http://www.djmag.it/images/reviews/duet3.jpg" alt="" width="474" height="413" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Segnaliamo che non è possibile assegnare volumi differenti all&#8217; uscita cuffia e quella audio. La manopola permette di attivare il mute della cuffia (attraverso una pressione prolungata) e lasciar suonare l’uscita monitor (e viceversa), ma non sono disponibili due volumi indipendenti. Ogni pressione della manopola agisce sul livello di uscita dei 2 preampli, mentre la pressione prolungata attiva il mute.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne la prova pratica riteniamo opportuno evidenziare immediatamente il contesto hardware e software in cui ci siamo mossi. La Duet è stata testata attraverso un iMac 27&#8243; Core i7 con 8 GB Ram ed il suono è stato riprodotto attraverso due monitor ADAM A5. Non essendo autentici musicisti, non abbiamo potuto testare le capacità della Apogee nell&#8217;ambito di registrazioni di strumenti dal vivo, ma ci siamo limitati a saggiarne le potenzialità in ambiente a noi più familiare, ossia la produzione di musica house e la registrazione di un sessione vocale. Abbiamo utilizzato come termine di paragone una M-Box 2 USB ed abbiamo dapprima composto e poi riprodotto un mini progetto Logic completo di parte ritmica, synth bass, pad e voce. Non amiamo essere sensazionalisti, ma è un dato di fatto che il suono riprodotto live ed  il bounce del progetto suonino nettamente meglio attraverso la Apogee. Il dettaglio degli strumenti, le code dei riverberi e dei delay, il calore della voce, ma soprattutto la dinamica e le sfumature sono perfettamente percepibili, molto meno impastate di quanto non accada con la M-Box2.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/duet4.jpg"><img class="aligncenter" title="Duet" src="http://www.djmag.it/images/reviews/duet4.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva con circa 500 euro è possibile portare a casa una scheda audio con 2 canali di estrema qualità. Riteniamo che per la maggior parte di noi house producers dotati di home studios, la DUET si rivelerà gratificante e pratica. Con l&#8217;avvento del digitale la necessità di avere schede multi ingresso/uscite è decisamente limitata, specialmente nell&#8217;ambito di produzioni da discoteca. Va peraltro seganalata l&#8217;assenza di I/O midi e digitale, presenti in schede concorrenti come la Motu o la stessa M-Box 2. Il software MAESTRO permetterà di accedere a tutti i parametri senza mettere mano all’interfaccia hardware e l&#8217;integrazione con la piattaforma Apple è pressochè totale. Per contro la Apogee DUET non è utilizzabile su PC e quindi in ambiente Windows.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo Denis di Soundwave per la grande disponibilità.</p>
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		<title>Recensione: NI Kontrol X1</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 19:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apparecchiature]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Oggi vi proponiamo la recensione del Traktor Kontrol X1, il controller midi di Native Instruments appositamente creato per la gestione di  Traktor. Precisiamo subito, tuttavia, che il Kontrol X1 è rimappabile e compatibile con qualsiasi software e che nella confezione viene fornita di serie una mascherina con i comandi fondamentali di Serato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=7" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/editork468.gif"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.native-instruments.com"><img class="alignnone" title="Kontrol X1" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/x1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Oggi vi proponiamo la recensione del <span style="color: #62d41d;"> </span><a title="Kontrol" href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Traktor Kontrol X1</span></a>, il controller midi di <a title="Native Instruments" href="http://www.native-instruments.com/#/en/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Native Instruments</span></a> appositamente creato per la gestione di  <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Trakto</span>r</a>. Precisiamo subito, tuttavia, che il Kontrol X1 è rimappabile e compatibile con qualsiasi software e che nella confezione viene fornita di serie una mascherina con i comandi fondamentali di Serato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/X11.jpg"><img class="aligncenter" title="Kontrol X1" src="http://www.djmag.it/images/reviews/X11.jpg" alt="" width="553" height="536" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Kontrol X1</span></a> viene presentato in una confezione di notevole impatto, in tipico stile <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Native Instruments</span></a>. Il frontale della confezione ha un pieghevole che, una volta aperto, rivela uno schema del controller con la relativa suddivisione in zone.  All’interno possiamo trovare il controller, il cavo usb per il collegamento con computers, il manuale tradotto in varie lingue (manca l’italiano), il Cd contenente i drivers, <a title="Le" href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-le/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Traktor LE</span></a> (ossia la versione dimostrativa di Traktor Pro)<a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/producer/kore-2/?page=305" target="_blank"> <span style="color: #62d41d;">Kore Selection</span></a> e per finire <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/producer/kore-2/?page=305" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Kore Player</span></a><span style="color: #62d41d;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/" target="_blank">X1</a> si dimostra solidissimo con una case  simil-alluminio che offre leggerezza ma al tempo stesso conferisce il giusto bilanciamento. Alla base troviamo  4 piedini in gomma che assicurano il controller al piano di appoggio, anche durante le sessioni più estreme, e scongiurano il rischio cdi vederlo ballare durante una performance. I pulsanti sono di ottima plastica indurita ed hanno un’escursione abbastanza corta. Ogni volta che vengono premuti producono il tipico click che permette di non avere dubbi circa l’effettiva pressione del tasto. Contestualmente ogni singolo pulsante si illumina di un colore blu, rosso o bianco (a seconda della funzione), in modo che l&#8217;utente abbia sempre sotto controllo quello che stà succedendo all’interno del software e quali funzioni sono state attivate.  I comandi rotativi ed i potenziometri sono costruiti di una plastica nera dura, piacevolissima al tatto, con un ottimo grip. Ogni comando rotativo presenta un meccanismo di “resistenza” alla rotazione dall&#8217;ottimo feedback tattile. Ogni knob ha  una tacca centrale che ci permette sempre di sapere quando abbiamo riportato la rotellina in posizione centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/X12.jpg"><img class="aligncenter" title="Knotrol X1" src="http://www.djmag.it/images/reviews/X12.jpg" alt="" width="512" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Spesso il punto debole dei  MIDI controllers risiede difficoltà di integrare alla perfezione il dispositivo col software e nella conseguente necessità di creare mappature specifiche che richiedono un minimo di destrezza in ambito di programmazione MIDI. La <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/?content=1071" target="_blank">Native Instruments</a> viene incontro a tutti coloro che vogliono semplicemente essere Dj senza preoccuparsi di mappare il tutto e ha reso il <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Kontrol X</span>1</a> hot-pluggable e completamente funzionante e mappato fin dalla prima connessione. Per integrare il <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Kontrol</span></a> con qualsiasi versione del proprio <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank">Traktor</a> basta infatti collegarlo alla presa usb del vostro Pc o Mac, installare i drivers e far partire il software (Salvo il fatto che le nuove versioni di Traktor Duo/Pro installano direttamente i drivers). Dopodichè <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank">Traktor</a> completerà Il Plug &amp; Play automaticamente ed in men che non si dica saremo pronti ad utilizzare il Kontrol X1. Ricordiamo inoltre che il controller è totalmente ri-mappabile per qualsiasi software e viene fornito già pre-mappato anche per Serato Scratch Live 1.9-maggiori dettagli per il controllo di <a href="http://serato.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Serato</span></a> possono essere trovati seguendo questo link: <a title="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/?page=1222" href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/?page=1222" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/?page=1222</span></a>- rendendolo un controller universale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/X13.jpg"><img class="aligncenter" title="Kontrol X1" src="http://www.djmag.it/images/reviews/X13.jpg" alt="" width="525" height="768" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Il controller, se utilizzato con la sua mappatura standard, permette di controllare tutte le funzioni trasporto quali: Play, Pause, Cue, Cup, Load Track, Searching Track, Sync, tutte le funzioni dei loops (durata, inizio e fine), e mette a disposizione un intero banco di 8 hot-cues assegnabili per deck. In più consente di avere controllo totale sulla sezione effetti e su vari altri parametri come il tempo, il pitch bend  e così via. Naturalmente essendo un controller midi totalmente ri-mappabile l’usabilità finale sarà sempre soggettiva. Nel nostro caso, ad esempio, abbiamo trovato lacunoso il fatto di non avere nella mappatura standard il controllo dello navigazione tra le varie playlist, ma solo delle tracce contenute in ciascuna di esse, il che costringe l&#8217;utente a selezionare la playlist desiderata attraverso il pad del computer o la relativa tastiera. Il controller viene venduto ad un prezzo di 199 euro. Il prezzo é, a nostro avviso, più che giustificato data l’alta qualità della componentistica, l’immediata integrazione ed un work-flow davvero intuitivo e ben pianificato. Il controller è appunto semplice da usare ed aggiunge quel controllo totale che ogni utente di traktor ha sempre ricercato in qualsiasi controller. E&#8217; una soluzione perfetta per chi utilizza un sistema DVS con time-code dato che permette di attivare tutte quelle funzioni che prima rimanevano prerogativa della tastiera. Ci sentiamo di consigliarlo anche a tutti coloro che operano con mixer esterno, un pò meno a coloro che fanno uso del software con mixer interno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/X14.jpg"><img class="aligncenter" title="Kontrol X1" src="http://www.djmag.it/images/reviews/X14.jpg" alt="" width="491" height="1024" /></a></p>
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		<title>[Recensione] Stanton C.324</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 22:36:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Prima di cominciare mi preme e vorrei assolutamente ringraziare la Stanton, sia la sede Americana sia quello Europea. Per noi è a dir poco un onore vedere che una compagnia così rinomata abbia accettato e sia a dir poco entusiasta di collaborare con WebDeejay e Djmag.it. Siamo dunque oggi lieti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=4" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/slappa468.jpg"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/stanton-logo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1272" title="stanton logo" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/stanton-logo.jpg" alt="" width="298" height="121" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Prima di cominciare mi preme e vorrei assolutamente ringraziare la Stanton, sia la sede Americana sia quello Europea. Per noi è a dir poco un onore vedere che una compagnia così rinomata abbia accettato e sia a dir poco entusiasta di collaborare con WebDeejay e Djmag.it.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo dunque oggi lieti di portarvi la recensione scritta del Cd Player di punta di casa Stanton, il C.324. Questo lettore si pone come obbiettivo quello di conquistare la fascia medio-alta del mercato offrendo ottime prestazioni e funzionalità innovative ad un prezzo più che ragionevole. Riuscirà questo lettore a far dimenticare i suoi meno apprezzati predecessori? E soprattutto&#8230;passerà indenne alla scrupolosa &#8220;vivisezione&#8221; da parte del vostro Dj Altered Ego?&#8230;Continuate a leggere per scoprirlo.</p>
<h2 style="text-align: center;">Confezione e prime impressioni</h2>
<p style="text-align: justify;">Ormai lo sappiamo, aprire confezioni è  una specie di rituale, un momento quasi intimo e perfetto che spesso ci ripaga dalla lunga “agonia” che ci accompagna fino all’arrivo del prodotto in questione. In questo senso la confezione della Stanton purtroppo ci delude; nessuna geometria intricata, nessun design accattivante, solo un semplice e monotono “mare” di blu spento spezzato unicamente da immagini laterali raffiguranti il C.324. L’interno della confezione non migliora di molto la situazione, ma d’altronde si sa…l’abito non fa il monaco e ciò che conta è che il packaging sia riuscito a proteggere adeguatamente il player dai mille pericoli che una spedizione internazionale comporta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Confezione.jpg"><img class="size-full wp-image-1260 aligncenter" title="Confezione" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Confezione.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta aperta, la confezione ci rivela il “dormiente” lettore. A primo sguardo il C.324 si dimostra essere davvero una gioia per gli occhi; grazie ad un ottima scelta di colori, uno strategico e ben pianificato posizionamento dei vari bottoni e faders ed infine grazie alle sue linee ed il suo design sinuoso, il player di casa Stanton riesce nell’impresa di uscire dal coro e di diversificarsi dalla marea di prodotti simili che oggigiorno inondano il mercato. L’intera unità è progettata e costruita con quella che sembra essere ottima e robusta plastica indurita, il quale riesce nell’intento di dare quel  giusto peso e protezione necessaria, ma allo stesso tempo permette a questo Cd player di mantenersi relativamente leggero, dunque donandogli il cruciale fattore “trasportabilità”. L’unico appunto che ci viene da fare è che probabilmente, se non verranno prestate le dovute attenzioni, la vernice ricoprente il C.324 potrebbe nel tempo rigarsi o comunque venire via; ma detto in tutta onestà, per questo fascia di prezzo, davvero non si può ottenere o chiedere di meglio. Dobbiamo definitivamente ringraziare la Stanton per aver donato a questo Cd player proporzioni larghe ed abbondanti, garantendoci dunque un maggiore spazio di manovra e di “respiro”; in un era in cui l’industria sembra sempre di più spostarsi sul concetto di “ piccolo = bello”, il fatto che il C.324 eviti di regalarci quella fastidiosa sensazione di “compresso” è davvero cosa a noi gradita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Overview.jpg"><img class="size-full wp-image-1262 aligncenter" title="Overview" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Overview.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i pulsanti sono stati concepiti con una plastica abbastanza leggera che potrebbe alla lontana dare un feeling di “spugnosità”, tuttavia è bene non essere frettolosi nel giungere a conclusioni e cadere nel solito stereotipo che  recita “bottoni di plastica = schifezza”. Una volta testati e messi alla prova, i pulsanti si rivelano infatti essere all’altezza dei compiti a loro assegnati, riassicurandoci una volta premuti con il consueto e fondamentale suono “click” e allo stesso tempo illuminandosi. Tutto questo “feedback” è per noi Dj ovviamente un qualcosa di positivo, e non lascia spazio ad incertezze o dubbi sul fatto che il pulsante sia stato effettivamente premuto o no. L’unica critica che ci viene spontanea fare, è che forse il C.324 si ritrova ad avere pulsanti con un escursione ed un “viaggio” abbastanza lungo, cosa che da un lato può essere positiva visto che ci salverà da eventuali errori causati da un eccessiva iper-sensitività dei bottoni, ma dall’altro lato di sicuro penalizzerà coloro che hanno bisogno di maggiore reattività e prontezza.</p>
<h2 style="text-align: center;">Inputs ed Outputs</h2>
<p style="text-align: justify;">Lo Stanton C.324 abbandona l’ormai anacronistico carrello carica Cd stile anni 2000 presente nei suoi predecessori e si presenta a noi con un molto più avanzato e moderno sistema di caricamento interno. Ovviamente non possiamo che rallegrarci di questo cambiamento visto che non dovremo più preoccuparci di urtare o danneggiare eventuali parti delicate ed esposte, durante i nostri convoluti ed accesi Dj sets. Una piccola lucina blu si illuminerà ogni qualvolta non sia stato inserito nessun Cd all’interno del Player, ed ovviamente si spegnerà immediatamente una volta che il nostro C.324 sarà stato metaforicamente “saziato”. Questa a primo avviso potrebbe passare come una feature di poco conto, ma di sicuro ci renderà la vita più semplice permettendoci di evitare eventuali imbarazzi ed arrabbiature che possono ostacolare il nostro percorso ogni qualvolta si provi ad inserire un Cd in un lettore già caricato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Inputs.jpg"><img class="size-full wp-image-1263 aligncenter" title="Inputs" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Inputs.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non troviamo molte sorprese o funzionalità “fantascientifiche” nel lato posteriore del lettore. Il C.324 si riserva dal voler strafare e svolge semplicemente le funzioni per la quale è stato progettato, offrendoci dunque un regolare output RCA, l’onnipresente e scontato pulsante On\Off, l’entrata AC In per il nostro power supply e per concludere in bellezza, un alquanto inusuale Digital out e l’entrata per il Fadert Start\Relay. Riteniamo che probabilmente non molti dei nostri lettori effettivamente utilizzeranno l’uscita digitale, ma in fin dei conti..è sempre una feature in più pronta ad essere utilizzata all’evenienza; al contrario, troviamo che l’aggiunta di una funzionalità come il Fader Start\Relay, può invece rivelarsi molto utile per creare interessanti routines o juggles.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Outputs.jpg"><img class="size-full wp-image-1264 aligncenter" title="Outputs" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Outputs.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;">Comandi di trasporto,formati audio supportati, navigazione e playback</h2>
<p style="text-align: justify;">Il C.324 supporta efficacemente  piu o meno la maggior parte di tutti i principali formati audio possibili ed immaginabilei Non abbiamo infatti trovato nessuna difficoltà  nell’utilizzo di normali Cd Audio, file compressi -e non- e Cd Data. Quello che tuttavia più ci preme di sottolineare è che il player di casa Stanton è totalmente tarato per usufruire a pieno del formato Mp3 in tutte le sue forme e qualità; premesso che il file in questione sia stato codificato in un bit rate almeno decente, il C.324 riuscirà tranquillamente a mantenere alta e fedele la qualità del suono anche durante operazioni di pitch-control o di aggiunta effetti. I tempi medi di caricamento, stando alla nostra esperienza, si aggirano attorno ai 5-7 secondi, un “tempo” abbastanza rispettabile a nostro avviso. Siamo anche felici di riportare che la lente di lettura interna sembra finalmente funzionare a dovere, abbiamo provato ad inserire un paio di vecchissimi Cd graffiati e rovinati -la quale altri Cd players erano stati troppo schizzinosi per accettare e riportare in vita- e il C.324 ha incredibilmente compiuto il miracolo e siamo ora qui ad ascoltarli piacevolmente mentre scriviamo. Un altro accorgimento inserito in questo lettore che ci preme di portare alla luce è che ogni Cd inserito non verrà “espulso” dal lettore durante l’esecuzione di tracce, ma potrà essere rimosso solamente a traccia in pausa o in fase di cueing. Riportando la mente al nostro famoso thread “Hall of Shame” presente nel forum, possiamo ben capire come la presenza del eject-lock sul C.324 di sicuro eviterà molti problemi e sudate fredde.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Trasporto.jpg"><img class="size-full wp-image-1265 aligncenter" title="Trasporto" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Trasporto.jpg" alt="" width="389" height="417" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La navigazione attraverso tracce ed eventuali cartelle si dimostra essere veloce ed intuitiva. Per poter selezionare  la canzone da noi desiderata abbiamo a nostra disposizione I due pulsanti “Search” e, giusto poco più in basso, I due pulsanti “Seek” –i quali potranno essere utilizzati anche per “setacciare” le tracce frame per frame-. In caso tutto questo non vi basti, potremo alternativamente premere il pulsante “Browse” e saltare direttamente da traccia a traccia muovendo semplicemente la rotary di sinistra, una volta individuata la nostra “preda” ci basterà premere verso il basso tale rotary, e la canzone verrà caricata automaticamente. Per invece selezionare la cartella da noi desiderata, ci basterà premere il pulsante “Folders” e muovere la rotary presente alla destra dello schermo. I pulsanti “Play” e “Cue” lavorano ed agiscono nella maniera in cui uno si aspetta che essi funzionino in un Cd player, nulla da riportare dunque. A concludere questa sezione troviamo il pulsante “Continuos-Single”, il quale ci lascia decidere se vogliamo che le tracce presenti in un Cd suonino singolarmente o una dopo l’altra in sequenza, ed il pulsante “Repeat” il quale farà si che l’unità ripeti la traccia attuale–in single mode- o l’intero cd –in continuos mode-. Queste ultime due features si rivelano essere piuttosto utili in caso di Cd già mixati e per risolvere tutte quelle serate “minori&#8221; nella quale si preferisce semplicemente abbandonare i decks per un po’ di sano divertimento.</p>
<h2 style="text-align: center;">La Jog-Wheel</h2>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa che non può non saltare all’occhio nel C.324, è ovviamente la Jog-Wheel centrale. Come già accennato in precedenza, con il continuo trend di “rimpicciolimento” dei lettori Cd, ed in un era dove spesso i controller midi sono totalmente sprovvisti di Jog, è davvero un piacere sia per gli occhi sia per le nostri mani poter usufruire ed avere a disposizione una cosi larga, spaziosa e confortabile Jog-Wheel. L’anello esterno è stato concepito in una plastica abbastanza leggera, mentre la parte centrale e superiore è invece stata ricoperta di quello che sembra essere uno strano miscuglio di plastica indurita e semi-metallo. Se utilizzata in modalità normale l’intera Jog-Wheel funzionerà come ogni altra Jog in un Cd player, ricoprendo dunque la classica funzione di pitch bending; dobbiamo avvisarvi che a primo impatto potreste rimanere abbastanza “spiazzati” visto che la Jog del C.324 richiede un notevole giro prima di cominciar a dare risultati in termini di pitch correction, ma una volta che ci saremo abituati di sicuro non faremo più caso a questo dettaglio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Jog-Wheel.jpg"><img class="size-full wp-image-1266 aligncenter" title="Jog-Wheel" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Jog-Wheel.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente la cosa che ci ha impressionato di più della jog-wheel centrale è il fatto che non sia pressure sensitive..ma touch sensitive; nessuna &#8220;spintarella&#8221; o pressione verso il basso necessaria per fermare una traccia, al minimo tocco -e quando diciamo &#8220;minimo&#8221; intendiamo davvero minimo- calerà il silenzio. Raramente abbiamo visto una jog così sensibile e quasi &#8220;inteliggente&#8221;, spesso ci è bastato far passare la nostra mano al di sopra di essa,senza nemmeno toccarla per fermare la traccia. Tuttavia la cosa che ci ha sorpreso di più è che questa Jog sembra capace di distinguere la presenza ed il tocco umano da quello di oggetti inanimati. Abbiamo provato a posizionare alcuni comuni oggetti come penne, telefonini, ed anche un fatidico bicchiere&#8230;ma nulla&#8230;la traccia continuava a suonare senza intoppo alcuno; appena la nostra mano si è avvicinata&#8230;.avete capito. Come si traduce tutto questo in termini di performances? Prima di tutto ci protegge da eventuali &#8220;curiosoni&#8221; molesti sempre pronti a far cadere oggetti o a posizionare bicchieri proprio sulle nostre preziose Jogs -fermando il playback e facendoci fare una &#8220;poco piacevole&#8221; figura- ed ovviamente ci dimostra che fare scratching con questo lettore non è da considerarsi fantascienza visto che la &#8220;sensibilità&#8221;..c&#8217;è. Ovviamente è importantissimo riporatre che la sensibilità generale della jog può essere regolata tenendo premuto il pulsante &#8220;Pitch Lock&#8221; e ruotando le rotaries a nostro piacimento; ovviamente una sensibilità troppo alta o troppo bassa ostacoleranno le nostre performances e sarà dunque bene trovare una via di mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta attività la modalità Vinile –attivabile tramite il pulsante dedicato-, la parte superiore della Jog-wheel risponderà e si comporterà proprio come un Vinile su un giradischi farebbe. Potremo dunque scratchare, “scannerizzare” le singole tracce frame per frame, ed ovviamente settare cue points manualmente. L’emulazione dello scratching è legittima, il suono proveniente dal C.324 riesce ad evitare di trasmettere quell’eccessivo feeling di “digitalizzazione”. Pur non essendo scratchers incredibili, siamo comunque riusciti a tirare fuori dal cilindro un paio di mosse, sia basilari, sia più avanzate. Ovviamente non aspettatevi di vincere il DMC con questo lettore visto che l’odiato fattore “latenza” entra a far parte del gioco e si fa sentire specialmente nelle sessioni di scratching più estreme;  ci piace comunque pensare che se siete degli scratchers “seri”… di sicuro non vi allenereste con dei lettori Cd, quindi per il mercato per la quale questo Cd Player è stato progettato, la soddisfazione complessiva sarà più che ottima. Per cercare di mantenere vivo ancor di più quel feeling “Old School”, la Stanton vi  permette anche il controllo di vari parametri come i tempi di Spin-up e Spin-down.</p>
<p style="text-align: justify;">Un paio di altre features interessanti che accompagnano la jog del C.324 sono il pulsante “Touch Rewind”, che ci permette di tornare all’ultimo cue points settato semplicemente toccando la jog-wheel –dunque dandoci un grande aiuto durante performances di beat-juggling- ed il pulsante “Reverse” il quale farà suonare la  nostra traccia al contrario; probabilmente quest’ultima è una funzionalità non utilissima, ma che potrà sempre servire come un altro “effetto” o semplicemente per censurare eventuali parolacce presenti nei testi di una traccia.</p>
