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Recensione: NI Kontrol X1

Author: admin  //  Category: Apparecchiature, Reviews


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Oggi vi proponiamo la recensione del Traktor Kontrol X1, il controller midi di Native Instruments appositamente creato per la gestione di  Traktor. Precisiamo subito, tuttavia, che il Kontrol X1 è rimappabile e compatibile con qualsiasi software e che nella confezione viene fornita di serie una mascherina con i comandi fondamentali di Serato.

Il Kontrol X1 viene presentato in una confezione di notevole impatto, in tipico stile Native Instruments. Il frontale della confezione ha un pieghevole che, una volta aperto, rivela uno schema del controller con la relativa suddivisione in zone.  All’interno possiamo trovare il controller, il cavo usb per il collegamento con computers, il manuale tradotto in varie lingue (manca l’italiano), il Cd contenente i drivers, Traktor LE (ossia la versione dimostrativa di Traktor Pro) Kore Selection e per finire Kore Player.

X1 si dimostra solidissimo con una case  simil-alluminio che offre leggerezza ma al tempo stesso conferisce il giusto bilanciamento. Alla base troviamo  4 piedini in gomma che assicurano il controller al piano di appoggio, anche durante le sessioni più estreme, e scongiurano il rischio cdi vederlo ballare durante una performance. I pulsanti sono di ottima plastica indurita ed hanno un’escursione abbastanza corta. Ogni volta che vengono premuti producono il tipico click che permette di non avere dubbi circa l’effettiva pressione del tasto. Contestualmente ogni singolo pulsante si illumina di un colore blu, rosso o bianco (a seconda della funzione), in modo che l’utente abbia sempre sotto controllo quello che stà succedendo all’interno del software e quali funzioni sono state attivate.  I comandi rotativi ed i potenziometri sono costruiti di una plastica nera dura, piacevolissima al tatto, con un ottimo grip. Ogni comando rotativo presenta un meccanismo di “resistenza” alla rotazione dall’ottimo feedback tattile. Ogni knob ha  una tacca centrale che ci permette sempre di sapere quando abbiamo riportato la rotellina in posizione centrale.

Spesso il punto debole dei  MIDI controllers risiede difficoltà di integrare alla perfezione il dispositivo col software e nella conseguente necessità di creare mappature specifiche che richiedono un minimo di destrezza in ambito di programmazione MIDI. La Native Instruments viene incontro a tutti coloro che vogliono semplicemente essere Dj senza preoccuparsi di mappare il tutto e ha reso il Kontrol X1 hot-pluggable e completamente funzionante e mappato fin dalla prima connessione. Per integrare il Kontrol con qualsiasi versione del proprio Traktor basta infatti collegarlo alla presa usb del vostro Pc o Mac, installare i drivers e far partire il software (Salvo il fatto che le nuove versioni di Traktor Duo/Pro installano direttamente i drivers). Dopodichè Traktor completerà Il Plug & Play automaticamente ed in men che non si dica saremo pronti ad utilizzare il Kontrol X1. Ricordiamo inoltre che il controller è totalmente ri-mappabile per qualsiasi software e viene fornito già pre-mappato anche per Serato Scratch Live 1.9-maggiori dettagli per il controllo di Serato possono essere trovati seguendo questo link: http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/?page=1222- rendendolo un controller universale.

Il controller, se utilizzato con la sua mappatura standard, permette di controllare tutte le funzioni trasporto quali: Play, Pause, Cue, Cup, Load Track, Searching Track, Sync, tutte le funzioni dei loops (durata, inizio e fine), e mette a disposizione un intero banco di 8 hot-cues assegnabili per deck. In più consente di avere controllo totale sulla sezione effetti e su vari altri parametri come il tempo, il pitch bend  e così via. Naturalmente essendo un controller midi totalmente ri-mappabile l’usabilità finale sarà sempre soggettiva. Nel nostro caso, ad esempio, abbiamo trovato lacunoso il fatto di non avere nella mappatura standard il controllo dello navigazione tra le varie playlist, ma solo delle tracce contenute in ciascuna di esse, il che costringe l’utente a selezionare la playlist desiderata attraverso il pad del computer o la relativa tastiera. Il controller viene venduto ad un prezzo di 199 euro. Il prezzo é, a nostro avviso, più che giustificato data l’alta qualità della componentistica, l’immediata integrazione ed un work-flow davvero intuitivo e ben pianificato. Il controller è appunto semplice da usare ed aggiunge quel controllo totale che ogni utente di traktor ha sempre ricercato in qualsiasi controller. E’ una soluzione perfetta per chi utilizza un sistema DVS con time-code dato che permette di attivare tutte quelle funzioni che prima rimanevano prerogativa della tastiera. Ci sentiamo di consigliarlo anche a tutti coloro che operano con mixer esterno, un pò meno a coloro che fanno uso del software con mixer interno.