<h2 style="text-align: center;">Lo schermo</h2>
<p style="text-align: justify;">A gestione della maggior parte dei feedback visivi, troviamo un luminoso display LCD blu, di dimensioni 55mm x 55mm. Tutte le più rilevanti informazioni riguardanti le tracce e funzionalità attivate vengono al suo interno rappresentate. Partendo dal basso possiamo trovare tutte le classiche informazioni come il nome  e numero della traccia, il BPM counter –il quale può essere aggirato manualmente tramite il pulsante “Tap”-, le variazioni in percentuale del pitch, il Time –sia passato, rimanente, e rimanente totale- e in caso facciate a cazzotti con la matematica, anche una rappresentazione grafica di una time-bar indicante il tempo rimanente o passato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Schermo-i-2-rotaries-e-varie-altre-opzioni.jpg"><img class="size-full wp-image-1276 aligncenter" title="Schermo, i 2 rotaries e varie altre opzioni" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Schermo-i-2-rotaries-e-varie-altre-opzioni.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il display vi mostrerà inoltre se alcuni funzioni cruciali come i loops, gli effetti, il Key Lock e l’Auto Cue, sono stati effettivamente azionati. Onestamente parlando, non se ne sentiva necessità di avere a disposizione alcune di queste informazioni tramite lo schermo dato che la maggior parte di queste funzioni vengono attivate o gestite da pulsanti che già di per se si illuminano emettendo un “click”… però qualche feedback in più non guasta mai.</p>
<p style="text-align: justify;">A finalizzare questa sezione troviamo il largo –forse troppo largo- wheel-indicator , il quale dovrebbe teoricamente rimpiazzare il buon vecchio vynil marker -pur  essendo alquanto impreciso a nostro avviso- e una rappresentazione grafica dell’Anti-Shock e Buffer indicator  adibito a segnalarci lo stato attuale di protezione della quale il vostro C.324 gode. Quest&#8217;ultimo indicatore ci ricorda  dunque che questo lettore potrà sopportare e passare incolume ad almeno 10 secondi di &#8220;abusi&#8221; prima di cominciare a dare segni di cedimento o a far saltare le tracce.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Schermo-illuminato.jpg"><img class="size-full wp-image-1280 aligncenter" title="Schermo illuminato" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Schermo-illuminato.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica &#8220;critica&#8221; che ci viene da muovere è che forse lo schermo si rivela essere fin troppo luminoso; specialmente al buio i nostri occhi avranno bisogno di qualche momento prima di potersi abituare.</p>
<h2 style="text-align: center;">Il Pitch</h2>
<p style="text-align: justify;">Alla destra del Cd player, troviamo la sezione adibita al controllo dei vari parametri riguardanti il pitch ed il pitch bend. Partendo dal basso troviamo i due utilissimi pulsantini “-“ e “+” che potranno essere utilizzati per eseguire operazioni di pitch bending; l’aggiunta di questi due pulsantini si rivela essere una feature molto gradita e di sicuro soddisferà tutti coloro che preferiscono questa soluzione e questo metodo di pitch bending rispetto alla classica “spintarella” tramite jog-wheel.</p>
<p style="text-align: justify;">Spostandoci in alto ci imbattiamo nella parte più cruciale di questa sezione, ovvero, quella del pitch fader. Dobbiamo purtroppo ammettere che la qualità componentistica del fader del pitch non ci ha lasciati molto impressionati, stiamo parlando di una plastica abbastanza leggera che al tatto non dà quella necessaria sensazione di qualità e stabilità. Tuttavia, a controbilanciare il tutto, possiamo dire che, pur non avendo un “viaggio” lunghissimo, il pitch fader si dimostra essere abbastanza preciso ed ogni nostro piccolo movimento verrà fedelmente “catturato”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Pitch.jpg"><img class="size-full wp-image-1274 aligncenter" title="Pitch" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Pitch.jpg" alt="" width="389" height="417" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A concludere il tutto e a regalare punti bonus alla sezione del pitch fader ci pensano il “click” centrale e la lucina rossa i quali ci avvisano tempestivamente se il fader è stato riportato sul valore di 0%. Queste ultime due aggiunte possono a primo avviso sembrare non rilevanti, ma possiamo assicurarvi che avere un feedback sia visivo, sia “tattile” sulla effettiva posizione del fader, è un qualcosa che noi reputiamo essere vitale, specialmente in ambienti bui come lo possono essere discoteche e simili. Spostandoci ancora più in alto possiamo trovare il pulsante adibito alla gestione del pitch range, il quale potrà essere settato su vari valori, 8%-16% ed in caso vi sentiate estremamente estremi, anche 25%-100%; il tutto ovviamente corredato da feedback visivo in forma di lucina rossa. A concludere il tutto troviamo il “Pitch Lock” il quale una volta attivato e illuminato reimposta il valore del pitch control sullo 0% -indipendemente dalla posizione del fader- ed il Key Lock, il quale ci permette di mantenere la traccia sulla stessa tonalità anche durante variazioni del pitch. Possiamo dire che dopo aver testato a fondo ed averlo comparato anche con i “Key Locks” di altre macchine o strumentazioni, l&#8217;algoritmo del C.324 se la gioca alla pari con tutti e non colora o distorce il suono in maniera eccessiva;  ci dunque permetterà di evitare quel fastidioso effetto “Chipmunk” o “Tenore” liberando la strada a sets piu vibranti dove sarà possibile cambiare generi di musica in maniere fluida.</p>
<h2 style="text-align: center;">Effetti</h2>
<p style="text-align: justify;">Spostandoci  in alto a destra, possiamo trovare la sezione adibita agli effetti. Troviamo qui presenti tutti i soliti effetti che ci si aspetta di incontrare in un cd player, come l’immancabile flanger, il prezioso filter, un divertentissimo echo, ed in più un paio di aggiunte come il phase, pan, ed infine il transformer. Possiamo fin da adesso rivelare  che all’inizio eravamo abbastanza scettici riguardo l’effettiva qualità di questi effetti, ma una volta provati siamo contenti di riportare che abbiamo decisamente cambiato idea. La qualità ed il suono degli effetti offerti è di buon livello ed il buon vecchio flanger suona alle nostre orecchie epico come non mai.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Effetti.jpg"><img class="size-full wp-image-1275 aligncenter" title="Effetti" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Effetti.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte delle volte gli effetti si allineeranno al battito ed al tempo della traccia in maniera corretta; potrebbe comunque capitare di ritrovarsi decisamente fuori battuta e ritmo se tali effetti verranno usati per abbellire generi meno “standardizzati”. Tutto questo è comunque risolvibile tramite il proverbiale tasto “Tap”. Per controllare i vari parametri degli effetti potremo avvalerci delle due rotaries presenti ai lati dello schermoLCD, il quale controllano rispettivamente l’FX Time e L’FX Ratio; tuttavia possiamo dire che l’effettiva resistenza al giro che queste due rotaries presentano non è godibilissima e si presentano dunque come abbastanza “legnose”.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso non siate ancora convinti della gestione dei parametri degli effetti tramite le due rotaries, la Stanton vi mette a disposizione i due pulsantini “-“ e “+” presenti al di sotto dello schermo LCD; con questi potremo controllare l’FX time. Dove ci si comincia davvero a divertire, è tramite la maniera alternativa nella quale potremo controllare l’FX ratio, premendo il pulsante “Outer Jog-Wheel”, questo parametro verrà infatti assegnato e potrà essere manipolato tramite la sezione esterna della jog-wheel. Inutile dire che ci siamo ritrovati a giocare con gli effetti per ore solo perché controllare questo parametro in questa maniera è risultato essere davvero divertente, preciso, ed ovviamente aggiunge quel pizzico di fattore “scena” all’azione, che di sicuro non guasta mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente tutti gli effetti sono “chainable” e si possono dunque attivare fino a tre effetti contemporaneamente –tuttavia solo uno per “tipo” di effetto-, senza gravare eccessivamente sulla qualità audio complessiva.</p>
<h2 style="text-align: center;">Sampling, Looping ed Hot-cues</h2>
<p style="text-align: justify;">Quello che a nostro avviso  rende questo lettore davvero unico e degno dunque di essere acquistato, è il fatto che si ritrova ad esser equipaggiato con un impressionante set di features che di sicurò stimoleranno e potenzieranno la nostra creatività una volta dietro i decks. La sezioni dedicate al sampling, al looping ed agli hot-cues,che questa macchina porta con se, aprono una marea di scenari e  ci regalano possibilità infinite; se usati correttamente vi daranno dunque la possibilità di remixare, creare mash-ups ed infine &#8220;tagliuzzare&#8221; ogni singola traccia&#8230;il tutto Live.</p>
<p style="text-align: justify;">Creare un loop sul C.324 si rivela essere estremamente semplice, ci basterà premere il pulsante &#8220;In&#8221; per settare automaticamente un punto di cue o comunque il punto d&#8217;inizio del loop, ed infine premere il pulsante &#8220;Out&#8221; per settare il punto di chiusura del loop. Per uscire dal loop ci basterà premere di nuovo il pulsante &#8220;Out&#8221;. In caso il nostro loop non sia uscito fuori &#8220;perfetto&#8221;, avremo la possibilità di rimediare alla &#8220;sciagura&#8221; tramite Jog-Wheel; ci basterà tenere premuto il pulsante &#8220;Out&#8221; e dopodichè manipolare e spostare il punto d&#8217;uscita del loop a nostro piacimento. Un indicatore temporale apparirà inoltre sullo schermo, mostrandoci la nuova posizione del nostro loop. Di default il lettore interpreta ogni loop come un loop da 4 battiti -ovvero 1/1- ma vi è da sottolineare che tramite i pulsanti &#8220;-&#8221; e &#8220;+&#8221; potremo estendere -fino a 4\1- od accorciare -fino ad 1\4- il nostro loop a piacimento. Onestamente parlando, ci sarebbe davvero piaciuto aver la possibilità di entrare nell&#8217;area dei &#8220;microloops&#8221; ed arrivare dunque a 1\16 o addirittura 1\32&#8230;peccato. I loops possono poi successivamente essere ri-attivati tramite il pulsante &#8220;Reloop&#8221; o salvati all&#8217;intero di uno dei 4 pads di memoria tramite il pulsante &#8220;Save&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Looping-e-Hot-cues.jpg"><img class="size-full wp-image-1267 aligncenter" title="Looping e Hot-cues" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Looping-e-Hot-cues.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Pigiare pulsanti alla velocità della luce per usufruire al meglio degli Hot-Cues è da sempre il &#8220;punto debole&#8221; del vostro Dj Altered Ego; è naturale dunque che il fatto che questo lettore sia uno dei pochi ad offrire questa feature gli regali punti in più ai nostri occhi -soprattutto perchè il tutto viene gestito tramite ampi pads e non minuscoli pulsantini-. Il C.324 ci offre infatti 4 &#8220;Memory Pads&#8221; che ci permetteranno di settare e allo stesso tempo &#8220;giocare&#8221; con gli hot-cues in maniera intuitiva e veloce. Una volta che avremo salvato un Hot-Cue all&#8217;interno di uno dei 4 pads, potremo cancellarlo semplicemente premendo il tasto &#8220;Clear&#8221; e ripremendo il medesimo pad che  intendiamo liberare.  La gestione degli Hot-Cues presente su questo lettore è stata davvero ben congeniata e sicuramente ci permetterà di creare interessanti routines o funanmoblici &#8220;juggles&#8221;. L&#8217;unica critica da muovere  è che probabilmente i pulsanti del lettore Stanton hanno -come già detto in precedenza- un &#8220;viaggio&#8221; abbastanza lungo e devono essere premuti con vigore prima di poter ottenere risultati; per tutte le altre features questo non è un problema, ma probabilmente per gli hot-cues -che richiedono una reattività maggiore- si sarebbe potuto fare di meglio&#8230;ma come al solito basta abituarsi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Sampler-e-varie-altre-opzioni.jpg"><img class="size-full wp-image-1268 aligncenter" title="Sampler e varie altre opzioni" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Sampler-e-varie-altre-opzioni.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dove la Stanton si è davvero impegnata e dove non possiamo far altro che complimentarci, è nella sezione e gestione del sampler. Abbiamo a nostra disposizione due opzioni di sample:</p>
<p style="text-align: justify;">-Il primo tipo di sampler può essere attivato tramite il pulsante &#8220;Sampler&#8221; che è possibile trovare alla destra dei 4 memory pads. Quando quest&#8217;ultimo viene attivato, e premesso che i nostri pads siano stati caricati di loops o cue-points precedentemente ,potremo suonare ed attivare i nostri &#8220;samples&#8221; SOPRA ed assieme alla traccia che stà suonando al momento. Questi samples verranno inoltre anche influenzati da qualsiasi effetto che verrà attivato.</p>
<p style="text-align: justify;">-La seconda opzione di sampling a noi disponibile è attivabile tramite il sampler sequencer presente in alto a sinistra. Una volta caricati i nostri memory pads con loops o Cue-points, ci basterà attivare il pulsante di registrazione ed eseguire la nostra sequenza in puro&#8221; stile MPC&#8221;. Il sequencer è capace di registrare fino a 32 &#8220;steps&#8221; ed una volta terminata la nostra routine ci basterà premere il pulsante &#8220;play&#8221; -non quello generale, ma quello dedicato al sampler- ed il C.324 ricrearà e suonerà la vostra stessa sequenza in ordine ripetendola fino a quando noi vorremo.</p>
<h2 style="text-align: center;">Conclusioni</h2>
<p>-Il C.324 si ritrova ad avere un ottimo rapporto qualità-prezzo</p>
<p>-L’ unita è spaziosa e larga, regalandovi dunque un maggiore spazio di manovra. Il lettore sembra essere stato creato con componenti di buona qualità, dando dunque l’impressione di poter sostenere e di uscire indenne da un bel po’ di serate; ma questa è una cosa che solo il passare del tempo ci potrà dire</p>
<p>-La qualità della lente di lettura interna sembra finalmente essere stata migliorata e dà l’impressione di essere all’altezza, offrendovi dunque performances migliori. La grande varietà di formati audio supportati vi garantiranno una maggiore flessibilità</p>
<p>-Jog-Wheel spaziosa e reattiva</p>
<p>-Le Potenti capacità di Looping, Hot-Cuing e Sampling di questo Cd player –raramente visti o presenti anche su prodotti di fascia più alta- rendono questo lettore una gemma rara per tutti coloro interessati ad iniettare una maggiore creatività ed unicità ai loro sets.</p>
<p>-Un paio di features “inteliggenti” e ben pensate migliorano il work-flow generale e ci risparmieranno qualche imbarazzo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Stanton-C.324-al-buio.jpg"><img class="size-full wp-image-1281 aligncenter" title="Stanton C.324 al buio" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Stanton-C.324-al-buio.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 1280px; width: 1px; height: 1px;">
<h2 style="text-align: center;"><strong>Lo schermo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">A gestione della maggior parte dei feedback visivi, troviamo un luminoso display LCD blu, di dimensioni 55mm x 55mm. Tutte le più rilevanti informazioni riguardanti le tracce e funzionalità attivate vengono al suo interno rappresentate. Partendo dal basso possiamo trovare tutte le classiche informazioni come il nome  e numero della traccia, il BPM counter –il quale può essere aggirato manualmente tramite il pulsante “Tap”-, le variazioni in percentuale del pitch, il Time –sia passato, rimanente, e rimanente totale- e in caso facciate a cazzotti con la matematica, anche una rappresentazione grafica di una time-bar indicante il tempo rimanente o passato.</p>
</div>
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		<title>[Recensione] PCDJ Dex e controller American Audio Dp2</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 15:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webdeejay</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Oggi il vostro Dj Altered Ego, vi propone la recensionecombinata di PCDJ Dex e del controller Midi American Audio Dp2. PCDJ Dex altro non è che il software di mixaggio di punta di casa Pcdj, una compagnia illustre ed oserei dire storica  e pioneristica -il primo software di mixaggio venduto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><span ><object data="http://www.djmag.it/images/banners/novation468.swf" type="application/x-shockwave-flash" class="classedelfilmato" width="468px" height="60px">
<param name="movie" value="http://www.djmag.it/images/banners/novation468.swf" />
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</object></span></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><a title="Dex Logo green" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FDex-Logo-green.png','Dex+Logo+green')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Dex-Logo-green.png"><img class="aligncenter" title="Dex Logo green" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FDex-Logo-green.png','Dex+Logo+green')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Dex-Logo-green.png" alt="" width="299" height="173" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il vostro Dj Altered Ego, vi propone la recensionecombinata di <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fdj-software%2Fpcdj-dex%2F','')" href="http://pcdj.com/index.php/products/dj-software/pcdj-dex/" target="_blank">PCDJ Dex</a> e del controller Midi <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.adjaudio.com%2FProductDetails.aspx%3FItemNumber%3D1376%26amp%3BMainId%3D1%26amp%3BCategory%3D23','American+Audio+Dp2')" href="http://www.adjaudio.com/ProductDetails.aspx?ItemNumber=1376&amp;MainId=1&amp;Category=23" target="_blank">American Audio Dp2</a>. PCDJ Dex altro non è che il software di mixaggio di punta di casa <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2F','PCDJ')" href="http://pcdj.com/" target="_blank">Pcdj</a>, una compagnia illustre ed oserei dire storica  e pioneristica -il primo software di mixaggio venduto è stato proprio prodotto da loro nel lontano 1998- nel campo del digital Djing. Il secondo prodotto recensito è invece il controller American Audio Dp2, controller formato rack con scheda audio integrata.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi potreste a primo avviso chiedere il perchè di una recensione formato 2-in-1; il motivo è presto spiegato, il software PCDJ Dex<a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fdj-software%2Fpcdj-dex%2F','')" href="http://pcdj.com/index.php/products/dj-software/pcdj-dex/" target="_blank"> </a>ed il controller American Audio Dp2, vengono infatti anche <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fhardware%2Faa_dp2%2F','venduti')" href="http://pcdj.com/index.php/products/hardware/aa_dp2/" target="_blank">venduti</a> assieme in un apposito ed economico bundle. La prima parte della recensione si focalizzerà dunque sul software per poi sfociare nella seconda parte dove studieremo a fondo la sinergia -o l’eventuale mancanza di essa-  tra software e controller.  Vi anticipiamo sin da ora..che il vostro Dj Altered ego è rimasto piacevolmente colpito…Enjoy…</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di cominciare mi preme ovviamente ringraziare la Digital 1 Media Inc, detentrice di <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2F','PCDJ')" href="http://pcdj.com/" target="_blank">Pcdj</a>, per averci spedito intercontinentalmente l’intero bundle e per essersi dimostrata entusiasta di collaborare con noi.</p>
<h1 style="text-align: center;">PCDJ DEX</h1>
<h2 style="text-align: center;">Interfaccia grafica e first look</h2>
<p style="text-align: justify;">Una volta acquistata la versione full del programma, e dopo aver svolto le solite pratiche di registrazioni -per una volta semplici ed intuitive- potremo finalmente avviare il software e cominciare a mixare.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="PCDJ DEX" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FPCDJ-DEX2.jpg','PCDJ+DEX')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/PCDJ-DEX2.jpg"><img class="aligncenter" title="PCDJ DEX" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FPCDJ-DEX2.jpg','PCDJ+DEX')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/PCDJ-DEX2.jpg" alt="" width="525" height="328" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa che salta subito all’occhio ovviamente è la GUI di <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fpcdj-dex','PCDJ+Dex')" href="http://pcdj.com/index.php/products/pcdj-dex" target="_blank">Dex</a>. L’interfaccia grafica di questo software si rivela essere molto ben curata, colorata -in maniera da distinguere meglio le varie funzioni- e di sicuro gradevole all’occhio. Alcuni Dj potrebbero storcere il naso alla quantità d’informazioni presenti su schermo e a primo avviso potrebbero rimanere spiazzati; questo non è assolutamente un problema visto che i ragazzi di <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2F','PCDJ')" href="http://pcdj.com/" target="_blank">PCDJ</a> hanno profuso un incredibile cura nel far si che l’esperienza visiva di questo software possa adattarsi alle esigenze e preferenze di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a title="GUI Options" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FGUI.png','GUI+Options')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/GUI.png"><img class="aligncenter" title="GUI Options" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FGUI.png','GUI+Options')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/GUI.png" alt="" width="235" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo infatti vedere, una volta premuto il pulsante “Gui options”, avremo a nostra disposizione una finestra tramite la quale potremo gestire tutta una serie di vari parametri visivi. Si passa dalla risoluzione generale, fino alla maniera nella quale le informazioni generali vengono mostrate all’interno dei decks.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Skins" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FSkins.png','Skins')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Skins.png"><img class="aligncenter" title="Skins" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FSkins.png','Skins')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Skins.png" alt="" width="534" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come se questo non bastasse, <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fpcdj-dex','PCDJ+Dex')" href="http://pcdj.com/index.php/products/pcdj-dex" target="_blank">Pcdj Dex</a> vi offre inoltre anche la possibilità di “modellare”  ancor di più  a vostro a piacimento il software, grazie ad una serie di skins totalmente customizzate, che rappresentano e ripropongono fedelmente su schermo, i vari layout e controlli di quasi tutti i controllers riconosciuti nativamente da Dex.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="pcdj_dex_skin_AADP2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fpcdj_dex_skin_AADP21.jpg','pcdj_dex_skin_AADP2')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/pcdj_dex_skin_AADP21.jpg"><img class="aligncenter" title="pcdj_dex_skin_AADP2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fpcdj_dex_skin_AADP21.jpg','pcdj_dex_skin_AADP2')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/pcdj_dex_skin_AADP21.jpg" alt="" width="512" height="410" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che il software sia completamente customizzabile anche grazie a queste skins, è per noi Dj di vitale importanza. La rappresentazione grafica del controller da noi usato ci aiuta infatti ad entrare e ad interfacciarci meglio nel workflow generale del programma.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le skins possono essere scaricate gratuitamente su questo link: <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fsoftware-extras%2Fdex-downloads-freebies%2F','http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fsoftware-extras%2Fdex-downloads-freebies%2F')" href="http://pcdj.com/index.php/software-extras/dex-downloads-freebies/" target="_blank">http://pcdj.com/index.php/software-extras/dex-downloads-freebies/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso link potrete inoltre trovare la documentazione necessaria per creare la vostra unica e personale skin.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo potuto notare nell’immagine della schermata generale del software, Dex offre e mette molta carne a fuoco. Ora che abbiamo esplorato la parte visiva di questo programma…è tempo di addentrarci nelle funzionalità vere e proprie.</p>
<h2 style="text-align: center;">Playlist,File Browser e gestione tracce</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Playlist.png"><img class="size-full wp-image-1248 aligncenter" title="Playlist" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/04/Playlist.png" alt="" width="492" height="326" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il file browser generale si dimostra essere molto ben congeniato e funzionante. Trovare tracce o cartelle si rivela essere veloce ed intuitivo, dettagglio cruciale per noi Dj che non possiamo mai perdere preziosi secondi di tempo durante un mix. Alla sinistra del file browser troviamo la sezione adibita alla ricerca e selezione di cartelle, importante notare come sia presente anche la cartella “Itunes” a sottolineare il fatto che <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fpcdj-dex','PCDJ+Dex')" href="http://pcdj.com/index.php/products/pcdj-dex" target="_blank">Pcdj Dex </a>sia totalmente tarato per funzionare ed integrarsi correttamente col software di casa Apple e la sua playlist.Oltre la cartella Itunes troviamo ovviamente le varie cartelle “Logs” “Loaded Song” etc, che ci permetteranno di visualizzare una “history” generale della tracce da noi suonate. Tramite il pulsante “Drive” potremo selezionare da dove vogliamo cercare cartelle o tracce-ad  esempio all’interno di cd o altri hard-drives- mentre il pulsante “Add Favourites” ci permette di appunto aggiungere delle cartelle o tracce tra le nostre favorite.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta caricate le nostre canzoni nella sezione Directory, potremo vedere come il software ci fornisca il BPM,  la lunghezza della traccia, ed ovviamente tutte le informazioni nominative del file.  Per caricare  le tracce nei nostri decks virtuali, potremo  trascinarle direttamente, oppure premere il pulsanto destro del mouse, e selezionare il deck da noi prescelto. Ovviamente avremo a nostra disposizione anche altre opzioni che ci aiuteranno a migliorare il workflow generale, come quelle di colorare le tracce in colori diversi –utilissimo per dividere il tutto in generi ad esempio-, spostare i file, cancellarli dalla directory, editare le tags etc. Per aggiungere le tracce alla nostra playlist ci bastera fare un doppio-click sul file.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci preme di sottolineare che Dex facilita di molto il nostro amato missaggio armonico, in quanto, se presenti le informazioni all’interno delle tags del file, il programma ci mette a disposizione una colonna separata che ci mostrerà la key della traccia e potremo dunque con un semplice click ordinare le nostre tracce in ordine crescente.</p>
<p style="text-align: justify;">A concludere questa sezione troviamo un paio di altre features davvero utili che ci aiuteranno a trovare la nostra musica in maniera ancora piu semplice. Stiamo parlando delle Smart-Playlist, il quale ci permette di creare cartelle inteliggenti che verranno aggiornate in continuazione  secondo dei “filtri” e dalle “regole” da noi specificati, la potente e precisa barra “cerca” -richiamibile anche tramite tasto f1-  la funzione “preview” per avere un “anticipo” delle tracce da noi selezionate ed infine le varie waiting lists.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro giudizio su questa sezione del software è a dir poco MOLTO positivo, la gestione generale della musica è stata concepita in maniera eccellente, e l’abbiamo sinceramente trovata anche meglio di quella offerta da un paio di altri softwares più “blasonati”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">Decks Virtuali</h2>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FThe-Decks.png','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/The-Decks.png"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FThe-Decks.png','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/The-Decks.png" alt="" width="499" height="355" /></a></p>
<h3 style="text-align: center;">Il Player</h3>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FThe-Decks2.png','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/The-Decks2.png"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FThe-Decks2.png','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/The-Decks2.png" alt="" width="169" height="185" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Parte principale dei nostri Decks virtuali sono ovviamente i Players e appunto i Decks sulle quali vengono caricate le nostre canzoni. Ad un primo sguardo possiamo notare come ci venga rappresentata la waveform della traccia -ma attenzione, non è la waveform generale, ma rappresenta solo la parte la quale stà venendo riprodotta al momento-ed una freccia indicante il senso di rotazione. La freccia ed in generale l’aspetto sferico di questa sezione ovviamente servono e fungono come sostituto al buon vecchio Vynil Marker e ci saranno dunque utilissimi in caso di scratching. Le piccole tacche arancioni che notiamo invece all’esterno del “cerchio” rappresentano invece quanto tempo è passato dall’inizio della traccia -e dunque anche quanto manca- e diventeranno tacche rosse una volta che la nostra canzone stà per volgere al termine, così da poterci avvisare.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fahahahah.png','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/ahahahah.png"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fahahahah.png','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/ahahahah.png" alt="" width="170" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni qualvolta sposteremo il cursore su uno dei Decks, quest’ultimo ci mosterà l’altra sua “faccia”. Qui avremo a disposizone tutte le funzionalità che uno si aspetta di trovare su un normale Cd player: Play-Pause, il pulsante cue per settare punti di cue, i pulsanti + e – per effettuare operazioni di pitch bending -a destra- ed i pulsanti + e – per invece effettuare piccole variazioni nel Bpm -a sinistra-. Troviamo inoltre i pulsanti “Scratch”, che una volta premuto ci permette di scratchare tramite mouse, ed il pulsante pitch bend.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer555.png','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer555.png"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer555.png','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer555.png" alt="" width="170" height="176" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Azionando il pulsantino presente nell’immagine in basso a destra, accederemo ad un ulteriore finestra dove potremo regolare i vari tempi di startup e brake per poter così ottenere quel tipico effetto vinile. Tramite la barra centrale potremo invece regolare lo zoom della waveform generale ed avere così un ancor maggiore e preciso feedback visivo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h3 style="text-align: center;">Suonare a 4 Decks</h3>
<p style="text-align: justify;">Non bisogna assolutamente scordare che <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fpcdj-dex','PCDJ+Dex')" href="http://pcdj.com/index.php/products/pcdj-dex" target="_blank">PCDJ Dex </a>offre anche la possibilità di suonare a 4 decks garantendo dunque una maggiore libertà creativa.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2F3decks.png','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/3decks.png"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2F3decks.png','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/3decks.png" alt="" width="122" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Premendo il pulsante “FX” (o anche il pulsante apposito presente in alto ma non visibile in questa schermata) potremo abilitare due ulteriori decks. Come possiamo subito notare dall’immagine qui sopra, il terzo ed il quarto deck non godono della stessa “visibilità” e dello stesso spazio che viene invece dato ai due deck principali. Potremo comunque svolgere tutte le principali funzioni utili come quelli di pitch control, cueing e potremo inoltre mettere in loop od effettare la traccia con le stesse modalità dei deck 1 e 2. Come potremo vedere nella sezione “Mixer” presente piu avanti in questa recensione, entrambi i decks 3 e 4 godono delle stesse identiche funzionalità dei fratelli “maggiori” in termini di equalizzazione etc.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci viene comunque da pensare che la presenza di questi altri due decks sia per adesso considerata una sorta di “bonus” dato che alcune funzioni come quella degli hot-cues non sono disponibili per quest’ultimi due. Tuttavia c’è da considerare che sono pochi i programmi di mixaggio che effettivamente offrono la possibilità di suonare a 4 decks e siamo sicuri che se verrà espanso il concetto di multi-decks già presente all’interno di Dex  ci troveremo di fronte ad un software ancora piu completo.</p>
<h3 style="text-align: center;">Hot-Cues e Cue points</h3>
<p style="text-align: center;"><a title="Hotcues" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FHotcues.png','Hotcues')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Hotcues.png"><img class="aligncenter" title="Hotcues" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FHotcues.png','Hotcues')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Hotcues.png" alt="" width="242" height="39" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Essendo il vostro Dj Altered Ego un patito degli Hot-Cues, non potevamo saltare la sezione adibita a  questa feature. PCDJ vi offre la possibilità di salvare fino a 4 punti di cue nella banchina degli hot-cues, sinceramente avremmo preferito un numero maggiore come 6 od 8 per poterci sbizzarrire ancor di più, ma già con 4 di sicuro potremo divertirci un bel pò. Settare un Hot-Cue o semplicemente un punto di Cue è davvero semplice, vi basterà premere il pulsante destro del mouse durante il playback e poi in caso ritornare al punto salvato premendo il pulsante sinistro; il tutto ovviamente con l’aiuto della waveform che ci permette di essere ancora più precisi. Unico altro appunto che ci viene da muovere è che il software non vi mosterà all’interno della waveform dove sono stati salvati i punti di cue. All’interno di questi 4 slot potremo anche salvare i loops da noi creati.</p>
<h3 style="text-align: center;">BPM, Pitch Control,Pitch Range e Tempo Control</h3>
<p style="text-align: center;"><a title="BPM" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FBPM.png','BPM')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/BPM.png"><img class="aligncenter" title="BPM" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FBPM.png','BPM')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/BPM.png" alt="" width="242" height="43" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fpcdj-dex','PCDJ+Dex')" href="http://pcdj.com/index.php/products/pcdj-dex" target="_blank">Pcdj Dex</a> analizzerà automaticamente di default il BPM di una traccia -tale opzione può anche essere disattivata- e vi mosterà il risultato come raffigurato nell’immagine qui sopra. Accanto al Bpm troviamo anche una percentuale che sta ad indicare la probabilità che il software abbia correttamente evalutato il tempo di una traccia, e possiamo dire che il Bpm counter presente all’interno del programma si dimostra essere abbastanza preciso. In caso qualcosa vada  storto, abbiamo comunque a nostra disposizione il pulsante “Tap” per settare manualmente il tutto. Tramite i pulsanti + e – potremo invece alterare il valore numerico del BPM, ma senza alterare la  velocità della traccia di per se, feature utile per raggiungere quella necessaria sincronia per effetti etc. Inutile spiegarvi la funzione del pulsante e della funzione “Sync”, che vi permette di “Syncare” due decks, dunque aiutandovi nel processo di beatmaching.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a title="Pitch" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FPitch.png','Pitch')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Pitch.png"><img class="aligncenter" title="Pitch" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FPitch.png','Pitch')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Pitch.png" alt="" width="79" height="185" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per effettuare aggiustamenti di Pitch ci basterà utilizzare il classico pitch fader virtuale presente alla sinistra dei decks virtuali.  Potremo anche effettuare aggiustamenti minori tramite i pulsantini + e – o alterando il valore numerico presente nella sezione in basso.I vari range disponibili sono 4%-8%-16%-24%-50%-100%; avremo dunque un ampia scelta di calibrazione e potremo usare i range piu ampi anche come interessanti effetti o in combo con altre funzionalità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a title="Key Lock" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FKey-Lock.png','Key+Lock')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Key-Lock.png"><img class="aligncenter" title="Key Lock" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FKey-Lock.png','Key+Lock')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Key-Lock.png" alt="" width="50" height="36" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A concludere questa sezione troviamo il pulsante del Tempo control (anche spesso chiamato Key Lock). Quest’ultimo ci permette di alterare il pitch di una traccia mantenendo allo stesso tempo la tonalità della traccia in questione; funzione utilissima per evitare l’effetto “Chipmunk” e per poter spaziare più liberamente tra i vari generi. Possiamo affermare che la qualità dell’algoritmo è notevole, specialmente nei cambiamenti di pitch su un range da 8% fino al 24% la qualità audio rimane fedele. Le cose cominciano ad impastarsi un pò invece dal 50% al 100%…ma questo è assolutamente normalissimo.</p>
<h3 style="text-align: center;">Looping</h3>
<p style="text-align: center;"><a title="Looping" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FLooping.png','Looping')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Looping.png"><img class="aligncenter" title="Looping" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FLooping.png','Looping')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Looping.png" alt="" width="132" height="232" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fpcdj-dex','PCDJ+Dex')" href="http://pcdj.com/index.php/products/pcdj-dex" target="_blank">Pcdj Dex</a> ci ha onestamente stupito in questo campo. La sezione dedicata al looping è davvero potente e flessibile. Per selezionare la durata di un loop ci basterà premere sul corrispettivo valore,e possiamo vedere subito dall’immagine come sia possibile entrare nell’area dei “microloops”, cosa a noi graditissima visto che ci permette di creare quegli interessanti effetti “stutter”. Possiamo anche dire che la quasi totalità delle volte il programma “azzeccherà” il timing e creerà un loop in  battito -naturalmente a patto che il BPM sia stato rilevato in maniera corretta-. Cosa importante da dire è che potremo saltare da lunghezza a lunghezza senza dover passare per tutti i valori intermedi, un loop di 8 battute potrà dunque diventare un loop di una sola battuta immediatamente.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Looping" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FLooping2.png','Looping')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Looping2.png"><img class="aligncenter" title="Looping" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FLooping2.png','Looping')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Looping2.png" alt="" width="132" height="115" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le cose diventano ESTREMAMENTE divertenti grazie a questa sezione rappresentata qui sopra. Non vi basta un loop di  8 battiti? benissimo…raddoppiatelo tramite il pulsante “x2″….come dite…16 non vi basta ancora? Ok…allora raddoppiate di nuovo…32 non vi piace come numero?….Avete capito. Potrete dunque arrivare a “loopare”  un intera canzone,non ci sono limiti alla lunghezza del loop. Ovviamente la stessa cosa potrà essere fatta a ritroso premendo il pulsante 1\2 che vi farà arrivare nell’area microscopica di un loop…permettendovi di creare un loop di addirittura solo 0.5 millesecondi…ed il tutto senza mai andare in crash!!</p>
<p style="text-align: justify;">A tutto questo aggiungeteci il fatto che potrete ridurre od aumentare la durata di un loop a piacimento ed in maniera velocissima tramite i pulsanti + e – presenti in questa sezione, oppure muovere il loop intero su e giù per la traccia tramite gli appositi pulsanti..</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che abbiate capito, le capacità di looping di questo software sono a dir poco ottime.</p>
<h3 style="text-align: center;">Effetti</h3>
<p style="text-align: center;"><a title="effetti" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Feffetti.png','effetti')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/effetti.png"><img class="aligncenter" title="effetti" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Feffetti.png','effetti')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/effetti.png" alt="" width="130" height="229" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fpcdj-dex','PCDJ+Dex')" href="http://pcdj.com/index.php/products/pcdj-dex" target="_blank">PCDJ Dex </a>si presenta a noi con una discreta scelta di effetti. Gli effetti disponibili sono dunque qui sotto elencati:</p>
<p style="text-align: justify;">- Equalizzatore a 3 bande</p>
<p style="text-align: justify;">-Flanger</p>
<p style="text-align: justify;">- Echo</p>
<p style="text-align: justify;">- Gapper</p>
<p style="text-align: justify;">- Filter</p>
<p style="text-align: justify;">- Bit Crusher</p>
<p style="text-align: justify;">- Vst Effects</p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo notare la scelta di effetti a nostra disposizione è abbastanza striminzita per un software, tuttavia questo viene sopperito dal fatto che si possono combinare fino a 4 effetti contemporaneamente per ogni singolo deck. Gli effetti si sincronizzeranno automaticamente al tempo della traccia e possiamo comunque generalmente dire che essi sono stati realizzati con cura -soprattuto il filter e l’equalizzatore- ed alcuni come il flanger e l’echo hanno davvero molti parametri da poter regolare  e con la quale “giocare” così da ottenere un suono a noi gradito e donandoci dunque la possibilità sperimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Fattore da notare è la presenza e la possibilità di caricare effetti VST a piacimento, e di poter anche visualizzare l’interfaccia dell’effetto Vst in caso essa sia presente -nonchè controllare l’effetto tramite Midi volendo-; questa si rivela essere davvero un ottima aggiunta e decisamente regala punti in più, versatilità,flessibilità e ovviamente potenza alla sezione effetti visto che teoricamente le combinazioni e gli effetti a nostra scelta diventeranno una mezza infinità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per una descrizione più dettagliata dei singoli effetti vi rimandiamo al manuale, ma siamo sicuri che la maggior parte di voi ha già ben presente la maggior parte degli effetti elencati.</p>
<h3 style="text-align: center;">La Keyboard</h3>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fkeyboard.jpg','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/keyboard.jpg"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fkeyboard.jpg','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/keyboard.jpg" alt="" width="122" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa gustosa feature vi permetterà di cambiare la chiave di una traccia e del file, dandovi dunque la possibilità di muovervi tra semi-toni, i quali vengono rappresentati sulla keyboard proprio come su una keyboard normale.</p>
<h2 style="text-align: center;">Il Mixer</h2>
<p style="text-align: center;"><a title="Mixer Window" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer-Window.png','Mixer+Window')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer-Window.png"><img class="aligncenter" title="Mixer Window" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer-Window.png','Mixer+Window')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer-Window.png" alt="" width="275" height="345" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Al centro e allo stesso tempo nel “cuore” di Dex, troviamo la finestra dedicata al nostro mixer virtuale. Qui troviamo tutti i comandi tipici di un mixer come i gain, gli equalizzatori a tre bande-premendo il pulsante “fader\Eq” avremo accesso a pulsanti di full kill-, i volume faders, il controllo per il “panning”, il cross-fader ed ovviamente i pulsanti per il cueing in cuffia e i potenziometri per aggiustare il volume della cuffia in fase di monitoring. Possiamo vedere come il software colori in maniera differente i diversi tipi di suono -e lo fa in maniera anche molto precisa e dettagliata- in modo da facilitare il mixaggio , ma è bene ricordare che in caso qualcuno preferisca una waveform non “color-coded”, gli basterà regolare le sue preferenze all’interno delle opzioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Mixer Window2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer-Window2.png','Mixer+Window2')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer-Window2.png"><img class="aligncenter" title="Mixer Window2" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer-Window2.png','Mixer+Window2')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer-Window2.png" alt="" width="275" height="344" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Premendo il tasto “Wave” avremo a disposizione anche un altro tipo di visualizzazione della waveform. Questo formato si rivela naturalmente essere piu utile ogni qualvolta ci sia da allineare i battiti delle due tracce.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer-Window3.png','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer-Window3.png"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer-Window3.png','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer-Window3.png" alt="" width="278" height="342" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Premendo invece il pulsante “2\4″ presente al di sopra del mixer, potremo invece avere una rappresentazione di tutti e 4 i nostri decks virtuali ed accedere ai rispettivi controlli e parametri.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer-Window4.png','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer-Window4.png"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer-Window4.png','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer-Window4.png" alt="" width="275" height="341" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Premendo il tasto “misc” accediamo invece ad un ulteriore pannello. Ci vengono qui rappresentati e messe a disposizione vari controlli:</p>
<p style="text-align: justify;">-il VU meter generale, e potremo inoltre sapere quando una traccia o comunque il suono stà andando in “clipping” e quando il “limiter” è attivo.</p>
<p style="text-align: justify;">-Il pulsante che ci permette di registrare il nostro set live in formato Wav, Mp3 od Ogg.</p>
<p style="text-align: justify;">-La velocità con la quale il crossfader virtuale si muove.</p>
<p style="text-align: justify;">-Il regolamento della curva del crossfader o alternativamente potremo scegliere tra uno dei presets già disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;">-La regolazione dei tagli delle tre bande di equalizzatori.</p>
<p style="text-align: justify;">- Il volume sul uscita cue master ed il volume dei Vst caricati.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo dunque dare un giudizio più che positivo anche su questa sezione; la possibilità di regolare i tagli dell’ Eq, la curva del crossfader, ed i vari aiuti e feedback visivi generati dalle waveform rendono il mixer di Dex appetibile sia per i piu esperti sia per tutti coloro desiderosi di iniziare.</p>
<h2 style="text-align: center;">Sampler</h2>
<p style="text-align: center;"><a title="Sampler" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FSampler.png','Sampler')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Sampler.png"><img class="aligncenter" title="Sampler" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FSampler.png','Sampler')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Sampler.png" alt="" width="559" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fpcdj-dex','PCDJ+Dex')" href="http://pcdj.com/index.php/products/pcdj-dex" target="_blank">PCDJ Dex </a>si ritrova ad avere anche un solido e ben funzionante sampler. Abbiamo a disposizione ben 5 banchi dove poter salvare i nostri samples. Questi campioni potranno essere prelevati e caricati in vari modi:</p>
<p style="text-align: justify;">- Possiamo trascinare il file da noi scelto all’interno del banco desiderato direttamente dalla nostra playlist o directory, da window explorer o da uno dei decks direttamente</p>
<p style="text-align: justify;">- Possiamo altrimenti mettere in loop una canzone, ed estrapolare quel loop direttamente tramite il pulsante “Get Loop”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta caricato il nostro sample ci basterà premere il pulsante “Play” per farlo partire e “Stop” per arrestarlo. Molto importante da notare che il sample in questione suonerà a tempo con la traccia principale o addirittura con altri samples; per fare questo ci basterà premere il pulsante “Match” o aggiustare manualmente il BPM muovendo il rotary digitale o alterando il valore numerico. Ogni  singolo banco di sample dispone inoltre di un equalizzatore a 3 bande completo ed il controllo sul volume in modo da evitare “conflitti” o un suono cacofonico.</p>
<p style="text-align: justify;">Come viene specificato anche all’interno del manuale, il sampler presente all’interno di questo programma al momento permette di avere un controllo solamente limitato tramite keyboard o controlli midi ed i ragazzi di Pcdj ci stanno ancora lavorando su per migliorarlo e renderlo ancora piu potente e gestibile…ma possiamo dire che se queste sono le premesse, possiamo già da ora aspettarci un ottimo lavoro in prospettiva.</p>
<h2 style="text-align: center;">Dex in Timecode</h2>
<p style="text-align: justify;">Uno dei fattori e punti di forza di questo software è di sicuro la sua estrema flessibilità. Il software di casa Dex è infatti capace di interfacciarsi con la maggior parte dei segnali timecode presenti in commercio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco qui di seguito riportata la lista dei timecode attualmente supportati:</p>
<p style="text-align: justify;">-Virtual DJ Time Code<br />
-Traktor Scratch Time Code<br />
-Final Scratch Time Code<br />
-Serato SSL02 Vinyl Time code<br />
-Serato SSL02 CD Time code</p>
<p style="text-align: justify;">Per poter usufruire di uno specifico segnale timecode dovremo prima scaricare il rispettivo plug-in su questo link: <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fsoftware-extras%2Fdex-downloads-freebies%2F','http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fsoftware-extras%2Fdex-downloads-freebies%2F')" href="http://pcdj.com/index.php/software-extras/dex-downloads-freebies/" target="_blank">http://pcdj.com/index.php/software-extras/dex-downloads-freebies/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Non entriamo ora nei particolari su come rendere il tutto funzionante visto che la Pcdj stessa si è preoccupata di creare una guida apposita visionabile al seguente link: <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fsupport%2Fdex_timecode%2F','http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fsupport%2Fdex_timecode%2F')" href="http://pcdj.com/index.php/support/dex_timecode/" target="_blank">http://pcdj.com/index.php/support/dex_timecode/</a></p>
<p style="text-align: justify;">In caso abbiate comunque necessità di aiuto per configurare il tutto vi basterà segnalarcelo ed il vostro Dj Altered Ego penserà a creare un articolo tutorial apposito.</p>
<h2 style="text-align: center;">Controllo Midi ed integrazione con l’ American Audio Dp2</h2>
<p style="text-align: justify;">Pcdj Dex può essere utilizzato in congiunta con qualsiasi controller midi disponibile sul mercato. La lista dei controllers mappati nativamente è la seguente:</p>
<p style="text-align: justify;">-American Audio DP2<br />
-PCDJ DAC-3<br />
-PCDJ DAC-2<br />
-Denon Controllers<br />
-Numark Total Control<br />
-Stanton DaScratch<br />
-EKS Otus<br />
-EKS XP10 / XP5<br />
-Hercules RMX<br />
-Hercules DJ Console MK2<br />
-Vestax VCI / VCM-100<br />
-Behringer BCD 2000/3000<br />
-Allen&amp;Heath Xone:2D</p>
<p style="text-align: justify;">Per ognuno di questi singoli controllers è anche disponibile una documentazione che spiega come settare il tutto ed il funzionamento del mapping. Non sappiamo e non possiamo giudicare sull’effettiva qualità delle mappature sviluppate, ma girando per il forum di Pcdj abbiamo potuto leggere di molta gente che si è ritrovata più che soddisfatta delle mappature generali. La cosa bella di Dex è che tramite il forum potrete interagire molto spesso direttamente con gli sviluppatori o programmatori del software, se avrete bisogno di una mappatura ad hoc o avete una richiesta di migliorare quella già presente attualmente, molto spesso vi verranno incontro e soddisferanno la vostra richiesta</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMidi1.png','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Midi1.png"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMidi1.png','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Midi1.png" alt="" width="527" height="420" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente nulla vi vieta di creare la vostra mappatura personalizzata per qualsiasi controller Midi, specialmente visto che il processo di creare una mappatura  in Dex si rivela essere decisamente “diretto” e senza troppi fronzoli o complicazioni.  Per maggior informazioni vi rimandiamo comunque al manuale.</p>
<h2 style="text-align: center;">American Audio Dp2</h2>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FDP2.jpg','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/DP2.jpg"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FDP2.jpg','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/DP2.jpg" alt="" width="553" height="219" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ed eccoci finalmente arrivati alla seconda parte della recensione, quella riguardante il controller <a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.adjaudio.com%2FProductDetails.aspx%3FItemNumber%3D1376%26amp%3BCategory%3D23%26amp%3BtxtSearch%3D','link')" href="http://www.adjaudio.com/ProductDetails.aspx?ItemNumber=1376&amp;Category=23&amp;txtSearch=" target="_blank">American Audio Dp2</a>, che viene appunto venduto in bundle con il software in un pacchetto speciale e scontato -il pacchetto è disponibile sia con la versione Le di Dex sia con quella Full-.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo subito dal dire che il controller è stato concepito in formato rack dalle seguenti dimensioni: 483 x 132 x 74,8 mm.</p>
<p style="text-align: justify;">In totale ci vengono messi a disposizione due piccole jog-wheels, 60 pulsanti, 5 faders, 6 potenziometri nella sezione mixer,altre 7 piccole “rotaries” e 3 piccolissimi mini rotaries; il tutto per un totale di 82 messaggi midi inviabili.</p>
<p style="text-align: justify;">A dire la verita ci aspettavamo un qualcosa di estremamente “plasticoso”, ma siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla sua robustezza, specialmente dal fatto che l’intera “corazza” del controller è costruita interamente di  quello che sembra essere un simil-metallo, rendendolo dunque anche abbastanza pesante.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i pulsanti sono stati concepiti con una plastica molto leggere ed abbastanza “spugnosa”; per il momento fanno il loro dovere egregiamente,  ma se non verranno prestate le dovute attenzioni crediamo che potrebbero cominciare a dare qualche problema e a perdere di reattività…quindi andateci piano e non calcate troppo la mano.</p>
<p style="text-align: justify;">I faders sono stati anche loro realizzati con una plastica davvero leggera, forse troppo leggera, danno una sensazione di instabilità e che si possano rompere da un momento all’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversa storia invece per i potenziometri della sezione mixer che hanno davvero un bel giro e sono stati costruiti con una plastica già più dura e “raffinata” che regala una piacevole sensazione al tocco.</p>
<p style="text-align: justify;">Essendo un controller con scheda audio integrata andiamo ora invece ad osservare le funzionalità presenti ed offerte nel pannello posteriore di questo controller:</p>
<p style="text-align: justify;">- Connettore USB per Midi</p>
<p style="text-align: justify;">- Connettore Cuffia da ¼ di pollice (3 mm.)</p>
<p style="text-align: justify;">- Connettore Microfono da ¼ di pollice (3 mm.)</p>
<p style="text-align: justify;">- Uscite RCA sui Canali1 e 2 (i due cavetti rca sono inclusi nella confezione)</p>
<p style="text-align: justify;">- Due uscite control start (cavetto incluso nella confezione)</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FDietro.jpg','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Dietro.jpg"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FDietro.jpg','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Dietro.jpg" alt="" width="454" height="341" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo subito dire che la scheda audio presente all’interno del controller, come d’altronde ci aspettavamo dato il prezzo molto conveniente, non è delle migliori. Il suono si distorce abbastanza notevolmente anche a volumi non troppo alti ed i bassi non vengono “buttati” fuori con la necessaria presenza e potenza, le alte e le medie frequenze invece non vengono sottolineate e definite come invece sarebbe stato necessario. D’altronde come già accennato, a questo prezzo non ci si poteva aspettare miracoli, vi consigliamo dunque di munirvi di una scheda audio esterna per poter godere al massimo della buona qualità audio che Dex riesce a sprigionare.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FDietro2.jpg','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Dietro2.jpg"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FDietro2.jpg','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Dietro2.jpg" alt="" width="499" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per poter cominciare ad usare il Dp2 dovremo per prima cosa installare i drivers per window (disponibili sia in versione 32 bit sia in versione 64 bit su questo<a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.adjaudio.com%2FProductDetails.aspx%3FItemNumber%3D1376%26amp%3BCategory%3D23%26amp%3BtxtSearch%3D','link')" href="http://www.adjaudio.com/ProductDetails.aspx?ItemNumber=1376&amp;Category=23&amp;txtSearch=" target="_blank"> link</a> e all’interno del cd presente nella confezione) e dopodichè installare la versione di Dex che abbiamo comprato. Una volta fatto questo possiamo addentrarci nelle impostazioni del software e regolare i vari parametri così da poter utilizzare il controller in congiunta con Dex.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fgeneral.jpg','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/general.jpg"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fgeneral.jpg','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/general.jpg" alt="" width="512" height="432" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta entrati nel pannello generale ci basterà spuntare la crocetta su “Midi”</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fxmlconnect.jpg','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/xmlconnect.jpg"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2Fxmlconnect.jpg','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/xmlconnect.jpg" alt="" width="515" height="432" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ora ci basterà  premere il pulsante XML config, selezionare il controller Dp2 dalla lista, premere il pulsante “connect” ed infine Ok. Tutto qui? Si, tutto qui…congiungere il controller con il software si rivela essere infatti molto semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver testato la sinergia tra il software ed il controller possiamo dire che in generale la mappatura si rivela essere discreta, tutte le principali funzioni come quelle di play-pause,cue,hot-cues, pitch-bend, pitch-lock, scratching, pitch e volume control, tap,sync, funzionano a dovere senza dover sacrificare nulla.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FAHAHAHAHA.jpg','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/AHAHAHAHA.jpg"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FAHAHAHAHA.jpg','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/AHAHAHAHA.jpg" alt="" width="509" height="382" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La sezione adibita al controllo del sampler di Dex si rivela essere abbastanza ben fatta, ma necessità di un ulteriore lavoro e non potremo comunque utilizzare tutte le funzioni del sampler dato che il controller non mette a disposizione abbastanza pulsanti o potenziometri fisici e dato che come già detto in precedenza, il sampler e la sua integrazione con il protocollo midi è ancora qualcosa sulla quale i ragazzi di Pcdj stanno lavorando.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i loops possono essere gestiti velocemente ed intuitivamente tramite i pulsanti In, Out e Reloop. Grazie ai pulsanti + e – potremo inoltre raddopiare o diminuire la durate del loop, ma purtroppo a causa della mancanza fisica di pulsanti non potremo loopare all’infinito -in entrame le direzioni- come invece possiamo fare all’interno del software.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove invece ci rimangono seri dubbi, è la gestione degli effetti tramite controller. Infatti abbiamo trovato questo tipo di gestione ed organizzazione davvero molto confusionario e soggetto ad un bel pò di bugs; necessita definitivamente di una ri-mappatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra nota dolente è la sezione mixer, a causa della struttura del controller, è stato possibile mappare solo gli equalizzatori dei bassi e degli alti…niente frequenze medie dunque. Questa si rivela essere una mancanza a dir poco cruciale e vi consigliamo vivamente di ri-mappare la sezione mixer a vostro piacimento magari utilizzando il potenziometro del volume mic in caso non vi serva e ri-mappare il master volume su qualche altro pulsante, rotary o fader.</p>
<p style="text-align: center;"><a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer.jpg','')" rel="fancybox" href="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer.jpg"><img class="aligncenter" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.webdeejay.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2010%2F04%2FMixer.jpg','')" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/Mixer.jpg" alt="" width="519" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Importante sottolineare come l’intero controller e la maggior parte dei pulsanti si illuminino dandovi dunque tutto quel necessario  feedback visivo, fondamentale in ambienti scuri o bui.</p>
<h1 style="text-align: center;">Conclusioni</h1>
<p style="text-align: justify;">Pensavamo -e pensavate- di non arrivare mai alla fine di questa recensione…ma eccoci qua a tirare le somme. Possiamo sinceramente dire che Pcdj Dex ci ha molto ma molto piacevolmente sorpreso. Siamo partiti abbastanza scettici ma ci siamo alla fine ritrovati tra le mani un software potentissimo, stabile, pieno di funzioni interessanti, ben realizzato e curato  in tutti i suoi dettagli.  Alcune sezioni come quella dedicata al looping e quella dedicata al file browser e gestione tracce si rivelano essere da 10 e lode; l’aggiunta di un sampler, di 2 ulteriori decks, hot-cues,e della possibilità di usare effetti VST regala un ancora maggiore libertà e creatività da poter inserire nei nostri sets. L’intero comparto audio si comporta molto bene-anche grazie al recente update- e la qualità generale sonora rispetta gli standards. La flessibilità presente nella gestione dei plug-in timecode ed i molti controllers midi riconosciuti nativamente rendono questo software ancora più versatile e “generoso” verso i suoi utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che i programmatori e gli sviluppatori del software aggiornino costantemente ed abbiano da sempre un filo diretto con i compratori assicura a questo software vita lunga e ci fà molto ben sperare per il futuro</p>
<p style="text-align: justify;">Il controller venduto in bundle, l’American Audio Dp2 è decisamente godibile per il prezzo alla quale viene venduto l’intero pacchetto. La solidità e qualità generale della corazza di questo controller ci ha lasciato piacevolmente colpiti, quella dei pulsanti e dei faders un pò meno…ma alla fine funziona tutto. La scheda audio non poteva essere migliore per un price range di questo tipo, andrà bene per qualche festa in casa o piccole feste con gli amici. La mappatura e l’integrazione con il software è decente, tutte le funzioni base sono riprodotte adeguatamente. Necessitano invece una ri-controllata i comandi per il mixer e gli effetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludiamo dicendo che il Pcdj Dex è un software che non ha nulla da invidiare ad altri softwares più blasonati e se combinato con una mappatura ed un controller ben congegnati…di sicuro ci ritroveremo tra le mani uno “strumento” invidiabile.</p>
<p style="text-align: justify;">P.s Altra piccola chicca che offre questo software è il suo plug-in per il karaoke…che di sicurò verrà gradito da tutti quei Dj da “matrimonio”, pub o “diciottesimi”. Lo potee trovare qui:<a onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fkaraoki%2F','http%3A%2F%2Fpcdj.com%2Findex.php%2Fproducts%2Fkaraoki%2F')" href="http://pcdj.com/index.php/products/karaoki/" target="_blank"> http://pcdj.com/index.php/products/karaoki/</a></p>
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		<title>Rodec Sherman RESTYLER: la recensione</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 16:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apparecchiature]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; In collaborazione con i nostri partners di WebDeejay, oggi vi proponiamo la recensione del Rodec Sherman RESTYLER; il nuovo filtro &#8220;entry level&#8221; sviluppato in collaborazione tra due delle compagnie più prestigiose del settore. Rodec e Sherman sono due aziende belghe storiche: la prima produce Mixers e apparecchiature da Dj sin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=9" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/loopmasters468.gif"  title="LoopMasters" /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.rodec.com"><img class="aligncenter" title="Link a RODEC" src="http://www.rodec.com/downloads/RodecLogo2.jpg" alt="" width="322" height="73" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In collaborazione con i nostri partners di <a href="http://www.webdeejay.it/blog/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">WebDeejay</span></a>, oggi vi proponiamo la recensione del Rodec Sherman RESTYLER; il nuovo filtro &#8220;entry level&#8221; sviluppato in collaborazione tra due delle compagnie più prestigiose del settore.</p>
<p style="text-align: justify;">Rodec e Sherman sono due aziende belghe storiche: la prima produce Mixers e apparecchiature da Dj sin dal 1954 e tutt’oggi è sinonimo di elevatissima qualità costruttiva e impeccabile solidità. La seconda è “LA” casa produttrice di filtri per antonomasia: i filterbank <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.sherman.be/');" href="http://www.sherman.be/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Sherman</span></a> sono tra i più potenti e completi sul mercato dal 1996. Il progetto quindi ha un che di affascinante per tutti coloro che amano le apparecchiature analogiche.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Prezzo:</strong> il <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rodec.com/');" href="http://www.rodec.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Restyler</span></a> viene venduto 549 €. Reputiamo il prezzo in linea con il mercato. Siamo di fronte ad una macchina costruita negli stabilimenti <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rodec.com/');" href="http://www.rodec.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Rodec</span></a> con procedimenti artigianali e componentistica di altissimo livello. Se paragonato agli altri filtri Sherman ci accorgiamo che esso è un entry level, sia tecnicamente che economicamente, ma utilizzandolo noteremo subito la maggior potenza e le possibilità che esso offre rispetto a qualunque altro filtro ad oggi utilizzato dai Dj.<br />
Voto 8</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2712.jpg"><img class="size-large wp-image-1111 aligncenter" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2712-1024x768.jpg" alt="" width="485" height="363" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualtità costruttiva:</strong> è a dir poco perfetta! Il <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rodec.com/');" href="http://www.rodec.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Restyler</span></a> ha una struttura esterna in acciaio solida e resistente. Pesa 1,9 Kg l’unità, che arriva a 2,6 Kg con il trasformatore. I comandi sono forniti da <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rodec.com/');" href="http://www.rodec.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Rodec</span></a> (noterete che i rotativi sono gli stessi dei mixer) e la tecnologia è il risultato degli studi <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.sherman.be/');" href="http://www.sherman.be/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Sherman</span></a>. Il feeling al tatto è ottimo con faders, knobs e bottoni. I Knob sono gommati e dalla presa sicura: bellissima la colorazione e l’effetto ottenuto dall’illuminazione dei led. Tutti i comandi donano sensazione di estrema resistenza e logevità.<br />
Voto 10</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2709-1024x7681.jpg"><img class="size-full wp-image-1110 aligncenter" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2709-1024x7681.jpg" alt="" width="503" height="376" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Connettività:</strong> è completa al 99%. Nel pannello posteriore troviamo ingressi e uscite. Gli ingressi sono RCA sbilanciato o XLR/Jack bilanciato doppio attacco, le uscite sono invece divise in tre: RCA sbilanciato, Jack bilanciato e XLR bilanciato (quest’ultimo opzionale su richiesta in fase d’ordine). Il <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rodec.com/');" href="http://www.rodec.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Restyler</span></a> andrebbe collegato a sistemi dotati di “send/return”, che essi siano mixers da Dj o da studio.<br />
Scrivo “completa al 99%” a causa della mancanza degli XLR in uscita, ma sottolineo che nel 99% dei casi il segnale proveniente da unità effetti rientra nei mixer con cavi di tipo Jack (utenti Pro) o Rca (per mixer da Dj Entry Level).<br />
Voto 9</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2713-1024x768.jpg"><img class="size-full wp-image-1112 aligncenter" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2713-1024x768.jpg" alt="" width="505" height="378" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Funzioni e Usabilità:</strong> per descrivere meglio questa parte della recensione ho realizzato un breve video dimostrativo che vi invito a guardare nel nostro canale <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/user/WebDeeJayTV');" href="http://www.youtube.com/user/WebDeeJayTV" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">WebDeeJayTV</span></a><span style="color: #62d41d;"> </span>su <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/user/WebDeeJayTV');" href="http://www.youtube.com/user/WebDeeJayTV" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">YouTube</span></a>. Doveroso aggiungere che il <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rodec.com/');" href="http://www.rodec.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Restyler</span></a> è davvero comodo da usare, con comandi ben distanziati, potenziomentri grandi da impugnare e un pannello inclinato a circa 45° che ne facilita l’accesso e il posizionamento nelle consolle.<br />
Nel manuale il costruttore divide le istruzioin in tre macro sezioni:<br />
a) Basic Use (Modo a singola frequenza): è quello illustrato nella fase iniziale del video. Nel caso del Low Pass possiamo alzare il fader del filtro scelto fino a metà corsa dove sentiremo il “click” della posizione centrale e quindi operare il taglio solamente con il Knob di destra: aperto tutto in senso orario lascerà passare tutte le frequenze, chiudendolo in senso antiorario passeranno solo le basse da noi scelte. Non mi dilungo sugli altri filtri che funzionano come un qualunque altra aparecchiatura, ma ovviamente segnalo che abbiamo a disposizione tre filtri: Low Pass (LP), High Pass (HP) e Band Pass (BP). Ovviamente abbiamo a disposizione un potenziomentro per accentuare la risonanza che lavora in modo esemplare: essa ha una oscillazione che arriva a +15dBm (su outputs sbilanciati) e +21dBm (su outputs bilanciati). Interessante la parte del manuale nella quale ci viene segnalato che oltre determinate posizioni la risonanza può far “oscillare” il Restyler: ciò significa che esso comincerà a creare un suono da solo che, sommato al volume in ingresso, può provocare danni all’impianto audio e all’udito…<br />
b) Advanced Use (Modalità a doppia frequenza): utilizzando due filtri e attivando gli slope si possono ottenere diverse catene di filtri in modo che sia il master che lo slave influenzino il suono. Allego uno schema tratto dal manuale che ne illustra la potenzialità.<br />
c) Experienced Use (Modalità a doppia frequenza con modulazione): come illustrato nel video abbiamo diversi comandi che ci permettono di legare la modulazione del filtro al ritmo (alle frequenze) in ingresso. Esso “ascolterà” suoni tra i 15Hz e i 39 kHz.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/Slope-catene.jpg"><img class="size-full wp-image-1113 aligncenter" title="Slope-catene" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/Slope-catene.jpg" alt="" width="261" height="417" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni:</strong> il <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rodec.com/');" href="http://www.rodec.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Restyler</span></a><span style="color: #62d41d;"> </span>è consigliato a tutti coloro che adorano utilizzare filtri per modificare sostanzialment le canzoni o i suoni. Sul canale della Sherman su YouTube è possibile vedere come la macchina sia in grado di modificare radicalmente i segnali in ingresso: cliccate <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/user/ShermanFilters');" href="http://www.youtube.com/user/ShermanFilters" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Qui</span></a> per visualizzarli. A questo punto sta solamente in voi la scelta: siate produttori che amano modificare samples e suoni, o DJ che elaborano i suoni dei propri set il risultato sarà certamente affascinante e di effetto, il tutto condito con componentistica High-End analogica assemblata da due produttori leader del mercato da anni.</p>
<p>Leggi la recensione in versione originale al seguente<a href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/rodec-sherman-restyler-la-recensione.html" target="_blank"> <span style="color: #62d41d;">link</span></a></p>
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		<title>Vestax TR-1: la recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 12:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apparecchiature]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Grazie ai nostri amici di WebDeejay, ringraziamo in particolar modo Electroclash, oggi abbiamo la possibilità di mostrarvi la recensione del Vestax TR-1, controller midi sviluppato da vestax, per lavorare in sinergia perfetta con Traktor&#8230; Prezzo: lo street price oscilla tra i 495 e i 550 Euro. Stiamo parlando di un controller usb [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=12" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/warpingableton468.jpg"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.vestax.com"><img class="aligncenter" title="Link a VESTAX" src="http://www.djmag.it/images/aziende/vestaxlogo.gif" alt="" width="230" height="233" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie ai nostri amici di <a href="http://www.webdeejay.it/blog/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">WebDeejay</span></a>, ringraziamo in particolar modo Electroclash, oggi abbiamo la possibilità di mostrarvi la recensione del Vestax <a href="http://www.vestax.com/v/products/detail.php?cate_id=36&amp;parent_id=8" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">TR-1</span></a>, controller midi sviluppato da <a href="http://www.vestax.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">vestax</span></a>, per lavorare in sinergia perfetta con Traktor&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prezzo</strong>: lo street price oscilla tra i 495 e i 550 Euro. Stiamo parlando di un controller usb privo di interfaccia audio, quindi, a differenza della macchine finora da me recensite, possiamo parlare di rapporto qualità/prezzo e non di prestazioni/prezzo, essendo esso incapace di emettere suoni o applicare effetti propri. In base a quanto esporrò di seguito credo si possa meritare un 8- : perché il meno? leggete la recensione e capirete.. Come mai un controller senza scheda interna in vendita a 500 euro si merita un voto alto? Perché se contiamo i parametri direttamente controllabili, senza l’incrocio di dita tipo “Shanghai”, se immaginiamo i componenti che <a href="http://www.vestax.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Vestax</span></a><span style="color: #62d41d;"> </span>ha utilizzato all’interno e valutiamo quelli che vediamo e se, non per ultimo, guardiamo gli altri controller con tali caratteristiche, ci si può facilmente rendere conto che il costo è in linea con la concorrenza.<br />
Vorto 8-</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter" src="http://www.webdeejay.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/IMG_2471-300x225.jpg" alt="TR-1 Box 2" width="402" height="248" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Confezione e dota</strong><strong>zi</strong><strong>one</strong>: sarà la crisi di mercato, sarà che sono abituato a Apple, ma ultimamente mi pare che il packaging nel campo dell’elettronica sia solo un contenitore per l’oggetto e null’altro.. sarò un nostalgico, ma quando apro una scatola mi sento sempre come un bimbo che apre un regalo, e tale scarsità mi lascia un po’ perplesso. All’interno troviamo il controller avvolto in una busta di plastica trasparente, infilato in due sostegni gommati che lo tengono sospeso durante il trasporto. Poi ecco una busta azzurra: cosa conterrà mai? Degli esami clinici? .. ma no, è solamente il contenitore di carta per la dotazione: cavo USB, cd con la versione LE di Traktor, un set di adesivi (sempre molto apprezzato) e il manuale solo in inglese. Nulla di eccezionale insomma, manca l’alimentatore opzionale trattandosi di un’unità bus powered, ma almeno hanno messo il cavo USB<br />
Voto 7</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2473-300x2251.jpg"><img class="size-medium wp-image-1098 aligncenter" title="TR-1 acceso" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2473-300x2251-250x187.jpg" alt="" width="317" height="237" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualità costruttiva</strong>: credo che questo sia il punto più interessante da analizzare. Parliamo di <a href="http://www.vestax.com/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Vestax</span></a><span style="color: #62d41d;">,</span> sinonimo da anni di elevata qualità costruttiva, durata degli assemblaggi e, nel caso di mixer, elevata resa sonora. Sono consapevole che la casa ha già prodotto altri controller, ma questo è il primo che mi capita di utilizzare e posso solo confrontarlo con altri oggetti simili di altre case (Akai, Novation e Pioneer stessa). Il TR-1 colpisce subito in modo positivo: decisamente pesante e solido nel complesso pesa 2,6 Kg. La larghezza è praticamene quella di un Mac Book Pro Unibody da 15″: largh: 359 x profondità 198 x altezza 35 mm</p>
<div id="attachment_226" style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La superficie superiore è in alluminio con la tipica colorazione light gold di <span style="color: #62d41d;">Vestax</span>, la scocca invece credo sia in ferro: non conosco la componentistica interna ma l’assemblaggio è ineccepibile. Nessun scricchiolio, nessun comando poco fissato. I faders e il pitch control sono identici, abbastanza leggeri ma comunque con un leggero attrito: ricordiamo che i faders sono ad alta precisione, ciò è facilmente testabile con la regolazione della curva di taglio modificabile con la rotellina posta sul davanti della scocca insieme al regolatore di intensità di illuminazione. I tasti sono di plastica dura e liscia, apparentemente poco precisi, ma tutto sommato abbastanza reattivi. I rotativi (knob) sono finalmente gli stessi dei mixer Vestax: plastica colorata come il controller e presa con le dita collaudata. Ho avuto però un problema che vi descriverò a fine recensione. Non mi hanno per niente convinto invece i bottoncini piccoli che servono per cambiare il deck del quale controlliamo i loop o gli effetti: non essendo funzioni così “secondarie” non vi è alcun motivo di utilizzare tasti così piccoli e delicati. Nulla da ridire sulle levette per il deck selection, ma per il browser è assolutamente inutilizzabile la funzione di “push”, ovvero il clic sulla stessa che dovrebbe servire per una preview della canzone.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_24793-300x225.jpg"><img class="size-full wp-image-1101 aligncenter" title="IMG_24793-300x225" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_24793-300x225.jpg" alt="" width="398" height="298" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Connettivit</strong><strong>à</strong>: il <a href="http://www.vestax.com/v/products/detail.php?cate_id=36&amp;parent_id=8" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">TR-1</span></a> è stato studiato per l’utilizzo con Traktor, quindi forse i progettisti hanno dato per scontato che esso debba sempre essere affiancato ad un computer. Forse per questo si spiega l’assenza di connessioni midi standard: tutto passa per la USB. Se da un lato l’USB ci permette un editing avanzato e veloce delle interfacce midi vorrei ricordare ai produttori (in generale) che i notebook, ma anche i computer desktop, non hanno poi così tante USB… e ovviamente capita spesso che le interfacce facciano bizze se connesse via HUB, costrette a convivere con schede audio, altri controller e, venendo al dunque, altre interfacce midi. Vabeh, questo è un oggetto da Dj e non tutti i dj si portano dietro una tastiera o strumenti che necessitano midi, ma basta pensare che la <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Native Instruments</span></a><span style="color: #62d41d;"> </span>pubblicizza tanto Traktor in accoppiata con Audio 8 e Maschine.. ed ecco che le USB sono già finite.. un Midi In/Out/Th sarebbe stato gradito dal sottoscritto visto il prezzo dell’attrezzo. Cambiando discorso, sul retro troviamo l’interruttore per accendere il TR-1 e scegliere se vogliamo usare un alimentatore opzionale o la corrente che passa per l’USB.<br />
Voto 7</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2475-300x225.jpg"><img class="size-full wp-image-1102 aligncenter" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2475-300x225.jpg" alt="" width="378" height="282" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Funzioni e usabilità</strong>: parlando di controller midi si pensa sempre a superfici completamente mappabili a nostro piacimento. In questo caso non è del tutto vero, complice l’assenza di un editor che ci permetta di cambiare le informazioni inviate dai bottoni e knobs o semplicemente che ci permetta di cambiare il canale midi. Diciamo che il <a href="http://www.vestax.com/v/products/detail.php?cate_id=36&amp;parent_id=8" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">TR-1</span></a> è nato per essere utilizzato con Traktor e solo in tale occasione risulta quasi perfetto, in tutte le altre situazioni potrebbe non reggere il confronto con altri prodotti pur avendo a disposizione una elevata quantità di controlli. Nella versione PRO di<a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank"> <span style="color: #62d41d;">Traktor</span></a> si trova già il file TSI identico a quello scaricabile dal sito <a href="http://www.vestax.com/" target="_blank">Vestax</a>: la mappatura è ben fatta, ma ho sentito l’esigenza di apportarvi qualche modifica. In questo caso il gioco lo farà il software<a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank"> <span style="color: #62d41d;">Native Instruments</span></a> che ci permette di creare in modo semplice la nostra configurazione ideale utilizzando anche la funzione Modifier (in pratica uno shift evoluto). Ho notato infatti l’impossibilità di scegliere gli effetti se siamo in modalità chained, l’impossibilità di muoverci all’interno del browser cambiando cartelle, una funzione cue identica ai cdj e, per essere pignoli, anche la possibilità di spostarsi all’interno del brano per affinare la posizione di lancio della canzone. Reputo inutili invece le funzioni implementate “di serie” del Grid e di Cue Back/Fwd, ma forse è una questione di abitudini di utilizzo. Segnalo che il tasto “shift” non è un modifier e non è mappabile! Se lo spingete insomma<a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank"> </a>Traktor non riceverà niente: si tratta probabilmente di un tasto legato elettronicamente a quelli che vedete “sottolineati” in blu, quindi solo su questi potrete avere doppia funzione. In alternativa dovrete usare un’altro tasto sacrificato per essere mappato come modifier.</p>
<div id="attachment_247" style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2474-300x225.jpg"><img class="size-full wp-image-1103 aligncenter" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2474-300x225.jpg" alt="" width="364" height="272" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Risulta invece completissima e comodissima la sezione di controllo degli effetti e dei loop. Con i due tasti neri “CH” nella sezione “Move Control” possiamo selezionare il canale del quale stiamo modificando il loop, quindi con value andremo a sceglierne la durata, per poi lanciarlo/uscirne con il tasto Loop. Per quanto riguarda gli effetti invece abbiamo sotto le mani ciò che solitamente vediamo sullo schermo di <a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Traktor</span></a>: il Dry/Wet per ciascun effetto e i 3 parametri che cambiano a seconda che utilizziamo la modalità advanced o chained. Non sto a soffermarmi sulle funzioni basilari e ben eseguite dal controller, come il pitch bend, il pitch control e, perché no, il sync: dopo qualche serata posso solo confermare che è un prodotto rivolto a chi utilizza molto la funzione sync. Come notate manca una jog e le correzioni possono essere fatte solo con i tasti di pitch bend. A causa della difficoltà nel cercare il primo punto di cue qualora quello rilevato in automatico non vi vada a genio vi consiglio vivamente di dare una controllata alla playlist a casa prima di uscire… Nella parte centrale troviamo la sezione mixer: eq., filter e nuovamente tutto ciò che vedete a video. La novità sta nei due selettori per i decks: la Vestax propone il <a href="http://www.vestax.com/v/products/detail.php?cate_id=36&amp;parent_id=8" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">TR-1 </span></a>come controller adatto per chi utilizza 4 decks. In effetti, pur avendo dimensioni ridotte, basta switchare la levetta posta sull’alto (A/C, B/D) e controlleremo i rispettivi decks. Ovviamente sarebbe bello avere tutto a portata di mano, ma ciò significherebbe duplicare i faders, gli knobs, ecc.. con il risultato di avere un prodotto grande almeno il doppio. Durante l’utilizzo i tasti si illuminano di bianco e blu in alcuni casi, o di rosso in altri e l’aspetto è gradevole e oltre che rendere facile l’utilizzo: qualora l’illuminazione vi risulti troppo intensa essa si può regolare con la rotellina posta sul davanti della macchina: nei tasti con doppia illuminazione ammetto che il risultato non è dei migliori, sempre per essere pignoli il blu è facilmente confondibile con il bianco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Concludo con un voto molto buono, direi tra il 7 e l’8</strong>, per un prodotto che è consigliato a chi deve controllare<a href="http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-pro/" target="_blank"> </a>Traktor, usa molto l’autosync e si prepara i set prima di uscire.</p>
<p style="text-align: justify;">PRO:<br />
- Quantità di controlli<br />
- Mappatura ottima per effetti e loop<br />
- Interfaccia intuitiva e facile da installare</p>
<p style="text-align: justify;">CONTRO<br />
- Assenza di Jog e controller per il Browser<br />
- Mappatura migliorabile per alcune funzioni<br />
- Non così facile da gestire se si utlizzano 4 Decks</p>
<p style="text-align: justify;">Vi ricordiamo inoltre che la recensione è anche leggibile in originale al seguente<span style="color: #62d41d;"> </span><a href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/vestax-tr-1-la-recensione.html" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">link </span></a></p>
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		<title>Recensione: Denon Dn-S3700</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 12:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apparecchiature]]></category>
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		<category><![CDATA[CDJ]]></category>
		<category><![CDATA[Denon]]></category>
		<category><![CDATA[Dn-S3700]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Oggi, grazie alla collaborazione dei nostri partners WebDeejay-, ringraziamo in particolar modo Electroclash, Pietronik e Delollis, vi proponiamo la recensione del &#8220;Cdj&#8221; di punta di casa Denon, il Dn-S3700, lettore multimediale dalle caratteristiche innovative. Confezione e dotazione: La scatola bianca, con il logo della serie Denon DJ è stata la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=12" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/warpingableton468.jpg"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.denondj.com"><img class="aligncenter" title="Link a Denon DJ" src="http://www.djmag.it/images/aziende/denondjlogo.jpg" alt="" width="208" height="260" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Oggi, grazie alla collaborazione dei nostri partners <a href="http://www.webdeejay.it/blog/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">WebDeejay</span></a>-, ringraziamo in particolar modo Electroclash, Pietronik e Delollis, vi proponiamo la recensione del &#8220;Cdj&#8221; di punta di casa Denon, il Dn-S3700, lettore multimediale dalle caratteristiche innovative.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Confezione e dotazione</strong>:<br />
La scatola bianca, con il logo della serie <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.denondj.com/default.aspx');" href="http://www.denondj.com/default.aspx" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Denon DJ</span></a> è stata la prima emozione: vedere un imballo così massiccio lasciava presagire l’importanza del prodotto che avrei trovato al suo interno. Il packaging è essenziale ma curato e completo. Il 3700 è avvolto in una pellicola protettiva chiusa con cura anche attorno al cavo di alimentazione, quindi saldamente inserito all’interno dei due sostegni in polistirolo. Negli stessi vengono incastrati il piatto rotante, il vinile e la busta contenente manuali, cavo Rca “normale”, viti per fissare il vinile e cd-rom.Nelle nostre confezioni non sono state trovati i manuali in italiano, comunque facilmente scaricabili dal sito <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.denondj.com/default.aspx');" href="http://www.denondj.com/default.aspx" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Denon Dj</span></a> dopo aver registrato il prodotto; manca anche il cavo control mini Jack per attivare il Fader Start. Segnalo invece il l’imballo del vinile (realmente inciso) imbustato come i veri dischi con doppia copertina.In generale un imballo nella norma e leggermente superiore alla concorrenza, anche se di poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Voto 7/8</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2556_Resized.jpg"><img class="size-medium wp-image-1068 aligncenter" title="Design" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2556_Resized-250x187.jpg" alt="" width="433" height="258" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Design</strong>:<br />
Cito il collega Pi3tronik che nel suo essere architetto non riesce a prendere contatto con un oggetto senza, a primo impatto, valutarlo in primis sul lato estetico: il primo contatto è stato positivo per entrambi.Se andiamo ad analizzare il prodotto…notiamo che un 60% della superficie è occupato da un disco in vinile e dal sottostante piatto rotante in lega metallica, un 10% è occupato da un ampio display ben leggibile la cui inclinazione deriva dal 5500: ciò di operare senza doversi piegare sulla consolle, facilitando per esempio il colpo d’occhio anche quando si è impegnati sull’altro cdplayer. Il restante 30% della superficie ospita 46 controlli tra pulsanti in plastica ed in gomma, slider del pitch, e selettori rotativi, la realizzazione è in plastica nera con finitura satinata, che a differenza delle finiture lucide, anche quelle metalliche, evita il formarsi delle improte ed altre opacizzazioni dovute al contatto col grasso della pelle…per macchiarlo dovete essere proprio bagnati di sudore. Angolari e piedini sono in alluminio. Il fondo dello chassis è completamente metallico, così come l’intera intelaiatura interna….e il peso lo conferma.<br />
La realizzazione stessa della parte superiore, non liscia ma con un bel gioco volumetrico mostra una volontà marcata di qualificare il design del prodotto.Per inserirsi, infatti, nella linea del suo predecessore, il 3500 con la caratteristica striscia colorata centrale, il designer rinuncia al bicolore con una trovata più elegante, riprodurre questa striscia mediante la conformazione stessa del faceplate, rianlzando la fascia centrale, in corrispondenza del display e dei tasti al di sotto del piatto, fino ad arrivare allo slot-in per i cd.In conclusione, sotto il profilo del design, questo lettore ha molto colpito entrambi e la prima cosa che abbiamo pensato, tirandolo fuori dall’imballo, è stata “cavolo che bello!”</p>
<p style="text-align: justify;">Voto: 9</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2508.jpg"><img class="size-medium wp-image-1069 aligncenter" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2508-250x187.jpg" alt="" width="427" height="286" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualità costruttiva</strong><br />
Denon Dj fa parte del gruppo <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.d-mpro.com/');" href="http://www.d-mpro.com/" target="_blank">D&amp;M Pro</a>, Denon &amp; Marantz. Questo dato introduttivo ci dà fiducia e ci fa ben sperare… E le aspettative non sono deluse, siamo infatti di fronte a una macchina con convertitori di prim’ordine, componentistica ricercata e assemblaggio ineccepibile: dopo settimane di utilizzo posso affermare che i Denon DN-S3700 siano lettori davvero “solidi”.<br />
Vorrei in primis abbattere il muro di preconcetti che circonda i tasti “gommosi” dei lettori <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.denondj.com/default.aspx');" href="http://www.denondj.com/default.aspx" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Denon</span></a>. Ammetto di avere avuto dei dubbi fino a poco prima di provare i DN-S, ma pur sempre dubbi o semplicemente curiosità sulle scelte della casa, perchè è mia abitudine giudicare, anche sparando a zero, solo dopo aver provato e toccato con mano: la mia conclusione è che i tasti siano ottimi e di costruzione impeccabile.<br />
Se osserviamo i tanti “bottoni” presenti sulla scocca si può notare come ne esistano almeno 3 tipi, da quelli “push” sulla rotella fino ai famigerati Play/Cue gommosi, ma altresì troviamo tanti tasti “standard” di tipo rigido. Cosa significa questo? Che se avessero voluto fare Play/Cue standard lo avrebbero fatto, e invece c’è stata un’altra scelta, tutto lì… e aggiungo anche molto sensata: quante volte vi è capitato di prestare i vostri Cdj ad un amico o a un principiante che “picchiava” sul Cue? Avete sofferto? Beh, questi quadrati cubettosi in gomma trasparente danno subito la sensazione di essere molto resistenti e fatti per essere “maltrattati”. Prova ne è che gli altri simili sono quelli dedicati agli “Hot Start”, ai “Loop” o al “Tap” notoriamente funzioni che richiedono velocità e tempismo, non certo precisione e finezza del tocco. “Ascoltando” i tasti si sente il clic del fine corsa e dopo un po’ di utilizzo posso dire che il loro meglio lo danno proprio se il dito dell’esecutore picchia su quella zona, non se tocca con delicatezza il bottone: insomma è un po’ il concetto dei Pad che comunemente troviamo su controller Midi, in questo senso la <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.denondj.com/default.aspx');" href="http://www.denondj.com/default.aspx" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Denon</span></a> avrebbe anche potuto risparmiare il clic e fare tasti “fermi” e bloccati, ma non si sono sprecati.<br />
Riassumendo: è solamente una questione di abitudine, non di qualità.<br />
Credo che nei pensieri dei progettisti ci fossero Dj che desiderano il Vinyl Feeling anche nel lancio del brano e che quindi dovrebbero dimenticarsi di avere a che fare con un lettore multimediale per immaginarsi di avere sotto mano i vecchi giradischi: in queste occasioni i tasti Play/Cue sarebbero dei normalissimi tasti funzione senza particolare importanza nel set.<br />
Passando ad altro, mi riallaccio al piatto rotante per riportarvi che la costruzione e il motore che lo muove sono davvero impressionanti. Al di là dei dati che andremo ad elencare dopo, posso solamente dire che il piatto in acciaio, visto da di fianco, non ha la minima curvatura o imperfezione nella rotazione e che le tacche per lo stroboscopio sono identiche a quelle dei mitici Technics.<br />
Purtroppo confermo di avere storto un po’ il naso a contatto con il pitch slider, troppo leggero e povero, ma che dire… anche su piatti come i TTX ci troviamo di fronte a “levette” di plastica, quindi questa è più che sufficiente, anche perchè la sua precisione è innegabile. Essa ha lo scatto centrale corrispondente allo “zero”, cosa a mio avviso utile, specialmente se si utilizzano i lettori come controller Midi, nel momento in cui si desidera andare a “riprendere” un fader restato fuori posto dalla canzone precendete.<br />
I due rotativi/knob sono uno diverso dall’altro sia nella forma che nella sostanza: uno sembra essere in alluminio e l’altro in plastica normale. Non capisco la scelta della differenziazione tra di loro ma entrambi lavorano bene.<br />
Sono pochi i tasti non illuminati, ma forse, ad essere pignoli, avremmo gradito una lucina sui bottoni per gli effetti anche quando essi sono disattivati.Per le caratteristiche prettamente “costruttive” vi rimando alla foto qui allegata tratta dal manuale.<br />
Pur cercando di trovare ogni minimo cavillo devo dire che la il DN-S esce da vincitore al mio esame.</p>
<p style="text-align: justify;">Voto: 9</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/Denon-Dn-S3700.jpg"><img class="size-medium wp-image-1074 aligncenter" title="Denon-Dn-S3700 supporti" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/Denon-Dn-S3700-250x174.jpg" alt="" width="461" height="286" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dischi e supporti utilizzabili</strong>:<br />
Nell’allegato che vi inseriamo qui sopra, si possono leggere i formati che il lettore riconosce e riproduce, praticamente quelli standard a cui siamo già abituati, con tracce audio o tracce mp3 CBR o VBR. Non mi è chiaro il numero di livelli di cartelle che si possono mettere nelle memorie esterne, ma difficilmente supero i tre livelli. Anche in questo caso si possono connettere iPod, ma solamente se Windows formatted  (credo solo Fat 32), quindi, essendo utente Mac, non ho potuto testare. Il manuale è comunque ben redatto ed esaustivo e con una attenta lettura si possono trovare tutte le informazioni necessarie.<br />
Un lettore al passo con i tempi insomma, ma il cui voto non va oltre per la stretta connessione che trovo tra i formati riconosciuti e le informazioni in grado di rilevare e riportare sullo schermo: in particolar modo, noto che purtroppo la tendenza delle case è quella di legare le proprie macchine ai propri software di gestione dati, per non so quale ambizione o presunzione, quando ritengo invece utile lasciare ad ognuno il proprio lavoro o per lo meno lasciare le “porte aperte” ad altri programmi per la gestione dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Voto: 8 e mezzo</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/Night-View.jpg"><img class="size-medium wp-image-1076 aligncenter" title="Night View" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/Night-View-187x250.jpg" alt="" width="395" height="253" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Connettività:<br />
</strong>I tempi cambiano e con essi anche le recensioni… inseriamo questa nuova categoria, ormai quasi d’obbligo per molte apparecchiature da Djing.Il DN-S3700 integra una scheda audio e può essere sfruttato come controller midi. L’interfaccia audio ha una coppia di uscite stereo, intervallo di campionamento a 44,1 kHz e supporta Asio/Core OsX Audio per essere connessa sia con computer Windows based che con Mac.Ciò ci permette di usare il nostro media player come controller per i più comuni programmi per digital Djing, da Traktor a Virtual Dj, da Mixvibes a Pcdj Dex, ecc… Il Denon sarà contemporaneamente la nostra scheda audio e il nostro controller per i deck, permettendoci, qualora se ne abbiano a disposizione almeno due, di utilizzare i programmi in configurazione audio “mixer esterno”.I tasti e i controlli mappabili sono davvero tantissimi e, come ci lascia presumere il grande schermo, il lettore può sfruttare il protocollo Hid, indicando i dati relativi alla canzone in uso, sfruttando le illuminaizoni dei tasti e facendo girare il piatto (al momento della recensione solamente con Virtual Dj).Sarebbe un prodotto perfetto al 100% se non vi fosse una mancanza a mio avviso abbastanza fastidiosa: possiamo passare dalla modalità cd player a quella Usb/memoria di massa senza problemi in entrambe le direzioni, ma  se abbiamo bisogno di passare da cd player a controller midi ciò risulta essere una operazione quasi “irreversibile” durante il set. Il DN-S3700 infatti esegue un reset simile ad un riavvio quando si passa da midi a cd player mandando in panne i nostri software (è come se suonando un programma tutto d’un tratto staccassimo la scheda audio!). Sarà necessario quindi appoggiarci ad una scheda audio aggiuntiva che si occupi solo del software, salvo essere certi di non avere bisognodei lettori cd.Precisando che i lettori si possono collegare con Hub USB (alimentato o meno) al computer solo per sfruttarne le capacità di controller, riportiamo di seguito i test che abbiamo fatto:<strong><br />
</strong>1) MAC OSX Snow Leopard con Virtual DJ Pro 6 o Traktor Pro + Interfaccia Audio esterna + DN-S3700 &gt;&gt; NO PROBLEM… va perfettamente lo switch, anche se la scheda del Denon è inutilizzabile e sfruttiamo i lettori come controller midi.<br />
2) PC (Windows XP Pro SP3) con Virtual DJ Pro 6 o Traktor Pro + Interfaccia Audio esterna + DN-S3700 &gt;&gt; mmm…. sì può andare, ma solo con VDJ, che oltretutto va “svegliato” cercando la periferica tutte le volte che la si riconnette il controller: noteremo solamente un freeze di un istante sul piatto che gira sullo schermo senza sentire errori audio. Più problematica la questione con Traktor Pro: staccare il Denon fa impazzire l’audio che comincia a clippare. Ovviamente come ben sapete le variabili sul Pc sono una miriade, quindi ci auguriamo che qualcuno sappia settare il computer a dovere per evitare questo fastidio.</p>
<p style="text-align: justify;">Voto: 7</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualità Audio</strong>:<br />
Parlando di <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.denondj.com/default.aspx');" href="http://www.denondj.com/default.aspx" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Denon</span></a> si individua un marchio noto da anni nel settore audio, non solo per dj ma anche per audiofili.<br />
Sebbene le due linee di produzione siano differenti si nota, però, da un ascolto neutro dello strumento (non passante quindi attraverso un mixer) che c’è grande attenzione sul fronte “qualità”. Qui non siamo di fronte a una macchina che vuole essere solo un concentrato di tecnologia e di funzioni innovative, anzi, in questo senso di “pioneristico” non vi è molto ma la tecnologia utilizzata è ben consolidata e si avvale di componentistica di buon livello che certa della buona funzionalità spinge soprattutto verso la qualità complessiva del prodotto.<br />
L’audio emesso è quindi di buona qualità generale, ovviamente molto dipende dalla sorgente selezionata (ad esempio nel caso dei file multimediali vi è una dipendenza diretta dalla qualità di conversione). Il fatto di essere una sorgente digitale ci spinge, come sempre, a sentirci un po’ meno avvolti dalle basse vibrazioni…ma questo è un fattore molto comune ed oggi ampiamente accettato da quanti prediligono il digitale al vecchio caro plasticone!<br />
Il suono è privo di artificiali estremizzazioni di particolari frequenze…che poi si trasformerebbero inevitabilmente in fastidiosi rumoracci in fase di “manipolazione” e sotto carico d’uso del processore. Mantenedosi neutro, aggira eventuli ostacoli, in sostanza, un pò come la Svizzera!<br />
Per dare un tono più coinvolgente basta comunque banalmente colorare un pò i medi o, meglio ancora, potendo scegliere,le frequenze medio basse e avvalersi di un buon sub di sostegno di potenza almeno doppia rispetto ai diffusori e anche con una taratura quasi nulla dell’equalizzazione si ottiene un effetto davvero coinvolgente.<br />
Il segnale uscente dalla presa S/PDIF è leggermente più basso di quello normalmente utilizzato sulle RCA.</p>
<p style="text-align: justify;">Voto: 9</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2552_Resized.jpg"><img class="size-medium wp-image-1079 aligncenter" title="Hot-Start" src="http://www.djmag.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_2552_Resized-250x187.jpg" alt="" width="481" height="248" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Utilizzo e Funzionalità:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo ora alla parte più interessante e discussa: come ci si trova a lavorare con queste macchine?</p>
<p style="text-align: justify;">L’uso è molto immediato e versatile, ci si adatta in poche ore di utilizzo e vengono fuori sempre nuovi trick da voler sperimentare durante il mixaggio, complici tutti gli effetti a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando per un attimo proprio di questi ultimi mi sento di dire che sono davvero ben fatti e il controllo mediante l’uso coordinato delle due manopole poste sui lati opposti dello chassis è davvero molto pratico. In particolare la manopola a sinistra controlla la presenza, mentre quella a destra (la manopola parameter…per capirci) è in grado di controllare il parametro “Tempo” dell’effetto in base al bpm rilevato. Già visti per il fratellone 5500, ma degni di particolare menzione anche su questa macchina gli Hot Start estremamente reattivi e davvero molto precisi. Facilissima la registrazione e la cancellazione di detti punti a tutto vantaggio della rapidità di esecuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Loop manuali ed autoloop con lunghezza programmabile mediante la manopola degli effetti diventeranno poi un must per gli utilizzatori di questa mecchina tanto che difficilmente se ne farà a meno…visto che in combinazione con hot start ben posizionati possono dare vita a dei veri e propri live-remix dei brani suonati.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fattore diventa di notevole importanza in fase di mixaggio, anche grazie alla grande precisione del pitch e all’ottimo master tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Propio in relazione a quest’ultimo, infatti mi sento di poter dire che anche durante il suo impiego la macchina sembra di non risentirne affatto, l’uso degli effetti, del piatto rotante e di tutte le altre funzioni non risulta affatto soggetto a latenze e non si avvertono artifici generati in fase di “manipolazione” del suono o di conversione.”</p>
<p style="text-align: justify;">Come contro altare alle descrizioni di Pi3tronik, da me oltretutto condivise, aggiungo che rispetto alla concorrenza ho notato un po’ di lentezza nel rilevare il BPM di alcun brani e soprattutto mi pare essere meno veloce nel caricare le tracce.</p>
<p style="text-align: justify;">Soffermiamoci ora sulla parte più innovativa del lettore: il piatto rotante a trazione diretta, già visto su altre macchine come i Technics SL-DZ1200 o i Numark CDX/HDX.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse la parte meccanica in sé è quella più interessante e meglio costruita dell’apparecchio. Il piatto è davvero solido, possiede le zigrinature e la strobo tipiche dei vecchi Technics, ed ha una coppia motrice notevole. E’ addirittura possibile selezionare due velocità di rotazione, 33/45 giri. Sul piatto è appoggiato uno slipmat piuttosto sottile, mentre al mozzo è avvitato il vinile, realmente inciso, che regala un eccellente grip.</p>
<p style="text-align: justify;">Compariamo ora i movimenti abituali impartiti su un vecchio giradischi 1200 e sul Denon e la risposta data dalle due macchine.</p>
<p style="text-align: justify;">Sui Denon è necessario trovare il giusto equilibrio per calibrare il movimento del vinile rispetto al panno, essenzialmente dovuto allo spessore di quest’ultimo ed in armonia con il giusto serraggio delle viti che fissano il vinile. Il panno di serie è piuttosto scorrevole, e permette di lavorare molto agevolmente con lo scratch, mentre se si cerca di dosare i “colpetti” sul vinile per mettere a tempo le tracce, beh, questa operazione risulta più ardua, poichè si finisce spesso per lanciare troppo in avanti il disco. Dopo aver testato dei panni più spessi, simili a quelli tradizionalmente usati sui giradischi, e regolando con precisione il serraggio delle viti, si riesce a trovare il proprio setup ideale. In sostanza il panno originale è ottimo per scratch ma meno adatto per il beatmatching, un panno più spesso sposta l’utilizzo più verso il secondo caso. Per entrambe le situazioni, tanto più si serrano le viti tanto più si passerà da un setup “scratching” ad uno “beatmatching”.</p>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare inoltre come il piatto Denon, che rispetto a quello dei giradischi, ha un diametro di soli 9”, sia dotato di inerzie differenti; per questo motivo, unitamente alla poderosa spinta del motore, non è facilissimo dosare il “rallentamento” del disco premendo con la mano sul bordo zigrinato: diciamo che ci vuole un pizzico di adattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo comunque di fronte ad una delle emulazioni meglio riuscite dei vecchi strumenti tradizionali, questo è sicuro. L’approccio al mixing rispetto alle ruote fisse dei Pioneer è molto ma molto più divertente. Tornare a posteriori a lavorare su di un cdj1000 è stato come ritrovarsi in mano una ruota morta, plasticosa ed imprecisa…</p>
<p style="text-align: justify;">Voto: 9</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni</strong>:<br />
Poteva diventare l’IMPERATORE ma si perde in due sciocchezze e rimane solamente un RE. Destinato comunque a diventare un punto di riferimento per la categoria per alcune caratteristiche quali il piatto rotante e la qualità audio. Sono finiti i tempi un cui una sola marca dominava il mercato, ora la Denon è davvero pronta per mettersi in mostra nelle consolle più belle del mondo. Osservando anche la concorrenza si evince che il rapporto prestazioni/qualità/prezzo di questo prodotto è attualmente uno dei migliori sul mercato.<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Firmware è ora alla versione 1.3.1 e i driver Asio sono alla 2.0.<br />
Segnaliamo a tutti gli utenti Vista di selezionare “tutti gli utenti” durante l’installazione del driver 2.0.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi ricordiamo che la recensione è anche visibile su <a href="http://www.webdeejay.it/blog/" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">WebDeejay.it</span></a> al seguente <a href="http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/recensione-denon-dn-s3700.html" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">link</span></a></p>
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		<title>Recensione: AKAI LPD8 e LPK25 MIDI Controllers Portatili</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 12:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Nel panorama sempre più ampio del digital djing l&#8217;introduzione del computer nei propri set ha comportato una necessaria evoluzione delle esigenze del professionista. La maggior parte dei softwares richiede la possibilità di accedere ad una miriade di funzioni chiave, difficilmente gestibili attraverso il mouse o la trackpad del portatile. Allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><span ><object data="http://www.djmag.it/images/banners/novation468.swf" type="application/x-shockwave-flash" class="classedelfilmato" width="468px" height="60px">
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<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Nel panorama sempre più ampio del digital djing l&#8217;introduzione del computer nei propri set ha comportato una necessaria evoluzione delle esigenze del professionista. La maggior parte dei softwares richiede la possibilità di accedere ad una miriade di funzioni chiave, difficilmente gestibili attraverso il mouse o la trackpad del portatile. Allo stesso tempo, gli spazi delle consolle e delle nostre borse sono spesso sacrificatissimi e ciò impone la necessità di coniugare praticità ed efficienza. Oggi andiamo ad approfondire due interessanti controllers di casa <span style="color: #62d41d;">AKAI</span> che seguono una strada inaugurata da Korg con la nerie Nano, ossia <a title="Link a LPD8" href="http://www.ekomusicgroup.com/esound/pages/prodotti.php?id=571&amp;id_pro=48&amp;area=" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">LPD8</span></a> e <a title="Link a LPK25" href="http://www.ekomusicgroup.com/esound/pages/prodotti.php?id=570&amp;id_pro=48&amp;area=" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">LPK25</span></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd81.jpg"><img class="aligncenter" title="LPD8" src="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd81.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il primo è un MIDI Pad controller leggero, dal peso di circa 450 grammi e largo poco più di 30 cm facilmente trasportabile nella borsa, insieme a notebook e al resto dell&#8217;armamentario. E&#8217; dotato di 8 pad sensibili alla dinamica, con bordatura luminosa che risponde alla pressione, i quali inviano messaggi MIDI utili alla programmazione, registrazione e la riproduzione di parti ritmiche e melodiche di qualsiasi sequencer, ma che possono essere ovviamente mappati per controllare le funzioni di applicativi &#8220;dj oriented&#8221; come Traktor, Serato etc. I pad possono essere anche configurati per inviare messaggi di MIDI Program-Change. Accanto a questi troviamo 8 potenziometri rotativi per l’invio di messaggi di controllo che sono, a nostro avviso, il vero punto di forza del prodotto rispetto alla concorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd82.jpg"><img class="aligncenter" title="LPD8" src="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd82.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sulla sinistra troviamo i tasti per accedere  ai 4 banchi di memoria per programmare e richiamare i settaggi appropriati per l’uso con software differenti. Ciò significa che è possibile utilizzare LPD8 come controller per il proprio sequencer MIDI preferito, per controllare i Virtual Instruments o per controllare effetti, campionatori, loops di Traktor, Serato e di tutti gli altri softwares che consentono la gestione MIDI delle loro funzionalità. A tal proposito segnaliamo che AKAI mette a disposizione un editor software gratuito, per una programmazione intuitiva e rapida dei 4 banchi di memoria disponibili.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd83.jpg"><img class="aligncenter" title="LPD8" src="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd83.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">LPD8 si collega alla porta USB del PC/Mac e non richiede nè driver di configurazione, nè alimentazione esterna.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd85.jpg"><img class="aligncenter" title="LPD8" src="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd85.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Passando alla prova pratica riteniamo che LPD8 abbia una solidità del tutto rispettabile, specialmente se confrontato con la concorrenza di Korg. I pad ci sono parsi più robusti e decisamente più suonabili di quelli utilizzati nel NanoPad. Pur essendo entrambi sensibili alla velocity il prodotto di casa AKAI si comporta meglio rispondendo anche sollecitazioni della gamma medio bassa. Lo stesso dicasi per i controlli rotativi che hanno una corsa piuttosto breve, ma danno la sensazione di poter sostenere le ruvide manipolazioni tipiche di un dj. La scelta di una soluzione a 8 pad + 8 potenziometri piuttosto che X/Y pad + 8 pad è estremamente soggettiva e assolutamente correlata all&#8217;utilizzo finale e al tipo di software da controllare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd84.jpg"><img class="aligncenter" title="LPD8" src="http://www.djmag.it/images/reviews/lpd84.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Gli 8 pad si illuminano di arancione quando vengono premuti. Oltre all&#8217;aspetto scenografico questa piccola feature risulta piuttosto apprezzabile nell&#8217;utilizzo pratico anche perchè il led è programmabile via MIDI per fornire feedback ottico agli effetti, ai loops e ai punti di cue memorizzati. Per quanto riguarda i potenziometri Control Change ribadiamo la buona impressione circa la robustezza, ma sottolineamo anche la loro dimensione ridotta che impone l&#8217;utilizzo della sola punta dei polpastrelli, il che ne limita parzialmente la praticità. Richiamiamo infine l&#8217;attenzione sulla particolarità della modalità CC presente nella sezione sinistra del controller, grazie alla quale è possibile assegnare ai pad fino a 8 controlli analogici di Control Change.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/lpk251.jpg"><img class="aligncenter" title="LPK25" src="http://www.djmag.it/images/reviews/lpk251.jpg" alt="" width="461" height="149" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">LPK25 è una mini tastiera MIDI a 2 ottave larga circa 30 centimetri, per un totale di 25 tasti sensibili alla dinamica. Il suo punto di forza è senz&#8217;altro l’arpeggiatore integrato, una funzionalità decisamente rara per uno strumento di questa fascia e dimensioni. Troviamo ben 6 differenti template di arpeggio e la possibilità di impostare valori a 1/32, 1/16, 1/8, ¼, ognuno dei quali può essere terzinato. Non mancano funzioni quali sustain, tap tempo e trasposizione delle ottave, ognuna delle quali è accessibile attraverso un tasto specifico. I tasti della LPK25 sono inoltre in grado di inviare messaggi di MIDI Program Change. Come nel caso del LPD8 sono disponibili 4 banchi di memoria per programmare  e richiamare i settaggi predefiniti dall&#8217;utente che permettono di controllare software differenti. L&#8217;alimentazione è ancora una volta garantita dalla presa USB e non si necessita di drivers per l&#8217;utilizzo su piattaforma Mac o PC.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/lpk252.jpg"><img class="aligncenter" title="LPK25" src="http://www.djmag.it/images/reviews/lpk252.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;utilizzo pratico ci si rende ancora una volta conto della maggiore qualità che AKAI ha inteso dare a questi controllers. Il peso dell&#8217;apparecchio e l&#8217;accuratezza della risposta dei tasti in termini di velocity rende LPK25 una tastiera realmente utilizzabile, pur con i compromessi delle dimensioni e con i limiti impliciti in un mini cotroller. La spaziatura è sufficiente per poter pensare di suonare accordi completi e la presenza di funzioni come il sustain garantisce una maggiore espressione a ciò che viene suonato. Come altri prodotti concorrenti anche LPK25 consente all&#8217;utente di spostare in alto e in basso il range delle ottave, ma non offre il pitch bend che invece troviamo nella NanoKey.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/lpk253.jpg"><img class="aligncenter" title="LPK25" src="http://www.djmag.it/images/reviews/lpk253.jpg" alt="" width="461" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente non possiamo che promuovere a pieni voti questi due interessantissimi oggetti di casa AKAI, la quale segna un passo avanti rispetto ai precursori della concorrenza, forte anche dell&#8217;introduzione sul mercato in tempi successivi. I prezzi sono assolutamente accessibili e il gap economico (minimo) rispetto ad altri prodotti è senz&#8217;altro giustificato.</p>
<p style="text-align: justify;">A breve renderemo disponibile per i nostri utenti registrati un file di mappatura per l&#8217;utilizzo specifico di LPD8 con Traktor Scratch Pro e Serato Scratch Live.</p>
<p style="text-align: justify;">LPD8 e LPK25 si collocano entrambi sulla fascia di prezzo dei 60 euro e sono distribuiti in Italia da <a title="Link a EKO" href="http://www.ekomusicgroup.com/esound/pages/home.php" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Eko Music Group</span></a><span style="color: #62d41d;"> </span>di Montelupone (Mc). Ricordiamo che i prodotti distribuiti attraverso la rete ufficiale di vendita sono gli unici a godere dell&#8217;assistenza garantita.</p>
<div><span style="font-family: Verdana, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; color: #163161; font-size: small;"> </span></div>
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		<title>Recensione: Zomo HD-120 Mono Stick Headphone</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 12:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Zomo è un brand di proprietà di una nota azienda tedesca che opera da numerosi anni nell&#8217;ambito della distribuzione di prodotti per dj e producers, la GSM-Multimedia. Inizialmente concentrata su slipmats, borse e flightcase, oggi Zomo allarga gli orizzonti proponendo articoli che spaziano dalle protezioni antipolvere per le apparecchiature, passando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=8" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/digides468.gif"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.zomo.de/en/"><img class="aligncenter" title="Link a Zomo" src="http://www.djmag.it/images/aziende/zomologo1.jpg" alt="" width="383" height="71" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><a title="Link a Zomo" href="http://www.zomo.de/en" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Zomo</span></a> è un brand di proprietà di una nota azienda tedesca che opera da numerosi anni nell&#8217;ambito della distribuzione di prodotti per dj e producers, la GSM-Multimedia. Inizialmente concentrata su slipmats, borse e flightcase, oggi Zomo allarga gli orizzonti proponendo articoli che spaziano dalle protezioni antipolvere per le apparecchiature, passando per giradischi e interfacce audio,  sino ad arrivare alle cuffie specifiche per disc jockeys. La gamma di queste headphones prevede sia la configurazione tradizionale, con doppio padiglione auricolare, sia quella più trendy mono auricolare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms1.jpg"><img class="aligncenter" title="ZOMO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms1.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a> <a href="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms6.jpg"><img class="aligncenter" title="ZOMO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms6.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi andremo ad esaminare e testare il modello Mono Stick HD-120. Come sappiamo esistono diverse interpretazione del concetto di cuffia mono auricolare. C&#8217;è chi predilige il manico extra long e chi, all&#8217;opposto, si trova più a proprio agio con i manici corti. Zomo ha sicuramente sposato questa seconda linea, dando alla HD-120 un manico di lunghezza medio-corta pari a 15 cm. La lunghezza complessiva partendo dall&#8217;estremità dell&#8217;auricolare ed arrivando fino alla base dell&#8217;impugnatura si attesta sui 25 cm. Quello che immediatamente sorprende, una volta aperta la confezione, è la cura del packaging. Troviamo, infatti, oltre al cavo a spirale della lunghezza di 3 metri, una piccola scatola bianca contenente un cuscinetto di ricambio per il padiglione e la custodia a sacchetto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms2.jpg"><img class="aligncenter" title="ZOMO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms2.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms6.jpg"><img class="aligncenter" title="ZOMO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms5.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La cuffia è disponibile in diverse colorazioni, strizzando l&#8217;occhio a quella esigenza fashion che accompagna ormai la figura del disc jockey. Il modello che ci è stato fornito per il test è arancione/nero, ma la gamma HD-120 prevede anche le alternative oro/nero, argento/nero e bianco/nero. Il colore dominante è presente sia nel rivestimento del cuscinetto, sia nella lunetta posteriore dove è impresso il logo Zomo. Ovviamente il cuscinetto di ricambio è dello stesso colore della cuffia acquistata, così come lo sono i laccetti che permettono la chiusura del sacchetto in finta pelle.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms3.jpg"><img class="aligncenter" title="ZOMO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms3.jpg" alt="" width="512" height="184" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Manico della cuffia è rivestito da una spugna sagomata che garantisce un ottimo grip quando la si impugna e contribuisce a contenere l&#8217;effetto della sudorazione della mani. L&#8217;auricolare è del tipo basculante, ossia non fisso e risulta estremamente confortevole e avvolgente una volta appoggiato all&#8217;orecchio. Nell&#8217;estremità inferiore del manico trova collocazione l&#8217;attacco per il cavo a spirale che è appunto di tipo removibile nel formato XLR. Veramente apprezzabile questa scelta, sia dal punto di vista della praticità che della convenienza. In caso di deterioramento del cavo sarà pertanto possibile acquistare il relativo ricambio e basterà disconnettere il connettore XLR del cavo danneggiato ed inserire quello nuovo. Nessun intervento tecnico, nessuna necessità di spendere cifre spropositate per il ricambio. Il connettore incastonato nell&#8217;impugnatura è di tipo XLR maschio, mentre quello del cavo è di tipo XLR femmina. All&#8217;estremità opposta della spirale troviamo invece il classico jack mini da 3,5 con adattatore a 6.3</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms4.jpg"><img class="aligncenter" title="ZOMO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/zomoms4.jpg" alt="" width="469" height="512" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Volendo passare all&#8217;aspetto più tecnico della nostra prova, possiamo dire che la filosofia di queste cuffie è stata senza dubbio quella di privilegiare la percezione dei bassi e del beat per un più efficace allineamento del tempo tra la traccia in riproduzione e quella in preascolto. Inizialmente l&#8217;impressione non è stata delle migliori perchè il suono risultava piuttosto ovattato, ma dopo qualche minuto ci siamo abituati e siamo riusciti a comprendere l&#8217;utilità di questa scelta. La frequenza di risposta si attesta nel range 3-30000 Hz a 114 db garantendo la necessaria pressione sonora anche negli impianti più caotici. Il peso della cuffia è abbastanza contenuto, 253 g. Di fatto non abbiamo rilevato affaticamento durante l&#8217;uso, anche grazie alla piacevolissima sensazione di comfort che viene assicurata dal cuscinetto imbottito del padiglione auricolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente questa HD-120 Mono Stick ci è parso un prodotto solido, pratico e di buona qualità. Se si considera un prezzo al pubblico inferiore ai 60 euro, non c&#8217;è dubbio sul fatto che possa rappresentare una valida alternativa nella scelta della nostra fedele compagna di avventure in consolle. A nostro avviso il suo maggiore elemento di forza risiede nella estrema praticità della soluzione con cavo sostituibile e connettore XLR. Auspichiamo di tutto cuore che altri produttori possano seguire la medesima strada.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; possibile trovare l&#8217;intera gamma Zomo presso <a title="Link a  Discopiù" href="http://www.discopiu.com" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Discopiu</span></a> e presso lo shop online <a title="Linka Recordcase" href="http://www.recordcase.de" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Recordcase</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #62d41d;"><br />
</span></p>
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		<title>Recensione: TRAKTOR DUO e TRAKTOR SCRATCH DUO</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 17:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Native Instruments ha rilasciato una nuova versione del suo famoso e vendutissimo software di mixaggio, ossia Traktor. Più che di una nuova versione si tratta  fondamentalmente di un &#8220;alleggerimento&#8221; del fratello maggiore Pro che sembra strizzare l&#8217;occhio ad un mercato a rischio di crisi e allettare la fascia di utenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=5" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/flstudio468.gif"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.native-instruments.com"><img class="aligncenter" title="Link a NATIVE INSTRUMENTS" src="http://www.djmag.it/images/aziende/nilogo.jpg" alt="" width="500" height="99" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo.jpg"><img class="aligncenter" title="TRAKTOR DUO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo.jpg" alt="" width="360" height="286" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.native-instruments.com/"><span style="color: #62d41d;">Native Instruments</span></a><span style="color: #62d41d;"> </span> ha rilasciato una nuova versione del suo famoso e vendutissimo software di mixaggio, ossia Traktor. Più che di una nuova versione si tratta  fondamentalmente di un &#8220;alleggerimento&#8221; del fratello maggiore Pro che sembra strizzare l&#8217;occhio ad un mercato a rischio di crisi e allettare la fascia di utenza che, non necessitando di tutte le funzioni e potenzialità della versione di punta, possono avvicinarsi al mondo Traktor in modo decisamente più abbordabile.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo1.jpg"><img class="aligncenter" title="TRAKTOR DUO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo1.jpg" alt="" width="469" height="295" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo1b.jpg"><img class="aligncenter" title="TRAKTOR DUO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo1b.jpg" alt="" width="487" height="326" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #62d41d;"> </span>In tal senso, infatti, Native Instruments ha previsto anche un alleggerimento della sezione hardware, offrendo una nuova scheda audio in bundle dotata di meno ingressi ed uscite, la <a href="http://www.native-instruments.com/newreleases/#/en/products/dj/audio-4-dj/"><span style="color: #62d41d;">Audio4 DJ</span></a><span style="color: #62d41d;"> </span>. <span style="font-family: arial;"> In pratica si tratta d&#8217;una versione a due deck del Traktor Pro, che porta con sè l&#8217; assenza del quantize mode, dell&#8217;equalizzazione a 4 bande e qualche limitazione negli effetti, ridotti a 6 e in versione semplificata. </span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo3.jpg"><img class="aligncenter" title="TRAKTOR DUO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo3.jpg" alt="" width="491" height="307" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo2.jpg"><img class="aligncenter" title="TRAKTOR DUO" src="http://www.djmag.it/images/reviews/traktorduo2.jpg" alt="" width="494" height="265" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">E&#8217; da segnalare l&#8217;impossibilità di configurare i comandi da tastiera, oltre alla mancanza di sync con altri software tramite midi clock e l&#8217; assenza del registratore interno. Abbiamo trovato il DUO un software assolutamente all&#8217;altezza di una performance professionale. A dispetto del suffisso &#8220;Pro&#8221;, quei disc jockeys che realizzano dj sets tradizionali, basati sul semplice mixaggio, che desiderano beneficiare della comodità del digitale potranno contare su un supporto software/hardware di assoluta affidabilità e qualità. In altre parole il DUO non è una versione casalinga del fratello maggiore. Dipende tutto da che tipo di professionista ritenete di essere. Chi desidera sperimentare e costruire performance innovative, complesse e di impatto non potrà che scegliere Traktor Pro. Chi, invece, deve limitarsi a mixare i brani sfruttando le potenzialità del digitale, la libreria virtualmente limitata dalla sola capienza del proprio hard disk e qualche effetto troverà in Traktor DUO e Scratch DUO un valido e affidabile alleato. I prezzi di vendita sono di 99 euro per </span><a href="http://www.native-instruments.com/newreleases/#/en/products/dj/traktor-duo/"><span style="font-family: mceinline;"><span style="color: #62d41d;">Traktor Duo</span></span></a><span style="font-family: mceinline;"> e di 349 euro per </span><a href="http://www.native-instruments.com/newreleases/#/en/products/dj/traktor-scratch-duo/"><span style="font-family: mceinline;"><span style="color: #62d41d;">Traktor Scratch Duo</span></span></a><span style="font-family: mceinline;"> in abbinamento alla Audio4 DJ che risulta molto più compatta e leggera della Audio8 DJ in quanto privata degli input e output necessari al funzionamento di Traktor Pro e delle sue potenzialità multi deck. </span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj1.jpg"><img class="aligncenter" title="AUDIO4 DJ" src="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj1.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj2.jpg"><img class="aligncenter" title="AUDIO4 DJ" src="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj2.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj3.jpg"><img class="aligncenter" title="AUDIO4 DJ" src="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj3.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #62d41d;"> </span><span style="font-family: Arial;">In questa release alleggerita, come anticipato, non è possibile usare 4 decks (2 deck in time code + 2 deck virtuali). Tutto sembra essere ispirato al concetto &#8216;less is more&#8217; che sta alla base della Audio4 DJ. Stessa qualità del suono e una maggiore praticità d&#8217;utilizzo delle funzionalità strategiche (rispetto alla versione Pro), queste ultime ridotte all&#8217;osso. Questa filosofia di marketing ci è parsa piuttosto attuale e adeguata per l&#8217;utente chi si avvicina al mixing digitale e non ha tantissime disponibilità economiche. Ciò che è emerso dal nostro test, ma che in verità sembra essere un problema di tutta la famiglia Traktor Scratch, è che il software ha qualche difficoltà a gestire la modalità Time Code allorchè il collegamento dei cavi line In (ossia quelli che poi permettono di gestire il segnale del vinile o cd speciale), non sia avvenuto prima dell&#8217;avvio del programma. Questo significa che se vi ritrovate in una consolle in cui un collega usa un sistema diverso (ad esempio Serato) e dovete suonare dopo di lui, non avrete vita facile scollegando i suoi cavi e ricollegando i vostri perchè il sistema andrà riavviato. Lo stesso dicasi nel caso in cui gli ingressi line del mixer siano limitati e siate costretti a collegare il Traktor solo all&#8217;ultimo minuto, previo scollegamento dell&#8217;apparecchio che in quel momento occupa l&#8217;ingresso che vi serve. Per la cronaca, Serato non è afflitto da questo bug.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #62d41d;"> </span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: mceinline;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj4.jpg"><img class="aligncenter" title="AUDIO4 DJ" src="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj4.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj5.jpg"><img class="aligncenter" title="AUDIO4 DJ" src="http://www.djmag.it/images/reviews/audio4dj5.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #62d41d;"> </span><span style="font-family: Arial;">TRAKTOR SCRATCH DUO è ancora una volta un pacchetto più evoluto e completo che include il software DUO, l&#8217;interfaccia AUDIO 4 DJ 24bit/96 kHz ed un sistema Time Code professionale, sia su Vinile che CD, basato sulla consolidata tecnologia a 2kHz vista in Traktor Pro e che consente un&#8217; elevatissima risposta nel controllo manuale del supporto, sia esso analogico o digitale.<br />
Anche in Traktor DUO e Traktor Scratch DUO troviamo due sezioni separate per gli effetti ma, in questo caso, gli algoritmi sono stati ridotti a 6, tra cui figurano gli immancabili flanger, delay e reverb. Sebbene limitati numericamente conservano la qualità studio della versione Pro. Non mancano le mappature preconfigurate per la maggior parte dei MIDI controller disponibili sul mercato.<br />
Qualora l&#8217;esperienza sul DUO diventasse limitativa, oppure si desideri cimentarsi con performance più complesse che richiedano 4 decks i possessori di DUO potranno accedere al programma di upgrade alla versione Pro che prevede un prezzo scontato e nessuna scadenza temporale.</span></p>
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		<title>Recensione: ADAM A5 Studio Monitors</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 10:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; ADAM Audio è decisamente molto nota per i suoi altoparlanti dotati di tecnologia ART (Accelerating Ribbon Technology) con tweeter a nastro. Il modello di monitor che ci troviamo ad esaminare oggi è  il piccolo ADAM A5, fratello minore della A7, un altoparlante reflex a due vie destinato all&#8217;uso sia multimediale che studio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><span ><object data="http://www.djmag.it/images/banners/novation468.swf" type="application/x-shockwave-flash" class="classedelfilmato" width="468px" height="60px">
<param name="movie" value="http://www.djmag.it/images/banners/novation468.swf" />
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</object></span></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.adam-audio.com"><img class="aligncenter" title="Link a ADAM AUDIO" src="http://www.djmag.it/images/aziende/adamlogo.jpg" alt="" width="280" height="140" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #62d41d;"><a title="Link a ADAM AUDIO" href="http://www.adam-audio.com" target="_blank"><span style="color: #62d41d;"><span style="font-family: arial;">ADAM Audio</span></span></a></span><a title="Link a ADAM AUDIO" href="http://www.adam-audio.com" target="_blank"></a><span style="font-family: arial;"> è decisamente molto nota per i suoi altoparlanti dotati di tecnologia ART (Accelerating Ribbon Technology) con tweeter a nastro. Il modello di monitor che ci troviamo ad esaminare oggi è  il piccolo ADAM A5, fratello minore della A7, un altoparlante reflex a due vie destinato all&#8217;uso sia multimediale che studio. </span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-001.jpg"><img class="aligncenter" title="A5" src="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-001.jpg" alt="" width="288" height="384" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-002.jpg"><img class="aligncenter" title="A5" src="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-002.jpg" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial;">Gli A5 sono contraddistinti da comandi posti sul pannello frontale e questa è una caratteristica che abbiamo immediatamente apprezzato. E&#8217; molto comodo poter regolare il volume e l&#8217;accensione in modo diretto, tanto più che con un solo comando è possibile gestire entrambi i monitor. Questi ADAM offrono un woofer  a sandwitch da 5.5 pollici in fibra di carbonio e Rohacell , un tweeter con tecnologia ART tweeter  e ben 2 amplificatori da 25 watt , uno per ciascun trasduttore. Il tutto è racchiuso in un solido case dal peso di 5kg e dalle dimensioni compatte di 172 x 285 x 200 mm. Come anticipato il pannello anteriore presenta l&#8217;interruttore di accensione, il pomello rotatorio per la regolazione del volume e due spie, una che indica lo stato di accensione, l&#8217;altra la connessione Link che permette di controllare anche l&#8217;altro monitor della coppia. Nel pannello posteriore sono disposti numerosi controlli per adattare lo speaker all&#8217;acustica della stanza o alle proprie preferenze. Le A5 dispongono di ingresso bilanciato (XLR) e sbilanciato (RCA) avendo così connessioni ottimali sia per lo studio professionale che per la casa. Una caratteristica speciale è l&#8217;adozione dello Stereo-link®, una tecnologia esclusiva delle A5: ci sono infatti due input &#8211; output addizionali per un secondo canale stereo, è possibile perciò collegare in serie più monitor e regolarne il volume con un unico controllo. Tre pomelli rotatori consentono all&#8217;utente di impostare le frequenze alte (±4 dB), i medi (±6 dB at 6 kHz) e i bassi (±6 dB at 50 Hz).</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-003.jpg"><img class="aligncenter" title="A5" src="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-003.jpg" alt="" width="280" height="384" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-004.jpg"><img class="aligncenter" title="A5" src="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-004.jpg" alt="" width="384" height="208" /></a></p>
<p><span style="font-family: arial;"><br />
</span></p>
<div class="abletonres">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial;">Le A5 sono disponibili in tre colorazioni: laccati nero, laccati bianco e un tradizionalissimo nero opaco. Le finiture laccate sono veramente molto belle e si sposano con qualsiasi ambiente moderno sia esso un soggiorno, la scrivania del personal computer o qualsiasi studio di produzione musicale Audio e/o Video. Le rifiniture della cassa sono perfette in ogni dettaglio e non esiste traccia di spigoli sulla parte frontale, tutte le rifiniture sono smussate o arrotondate.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo dalla forma alla sostanza: come suonano? Prima di pronunciarci sulla prova d&#8217;ascolto ci preme fare una doverosissima precisazione. Molti lettori ci scrivono per ricevere consigli sul tipo, marca o modello di monitor da acquistare in relazione al tipo di produzione musicale che intendono realizzare. Cogliamo l&#8217;occasione per spiegare che non esiste il monitor oggettivamente migliore di altri, a parità di categoria e fascia di prezzo. Ci sono due parametri che condizionano in modo soggettivo la preferenza. Uno è il tipo di stanza in cui vengono inserite le casse. E&#8217; totalmente falsante avere un monitor da 2000 euro se poi lo si fa suonare in una stanza non trattata acusticamente. Il secondo parametro è l&#8217;orecchio. Ciascun ascoltatore sviluppa preferenze personali che condizionano il suo giudizio decretando che un monitor sia troppo &#8220;medioso&#8221;, laddove un altro utente lo definirebbe neutro. Anche l&#8217;orecchio va educato ad un certo tipo di ascolto ed è quindi inutile cercare di stabilire se sia meglio una KRK 5, piuttosto che queste ADAM A5, in assenza delle due condizioni descritte poc&#8217;anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-005.jpg"><img class="aligncenter" title="A5" src="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-005.jpg" alt="" width="288" height="384" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-006.jpg"><img class="aligncenter" title="A5" src="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-006.jpg" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p><span style="font-family: arial;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial;">Andando al cuore della prova di ascolto possiamo senz&#8217;altro affermare che la cassa è precisa e molto veloce su tutti i passaggi, anche i più difficili. La gamma fino ai 60Hz risulta piuttosto completa,  i bassi sono stabili e mai troppo ingombranti (nel limite delle basse frequenze imposto dal woofer di ridotte dimensioni), l&#8217;ariosità degli alti, sempre cristallini e mai offuscati insieme a medi precisi e distinti restituiscono una realtà sonora ampia e localmente ben distribuita. La stabilità del fuoco dell&#8217;immagine sonora è sempre nitida anche su passaggi con molti strumenti e, nonostante la velocità di risposta ai transienti sulle alte sia velocissima, la gamma bassa viene riprodotta contemporaneamente, senza i tipici problemi derivanti dall&#8217; incoerenza dinamica dei materiali di trasduzione. La tecnologia ART a nastro è caratterizzata  dalla velocità con cui muovono l&#8217;aria, decisamente superiore ai normali trasduttori.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-007.jpg"><img class="aligncenter" title="A5" src="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-007.jpg" alt="" width="307" height="384" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-008.jpg"><img class="aligncenter" title="A5" src="http://www.djmag.it/images/reviews/a5-008.jpg" alt="" width="288" height="384" /></a></p>
<p><span style="font-family: arial;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial;">Versatilissime e poco affaticanti nell&#8217;ascolto, queste ADAM A5 ci hanno stupito per la trasparenza con cui fanno percepire le operazioni di editaggio e post produzione come equalizzazione e compressione. La potenza sonora contenuta le rende una scelta adeguata per stanze poco o per niente trattate e ambienti di piccole dimensioni. Utilizzati come near field di alto livello non sfigurano però nemmeno in grandi ambienti, magari  professionali. Quando si richiede potenza la cassa risponde senza problemi arrivando a livelli molto apprezzabili. Ad ogni modo esiste la possibilità di affiancare una unità per i bassi come la Adam Sub 7 che permette di estendere la gamma bassa fino a 30 Hz, utilissimo per ampliare il loro limite naturale alle basse frequenze con un&#8217;accuratezza straordinaria, una risposta molto asciutta ed equilibrata senza il benché minimo problema di ingombro sonoro.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial;">In conclusione se cerchiamo un monitor per comporre, registrare ed editare musica, le ADAM A5 sono veramente un&#8217;ottima scelta, sia in termini qualitativi che di prezzo, visto che con meno di 600 € si può acquistare la coppia. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial;">Sul sito, nostro partner, <span style="color: #62d41d;"><a title="Link a MIXEXPERIENCE" href="http://www.mixexperience.com" target="_blank"></a></span><a title="Link a MIXEXPERIENCE" href="http://www.mixexperience.it" target="_blank"><span style="color: #62d41d;"><span style="font-family: mceinline;">Mixexperience</span></span></a></span><a title="Link a MIXEXPERIENCE" href="http://www.mixexperience.com" target="_blank"></a><span style="font-family: arial;"> (www.mixexperience.it) che ci ha messo a disposizione il prodotto per questa recensione, possiamo trovarle in offerta ad un prezzo particolarmente interessante, vicino ai 550 euro a coppia.</span></p>
</div>
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		<title>Recensione: Apple MacMini New Generation</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 23:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160;    Il MacMini è un personal computer veramente affascinante. A questo giudizio in premessa contribuiscono senz&#8217;altro le dimensioni ridottissime, capaci però di ospitare una tecnologia di tutto rispetto. Pur non concepito come un portatile, si presta ad essere trasportato con estrema facilità ed essere collegato a un altro monitor e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=11" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/mixedinkey468.jpg"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.apple.it"><img class="aligncenter" title="Linka  Apple" src="http://www.djmag.it/images/aziende/applelogo.jpg" alt="" width="230" height="173" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Il MacMini è un personal computer veramente affascinante. A questo giudizio in premessa contribuiscono senz&#8217;altro le dimensioni ridottissime, capaci però di ospitare una tecnologia di tutto rispetto. Pur non concepito come un portatile, si presta ad essere trasportato con estrema facilità ed essere collegato a un altro monitor e a un&#8217;altra tastiera, magari in studio o presso un amico col quale si collabora per la creazione di una traccia musicale.<br />
La prima impressione, maneggiando il case, è di estrema solidità e, sebbene all&#8217;apparenza sembri identico al modello precedente, la struttura di alluminio anodizzato con rivestimento in policarbonato è stata completamente riprogettata. Dal punto di vista ingegneristico l&#8217;assemblaggio è stato studiato a regola d&#8217;arte per garantire efficienza e ottimizzazione degli spazi, ma resta il neo dell&#8217;accesso piuttosto macchinoso agli slot della Ram che richiede lo sganciamento del case dotato di sistema ad incastro, privo di viti. Sul frontale troviamo la spia di accensione ed  il vano per il masterizzatore/lettore DVD in versione tradizionalmente slot-in, ossia senza vassoio. Sul retro troviamo la sezione connettività composta di 5 prese USB (preziosissime per noi che facciamo musica), 1 presa Firewire 800, 1 presa Mini Display (ormai standard in tutti i nuovi Apple) e  1 Mini DVI, 1 Gigabit Ethernet, l&#8217; ingresso mini-jack per il microfono e l&#8217;uscita mini-jack per gli altoparlanti esterni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini1.jpg"><img class="aligncenter" title="MacMini" src="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini1.jpg" alt="" width="553" height="415" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con il nuovo MacMini la differenziazione nella gamma è stata ridotta drasticamente. Entrambi i MacMini  in listino utilizzano il processore Peryn Intel Core 2 Duo da 2 GHZ presente nel modello base dei MacBook. La differenza sta nella dotazione dei componenti e ciò significa che l&#8217;incremento di prestazioni tra i due modelli è decisamente ridotto. Il modello base è dotato di processore Core 2 Duo a 2 GHz, 1 GB di memoria RAM DDR3, chip grafico Nvidia Geoforce 9400M, hard disk da 120 GB, masterizzatore SuperDrive 8x e connettività Gigabit Ethernet, Bluetooth 2.1 con EDR e Wi-Fi 802.11n. La versione più completa che ci è stata messa a disposizione da Apple Italia offre 2GB di memoria e un hard disk da 320 GB. Non vi è dubbio che quest&#8217;ultima versione sia quella che si addice maggiormente a noi dj/producers, specialmente se si considera Leopard come sistema operativo. Se vogliamo ottenere dal MacMini il massimo delle prestazioni, non dovremo scendere a compromessi e acquistare subito RAM aggiuntiva sfruttando tutti e 4 i gigabyte di cui è capace il nuovo gioiello di casa Apple. Sullo store della casa di Cupertino è possibile aggiungere due moduli da 2GB per 135 euro, ma è possibile acquistarla altrove a costi più contenuti. Resterete stupiti  per l&#8217;incremento di prestazioni derivante dalla Ram, soprattutto utilizzando Leopard come sistema operativo e applicazioni affamate di risorse come i vari plug-ins di Logic, Cubase o degli altri DAW. </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini2.jpg"><img class="aligncenter" title="MacMini" src="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini2.jpg" alt="" width="553" height="415" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini5.jpg"><img class="aligncenter" title="MacMini" src="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini5.jpg" alt="" width="533" height="399" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il MacMini, così come viene commercializzato, non può essere usato. A differenza dell&#8217;iMac, è privo di tastiera, mouse e monitor. Tuttavia quello che può sembrare un limite è, al contrario, una precisa scelta filosofica e commerciale. Avremo pertanto bisogno di un mouse, una tastiera ed un monitor. Per quel che concerne la tastiera, se si opta per un modello Apple, avremo due porte USB aggiuntive dove collegare, ad esempio, il mouse. Quella venduta da Apple costa 49 euro, è ricavata da un unico pezzo d&#8217;alluminio, è sottilissima, funzionale ed esteticamente identica al case del Mini. Con 30 euro in più, se serve, potete acquistare la versione senza fili ma privata del tastierino numerico laterale. Anche per il mouse possiamo optare per componenti o di terze parti. Il Mighty Mouse è offerto alla bellezza di 55 euro, ma bisogna dire che include quattro tasti programmabili indipendentemente, una sferetta per lo scorrimento nelle quattro direzioni (con la spiacevole tendenza a diventare inutilizzabile se non viene pulita con regolarità) e una grande solidità costruttiva. Da quando Apple ha aggiornato la sua linea di Cinema Display, sono disponibili esclusivamente modelli con schermo lucido. Il che vuol dire miglior contrasto e miglior fruizione nella visione di DVD, filmati e fotografie. Ad ogni modo è sempre possibile acquistare un Cinema Display della precedente generazione oppure collegare un monitor di altra marca sfruttando la presa mini DVI.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini3.jpg"><img class="aligncenter" title="MacMini" src="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini3.jpg" alt="" width="533" height="399" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno del sistema Leopard è installato<strong> <span style="font-weight: normal;">Boot Camp</span></strong>, un software che permette di eseguire Windows a velocità nativa. Boot Camp supporta le più comuni release a 32 bit di Windows XP e Windows Vista. Quando si esegue uno di questi sistemi operativi sul MacMini, le applicazioni per Windows funzionano a velocità nativa e hanno pieno accesso ai processori e i core multipli, alla grafica 3D accelerata, e naturalmente a USB, FireWire, Wi-Fi e Gigabit Ethernet. In altre parole, il meglio di due mondi. </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini4.jpg"><img class="aligncenter" title="MacMini" src="http://www.djmag.it/images/reviews/macmini4.jpg" alt="" width="538" height="317" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista pratico abbiamo avuto modo di testare questo gioiellino con i più comuni applicativi per fare musica: Logic Studio, Cubase 5 e Ableton Live 8. L&#8217;obiettivo era quello di verificare se e a quale livello fosse possibile sfruttare una macchina di questo tipo per creare musica o remixare/editare delle tracce audio. Le nostre aspettative non sono state deluse. Logic e Cubase non hanno dato segni di affaticamento grazie ai 4 GB di Ram e ad un processore complessivamente adeguato alle nostre necessità di Home Studio. Quello che forse risulta inadeguato è il disco da 5400 rpm ed il masterizzatore/lettore DVD a 24x. Come sappiamo nelle applicazioni audio la rapidità di accesso al disco rigido è un fattore importante per le prestazioni di un DAW, mentre un fattore di lettura/scrittura/riscrittura elevato ci permette di attendere meno tempo prima che i nostri CD/DVD vengano masterizzati. In conclusione se ci serve un sistema per mettere su un piccolo home studio senza la pretesa di finalizzare il nostro master in casa, il MacMini è una macchina più che adeguata. Logic e Cubase si sono comportati egregiamente anche sotto lo stress di numerosi plug-ins e Ableton Live ci ha supportati nella costruzione di sessioni mixate piuttosto complesse e ricche di effetti senza che si verificassero interruzioni audio o rallentamenti di qualsiasi tipo. Ricordiamo che i prezzi  dei due modelli in vendita sono rispettivamente  599 € e 799 €</p>
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		<title>Recensione: NOVATION ReMOTE Zero SL MIDI CONTROLLER</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:12:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160;      Oggi andiamo ad esaminare una superficie di controllo molto interessante, specialmente alla luce del recente aggiornamento di Automap alla versione 3. Parliamo della Novation ReMOTE Zero SL che appartiene alla stessa famiglia delle ReMOTE 25/37/61 SL ma, a differenza di queste ultime è priva di tastiera. La gamma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=7" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/editork468.gif"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.novationmusic.com"><img class="aligncenter" title="Link a Novation" src="http://www.djmag.it/images/aziende/novationlogo.gif" alt="" width="122" height="50" /></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Oggi andiamo ad esaminare una superficie di controllo molto interessante, specialmente alla luce del recente aggiornamento di Automap alla versione 3. Parliamo della Novation ReMOTE Zero SL che appartiene alla stessa famiglia delle ReMOTE 25/37/61 SL ma, a differenza di queste ultime è priva di tastiera.</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero1.jpg"><img class="aligncenter" title="ReMote Zero SL" src="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero1.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a><br />
</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La gamma delle Novation Remote SL  offre molto più di una tastiera ed ecco il motivo per cui ha un senso per la casa produttrice offrire il medesimo set in chiavi diverse, compreso quello senza keys. Potenziometri, bottoni, cursori ed anche i drum pads sono tutti disponibili su questo controller e sono liberamente assegnabili come accade su qualsiasi apparecchiatura hardware o software capace di dialogare attraverso il MIDI. Se aggiungiamo la tecnologia Automap, che mira a rendere il lavoro dell&#8217;assegnazione dei comandi MIDI il più facile e pratico possibile, la Zero SL appare decisamente utile ed efficace anche in assenza della tastiera.</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero2.jpg"><img class="aligncenter" title="ReMOTE Zero SL" src="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero2.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero3.jpg"><img class="aligncenter" title="ReMOTE Zero SL" src="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero3.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a><br />
</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">A parte le keys, due features assenti rispetto alle versioni sorelle sono joystick per il pitch-bend/modulazione e il touchpad X/Y. Francamente ci sentiamo di dire che mentre il joystick non avrebbe avuto un gran senso in assenza di una tastiera, un touchpad avrebbe avuto decisamente il suo perchè.</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero4.jpg"><img class="aligncenter" title="ReMOTE Zero SL" src="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero4.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a><br />
</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La Zero SL è un device compatto, ben più ampio di una tastiera QWERTY e un pò meno profonda (468 x 68 x 163 mm) e non c&#8217;è nemmeno un centimetro sprecato sulla superficie del controller. Il pannelo superiore è diviso in due metà, ognuna delle quali dotata di un proprio display lcd a 72 caratteri ripartiti su due righe. La sezione sinistra è colma di bottoni e potenziomentri, oltre ai trigger pads sensibili  alla velocity. La sezione destra ospita molti più bottoni, inclusi i comandi di trasporto del sequencer, oltre ad un set di 8 cursori.</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero5.jpg"><img class="aligncenter" title="ReMOTE Zero SL" src="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero5.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero6.jpg"><img class="aligncenter" title="ReMOTE Zero SL" src="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero6.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a><br />
</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Nella parte posteriore ci sono 4 porte MIDI: In, Out e Thru, etichettati collettivamente come &#8216;MIDI port 1&#8242;, ed un&#8217;altra Out denominata &#8216;MIDI port 2&#8242;. Questo consente numerose combinazioni software e hardware MIDI, anche piuttosto complesse e conferisce alla ReMOTE Zero SL la dote di una estrema flessibilità. In questa area troviamo anche una porta USB standard che garantisce il collegamento ad un computer, trasferendo e ricevendo i messaggi MIDI da e verso applicazioni e plug-ins. La porta USB consente inoltre l&#8217;alimentazione del controller ma in alternativa l&#8217;utente può contare su 4 batterie che possono essere anche di tipo ricaricabile e vengono ricaricate dalla porta USB stessa.  Per finire troviamo i jack per collegare il pedale di controllo ed espressione.</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero7.jpg"><img class="aligncenter" title="ReMOTE ZERO SL" src="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero7.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero8.jpg"><img class="aligncenter" title="ReMOTE ZERO SL" src="http://www.djmag.it/images/reviews/remotezero8.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a><br />
</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La Remote Zero SL non richiede drivers per essere installata, è sufficiente collegarla ed il computer saprà cosa fare per renderla operativa in pochi secondi. Tuttavia per sfruttare le funzionalità di Automap si dovrà ricorrere allo specifico installer. Sebbene sia fornito sul DVD allegato, suggeriamo di verificare sul sito Novation la disponibilità dell&#8217;ultimissima versione. Sul medesimo supporto troviamo una collezione si softwares denominati </span><em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Xcite Pack</span></span></span></span></em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">. Esso include una versione &#8216;Lite&#8217; di Ableton Live compatibile con Automap, il ben noto plug-in</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></span><em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Bass Station</span></span></span></span></em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">, ed una versione demo di FXpansion&#8217;s </span></span><em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Guru</span></span></span></span></em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> e </span></span><em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">BFD</span></span></span></span></em><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> Percussion, oltre ad una colezione di quasi 500MB di samples Loopmaster.</span></span></span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La ZeRo SL è dotata di alcuni templates preinstallati che consentono il controllo di molti softwares e hardware tra i più popolari: i sinth software di Novation, Native Instruments, Gmedia e Arturia, nonchè host applications come Cubase, Nuendo, Logic e Live. Per una lista completa è consigliabile dare uno sguardo al sito di Novation. Va precisato che a dispetto della nutrita quantità di templates l&#8217;utente ha comunque facoltà di creare configurazioni personalizzate sfruttando la comodità dei due larghi display lcd ed i relativi menu logici. Ad ogni modo questa procedura è resa ancora più semplice dal template editor disponibile per il download sia su piattaforma Windows che Mac OSX.</span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Il controller può funzionare in 4 modi operativi:</span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"> </p>
<ol>
<li><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">PLAY: l&#8217;utente utilizza i potenziometri, i bottoni e i cursori per hìgestire i parametri MIDI sia hardware che software.</span></li>
<li><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">EDIT: l&#8217;utente può editare i dati MIDI inviati dai singoli controlli</span></li>
<li><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">TEMPLATE: l&#8217;utente può effettuare modifiche ad un intero template</span></li>
<li><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">GLOBAL: l&#8217;utente può modificare parametri che hanno effetto sull&#8217;intero device</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Va detto che a dispetto del suo essere un controller molto sofisticato, ReMOTE Zero SL è molto semplice da utilizzare. E&#8217; sufficiente selezionare il template desiderato e avremo immediatamente i controlli del nostro instrument mappati sul controller. Si noti che alcuni parametri trovano la medesima collocazione e mappatura indipendentemente dall&#8217;instrument che stiamo controllando. Automap è capace di semplificare le cose in modo ancora più efficace. Se stiamo usando una delle applicazioni supportate </span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">(</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Cubase</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">, </span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Nuendo</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">, </span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Reason</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">, </span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Logic</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> e </span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Live</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">), ogni volta che selezioniamo uno strumento nell&#8217;applicazione host la SL rileverà automaticamente la corretta mappatura e sceglierà l&#8217;assegnazione di parametri appropriata evidenziato i relativi nomi sul display lcd.</span></span></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Complessivamente abbiamo trovato la ZeRO SL veramente interessante, a parte una paio di pecche. Come già accennato avremmo voluto trovare un touchpad X/Y come quello disponibile sulle sorelle dotate di tastiera. In secondo luogo abbiamo trovato la superficie del trigger pad un pelino sottodimensionato per gli utenti dotati di dita oversize. Ricordiamo che i prodotti Novation sono distribuiti da <a title="Link a MIDIWARE" href="http://www.midiware.com" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">MidiWare</span></a> e che il prezzo di questo controller si attesta sui 300 euro circa.</span><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Recensione: MBOX 2 Micro + Pro Tools 8LE</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 16:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160;      Il trend di mercato degli ultimi 12 mesi è stato caratterizzato da numerose aziende che creano prodotti professionali ad un prezzo concorrenziale, i quali permettono di usufruire di mini studi di produzione on-the-go grazie anche alla sempre più cospicua offerta di laptop ad alte prestazioni. Gli studi mobili si sono dimostrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=9" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/loopmasters468.gif"  title="LoopMasters" /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.digidesign.com/it"><img class="aligncenter" title="Link a DIGIDESIGN" src="http://www.djmag.it/images/aziende/digidlogo.jpg" alt="" width="200" height="43" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Il trend di mercato degli ultimi 12 mesi è stato caratterizzato da numerose aziende che creano prodotti professionali ad un prezzo concorrenziale, i quali permettono di usufruire di mini studi di produzione on-the-go grazie anche alla sempre più cospicua offerta di laptop ad alte prestazioni. Gli studi mobili si sono dimostrati spesso poco funzionali per lavorazioni di livello professionale e questo a causa di schede audio esterne ingombranti che richiedevano una logistica poco conciliabile con il concetto di mobilità.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 557px"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro6.jpg"><img class=" " title="M-Box 2 Micro" src="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro6.jpg" alt="Confezione M-Box 2 Micro" width="547" height="411" /></a><p class="wp-caption-text">Confezione M-Box 2 Micro</p></div>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #62d41d;"><a title="Link a Digidesign" href="http://www.digidesign.com/it" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Digidesign</span></a></span> ha presentato la propria soluzione per disporre di uno strumento che possa sfruttare le risorse di Pro Tools con il minimo ingombro: <a href="http://www.digidesign.com/index.cfm?navid=220&amp;langid=3&amp;itemid=5343"><span style="color: #62d41d;">M-box 2 Micro</span></a></p>
<p style="text-align: justify;">A differenza delle altre schede M-Box, la M-box 2 Micro ha le dimensioni di una chiavetta usb, ma condivide con esse la potenza di calcolo, l&#8217; affidabilità e le prestazioni che da sempre contraddistinguono questa linea di periferiche audio. M-box 2 Micro è una soluzione studiata principalmente per l’utilizzo di strumenti virtuali e creazioni &#8220;on the road&#8221; ed infatti non consente la registrazione di fonti esterne essendo priva di qualsiasi ingresso. Si possono eseguire tutte le operazioni di modifica su progetti esistenti, crearne di nuovi ed utilizzarli poi in studi professionali. In questo modello é presente solo l’uscita per le cuffie e le casse monitor con relativo controllo del volume.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro5.jpg"><img class="   " title="M-Box 2 Micro" src="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro5.jpg" alt="M-Box 2 Micro Up" width="553" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">M-Box 2 Micro Up</p></div>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene Digidesign stia orientando la propria politica commerciale nella direzione del bundle che lega il prodotto software ad un hardware dedicato e certificato, ci preme evidenziare che, grazie al Core Audio, gli utenti Mac possono utilizzare la M-Box 2 Micro anche con altri DAW come Cubase o Logic Studio.</p>
<p>Le <strong><span style="font-weight: normal;">specifiche tecniche della Micro sono di tutto rispetto</span></strong>:</p>
<ul>
<li>Uscite Audio</li>
<li>Connettore Uno stereo jack da 1/8″ (per cuffie o casse) con controllo volume</li>
<li>Output Massimo: +3 dBV in 600 Ohms</li>
<li>Risposta in frequenza: -2/+0 dB, 20 Hz &#8211; 20 kHz</li>
<li>Gamma dinamica: 103 dB pesata A (THD+N: 0.002%)</li>
<li>Frequenze di campionamento supportate: 44.1, 48 kHz</li>
<li>Lunghezza massima stringa digitale: 24 bit</li>
<li>Connessione Host: Un connettore USB 1.1 di tipo A (cavo di prolunga incluso)</li>
</ul>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro3.jpg"><img class="   " title="M-Box 2 Micro" src="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro3.jpg" alt="M-Box 2 Micro On the Road" width="553" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">M-Box 2 Micro On the Road</p></div>
<p> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro2.jpg"><img class="   " title="M-Box 2 Micro" src="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro2.jpg" alt="M-Box 2 Micro Connected" width="553" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">M-Box 2 Micro Connected</p></div>
<p> </p>
<ul><strong><span style="font-weight: normal;">Le D</span><span style="font-weight: normal;">imensioni della M-Box 2 Micro sono ridottissime</span></strong>:       </p>
<li>Altezza: 8,89 cm</li>
<li>Lunghezza: 3,17 cm</li>
<li>Profondità: 1,05 cm</li>
<li>Peso: 34 gr.</li>
<li>Alimentazione via USB</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo le dimensioni, per quanto contenute non impediscono di ostacolare l&#8217;utilizzo di una seconda porta USB in quei portatili che hanno le porte affiancate. Nel nostro caso è stato necessario rimuovere il connettore del controller per sfruttare al massimo la praticità logistica della scheda. Ad ogni modo, nella confezione viene fornita una mini prolunga USB Femmina-Maschio che permette di bypassare il problema con un minimo compromesso in termini di comodità.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro1.jpg"><img class="   " title="M-Box 2 Micro" src="http://www.djmag.it/images/reviews/mboxmicro1.jpg" alt="M-Box 2 Micro con Prolunga" width="553" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">M-Box 2 Micro con Prolunga</p></div>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il nuovo Pro Tools 8 quel che salta subito all&#8217;occhio è la nuova interfaccia utente. Quello che invece si scopre approfondendo la nuova release è che ora si può contare su <span>più di 70 plug-in e strumenti virtuali</span>, un editor MIDI e di notazione totalmente integrati, nonché una più ampia gamma di funzioni di editing capaci di fornire all&#8217; utente tutto ciò di cui necessita per le fasi di creazione, composizione, notazione, registrazione, e mixaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le1.png"><img class="aligncenter" title="Pro Tools 8 Screenshot" src="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le1.png" alt="" width="548" height="342" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span>La sua nuova interfaccia utente</span> ha subito migliorie a livello estetico e vanta una nuova gamma colori con testi e grafiche più nitidi e contrastati. Al dilà dell&#8217;aspetto estetico Pro Tools 8 nasconde all&#8217; interno un notevole ampliamento degli strumenti creativi e un gran numero di nuove funzioni dedicate ai professionisti della creazione musicale e della post produzione. Le funzioni di base di Pro Tools sono rimaste invariate, ma ora si può contare su finestre Editor gestibili dalla barra del dock e una barra strumenti della finestra Edit completamente configurabile.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le2.png"><img class="aligncenter" title="Pro Tools 8 Screenshot" src="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le2.png" alt="" width="537" height="374" /></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo non rilevare una certa somiglianza estetica con Logic, soprattutto quando si crea una nuova traccia che assume il colore grigio scuro.  Complessivamente Por Tools ha dato spazio al colore rispetto alle precedenti release e questo ha conferito all&#8217;interfaccia un aspetto più moderno, con bottoni 3D e angoli arrotondati. La paletta dei colori consente all&#8217;utente un notevole controllo sull&#8217;intensità del colore che può ora spaziare dal pastello al brillante. Le novità più significative a nostro avviso possono essere così riassunte:</p>
<ul>
<li><span>Finestre MIDI e Score Editor</span>  integrate e gestibili dalla barra del dock che possono comunque essere aperte separatamente (ossia non &#8220;docked&#8221;)</li>
<li>10 Inserts rimpiazzano i 5 delle precedenti versioni</li>
<li>Le forme d&#8217;onda sono ora riprodotte in una risoluzione maggiore </li>
<li>Funzione <span>Elastic Pitch</span> che consente di trasporre musica con facilità e in tempo reale</li>
<li>MIDI Smart Tool che consente un editing MIDI decisamente più agevole</li>
<li>Rappresentazione intuitiva della velocity delle note: colore scuro equivale a velocity più alta, colore chiaro velocity più bassa</li>
<li>Buffer Size a 64 Campioni per le interfacce USB</li>
<li>Possibilità di selezionare lo scenario preferito al lancio dell&#8217;applicazione: nuova sessione, sessione esistente, template (30 templates preconfigurati) </li>
</ul>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le5.png"><img class="aligncenter" title="Pro Tools 8 Screenshot" src="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le5.png" alt="" width="513" height="373" /></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Anche per quel che riguarda le novità di &#8220;dotazione&#8221;, Pro Tools 8 riserva delle piacevoli sorprese grazie ai nuovi 5 virtual instruments totalmente gratuiti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Mini Grand &#8211; 1.5GB di suoni di piano</li>
<li>DB33 &#8211; Organo B3 con effetto che riproduce il famoso cabinet delle casse Leslie e che può essere usato anche come effetto indipendente svincolato dall&#8217;organo B3  </li>
<li>XPand2 &#8211;  2GB di suoni e 1500 patches</li>
<li>Vacuum &#8211; mono synth</li>
<li>BOOM &#8211; drum machine </li>
</ul>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le4.png"><img class="aligncenter" title="Pro Tools 8 Screenshot " src="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le4.png" alt="" width="525" height="419" /></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">In aggiunta ci sono anche Eleven Free, versione light del famoso simulatore di amplificatore per chitarra e Structure, versione light del campionatore omonimo. Anche la dotazione di effects plug-in è stata decisamente incrementata, tant&#8217;è vero che questo pesa sul pacchetto per quasi 9GB di materiale aggiuntivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Pro Tools 8 é possibile registrare in Loop ed ogni &#8220;take&#8221; viene salvato su una nuova playlist. La cosa veramente innovativa sta nel fatto che è ora possibile aprire playlist multiple per ciascuna traccia e fare la comparazione diretta dei vari &#8220;take&#8221;, senza dover switchare tra una finestra di edit e l&#8217;altra.  Ci sono poi le Automation Lanes che mostrano le automazioni (tutte o solo una parte) riferite ad una traccia su Lanes differenti e anche in questo caso ciò segna la fine dello switching tra finestre di edit.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le3.png"><img class="aligncenter" title="Pro Tools 8 Screenshot" src="http://www.djmag.it/images/reviews/protools8le3.png" alt="" width="525" height="374" /></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Lo Score Editor è l&#8217;ultimo miglioramento che ci preme mettere in evidenza. Pro Tools 8 ha finalmente capacità notazionali grazie al motore di Sibelius. E&#8217; possibile esaminare la notazione musicale sia docked (ossia integrata nella finestra principale), che separatamente, nonché stampare e/o salvare la notazione in PDF. Score Editor non è certo potente come Sibelius ma è sempre possibile esportare il proprio materiale in quest&#8217;ultimo e sfruttare le funzionalità mancanti.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione questa nuova release di Pro Tools ci sembra un deciso passo avanti, capace di rendere accessibile il programma di riferimento negli studi di registrazione di tutto il mondo anche all&#8217;utente da &#8220;strada&#8221;. Il musicista/producer che desideri portare con sé tutta la potenza di un DAW professionale troverà nell&#8217; abbinamento M-Box 2 Micro + Pro Tools 8 LE un validissimo supporto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico appunto che ci sentiamo di muovere riguarda la politica dei prezzi. Digidesign, come già accennato, sceglie di legare indissolubilmente Pro Tools ad un hardware proprietario che sia in grado di garantire il massimo delle prestazioni e dell&#8217;affidabilità. Così facendo però spiazza quella fascia di utenti che, possedendo già una periferica M-Box, si trovano a sborsare due volte il costo del software. Vista in tale prospettiva, questi potenziali acquirenti troveranno un pochino fuori prezzo il costo dell&#8217;interfaccia M-Box 2 Micro, visto e considerato che con pochi euro in più è possibile acquistare la versione Mini che offre anche la possibilità di registrare.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente lo street price della M-Box 2 Micro con Pro Tools Le si attesta per lo più sui 199 euro + IVA</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Magma Switchbox Digital DJ: Recensione Completa</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 22:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apparecchiature]]></category>
		<category><![CDATA[Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[Digital DJ]]></category>
		<category><![CDATA[Magma]]></category>
		<category><![CDATA[Switchbox]]></category>
		<category><![CDATA[Traktor Scratch]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Powered by Max Banner Ads&#160; Oggi abbiamo il piacere di recensire un accessorio molto interessante, pur nella sua semplicità. Partiamo con la sostanza. Magma Switchbox Digital DJ consente di collegare contemporaneamente due sistemi digitali come Traktor Scratch Pro, Torq o Serato a un mixer (anche un Battle-Mixer dotato di soli 2 Phono/Line ) ed integrarli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:; ;"><p align="center"><a href="http://www.djmag.it/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=14" target="_blank" rel="nofollow"><img src="http://www.djmag.it/images/banners/soundwave490.jpg"   /></a></p><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">Powered by <a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">Max Banner Ads</a></span>&nbsp;</div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.magma-bags.de/"><img class="aligncenter" title="Link a Magma" src="http://www.djmag.it/images/aziende/magmalogo.png" alt="" width="175" height="59" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Oggi abbiamo il piacere di recensire un accessorio molto interessante, pur nella sua semplicità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Interfaccia Switchbox" src="http://www.djmag.it/images/reviews/switchbox4.jpg" alt="" width="545" height="384" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Partiamo con la sostanza. <a title="Link a Magma Switchbox" href="http://www.magma-bags.de/produkte/switchbox-2-e.php3" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">Magma Switchbox Digital DJ</span></a> consente di collegare contemporaneamente due sistemi digitali come Traktor Scratch Pro, Torq o Serato a un mixer (anche un Battle-Mixer dotato di soli 2 Phono/Line ) ed integrarli con un tradizionale setup. Questo significa che sarà possibile commutare costantemente tra il segnale del giradischi (THRU) , del lettore cd  (THRU) e due setup digitali (A o B) con due soli ingressi Phono/Line del mixer. Il vantaggio principale dello Switchbox è che i due piatti (Phono) e i lettori cd (Line) non devono essere ricollegati al mixer. L&#8217;interfaccia del sistema digitale, sia esso Traktor Scratch Pro, Torq o Serato dovrà essere collegata al Switchbox mediante i tradizionali cavi RCA, operazione che potrà essere effettuata anche in presenza di segnali audio (phono o line) commutabili poi con il sistema digitale che è stato già installato sul mixer.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Pannello Frontale Switchbox" src="http://www.djmag.it/images/reviews/switchbox2.jpg" alt="" width="512" height="384" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il Magma Switchbox consente pertanto:</p>
<ul>
<li>&#8220;Ping-Pong Style&#8221; nel quale 2 o più dj si avvicendano dopo ogni traccia.</li>
<li>Set Contemporaneo di 2 dj che realizzano la propria performance utilizzando i rispettivi laptop (anche con sistemi, controllers midi e softwares differenti).</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Pannello Posteriore Switchbox" src="http://www.djmag.it/images/reviews/switchbox3.jpg" alt="" width="512" height="384" /></p>
<p style="text-align: justify;">Magma Switchbox Digital DJ é stato concepito per i dj che utilizzano sistemi digitali vinylcode/cdcode come Traktor Scratch Pro, Serato, Torq, Mixvibes, Deckadance, liberandoli dai tipici problemi di collegamento derivanti dall&#8217;utilizzo di differenti sistemi digitali. Ognuno di essi viene connesso al mixer, in modo indipendente, col proprio segnale (laptop A, laptop B, phono e CD), escludendo qualsiasi interferenza di ground loop quando più apparecchi con diversa impedenza elettrica vengono collegati contemporaneamente. I vantaggi di Switchbox sono apprezzabili anche quando si suona un normale vinile/cd perchè l&#8217;interfaccia non è parte della direzione del segnale e questo comporta inevitabilmente una riduzione delle interferenze.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Schema Collegamenti Switchbox" src="http://www.djmag.it/images/reviews/switchbox.jpg" alt="" width="300" height="709" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In definitiva é possibile configurare i seguenti scenari contemporaneamente:</p>
<p>DJ 1) 2 Piatti suonano il tradizionale vinile (Mode1/THRU/Mixer impostato su Phono)<br />
DJ 2) 2 Piatti controllano vinili timecode (Mode1/A/Mixer impostato su Line)<br />
DJ 3) 2 Piatti controllano vinili timecode di altro sistema (Mode1/B/Mixer impostato su Line)<br />
DJ 4) 2 Lettori CD suonano cd tradizionali (Mode1/ THRU/Mixer impostato su Line)<br />
DJ 5) 2 Lettori CD controllano cd timecode (Mode2/A)/Mixer impostato su Line)<br />
DJ 6) 2 Lettori CD controllano cd timecode di altro sistema (Mode2/B/Mixer impostato su Line)</p>
<p>L&#8217;unica cosa che devono fare è quella di connettere il cavo USB alle interfacce, ma la musica non si interromperà mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Il costo non proibitivo pari a circa 140 Euro rende questo oggetto un must allorchè vi sia avvicendamento di più dj e differenti modalità di gestione dei controlli all&#8217;interno della medesima consolle. Per ulteriori informazioni è possibile visitare questo <a title="Link a Magma Switchbox" href="http://www.magma-bags.de/produkte/switchbox-2-e.php3" target="_blank"><span style="color: #62d41d;">link</span></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">[xrr rating=5/5]</p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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