[Recensione] Stanton C.324

Author: admin  //  Category: Apparecchiature, Reviews


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Prima di cominciare mi preme e vorrei assolutamente ringraziare la Stanton, sia la sede Americana sia quello Europea. Per noi è a dir poco un onore vedere che una compagnia così rinomata abbia accettato e sia a dir poco entusiasta di collaborare con WebDeejay e Djmag.it.

Siamo dunque oggi lieti di portarvi la recensione scritta del Cd Player di punta di casa Stanton, il C.324. Questo lettore si pone come obbiettivo quello di conquistare la fascia medio-alta del mercato offrendo ottime prestazioni e funzionalità innovative ad un prezzo più che ragionevole. Riuscirà questo lettore a far dimenticare i suoi meno apprezzati predecessori? E soprattutto…passerà indenne alla scrupolosa “vivisezione” da parte del vostro Dj Altered Ego?…Continuate a leggere per scoprirlo.

Confezione e prime impressioni

Ormai lo sappiamo, aprire confezioni è una specie di rituale, un momento quasi intimo e perfetto che spesso ci ripaga dalla lunga “agonia” che ci accompagna fino all’arrivo del prodotto in questione. In questo senso la confezione della Stanton purtroppo ci delude; nessuna geometria intricata, nessun design accattivante, solo un semplice e monotono “mare” di blu spento spezzato unicamente da immagini laterali raffiguranti il C.324. L’interno della confezione non migliora di molto la situazione, ma d’altronde si sa…l’abito non fa il monaco e ciò che conta è che il packaging sia riuscito a proteggere adeguatamente il player dai mille pericoli che una spedizione internazionale comporta.

Una volta aperta, la confezione ci rivela il “dormiente” lettore. A primo sguardo il C.324 si dimostra essere davvero una gioia per gli occhi; grazie ad un ottima scelta di colori, uno strategico e ben pianificato posizionamento dei vari bottoni e faders ed infine grazie alle sue linee ed il suo design sinuoso, il player di casa Stanton riesce nell’impresa di uscire dal coro e di diversificarsi dalla marea di prodotti simili che oggigiorno inondano il mercato. L’intera unità è progettata e costruita con quella che sembra essere ottima e robusta plastica indurita, il quale riesce nell’intento di dare quel  giusto peso e protezione necessaria, ma allo stesso tempo permette a questo Cd player di mantenersi relativamente leggero, dunque donandogli il cruciale fattore “trasportabilità”. L’unico appunto che ci viene da fare è che probabilmente, se non verranno prestate le dovute attenzioni, la vernice ricoprente il C.324 potrebbe nel tempo rigarsi o comunque venire via; ma detto in tutta onestà, per questo fascia di prezzo, davvero non si può ottenere o chiedere di meglio. Dobbiamo definitivamente ringraziare la Stanton per aver donato a questo Cd player proporzioni larghe ed abbondanti, garantendoci dunque un maggiore spazio di manovra e di “respiro”; in un era in cui l’industria sembra sempre di più spostarsi sul concetto di “ piccolo = bello”, il fatto che il C.324 eviti di regalarci quella fastidiosa sensazione di “compresso” è davvero cosa a noi gradita.

Tutti i pulsanti sono stati concepiti con una plastica abbastanza leggera che potrebbe alla lontana dare un feeling di “spugnosità”, tuttavia è bene non essere frettolosi nel giungere a conclusioni e cadere nel solito stereotipo che  recita “bottoni di plastica = schifezza”. Una volta testati e messi alla prova, i pulsanti si rivelano infatti essere all’altezza dei compiti a loro assegnati, riassicurandoci una volta premuti con il consueto e fondamentale suono “click” e allo stesso tempo illuminandosi. Tutto questo “feedback” è per noi Dj ovviamente un qualcosa di positivo, e non lascia spazio ad incertezze o dubbi sul fatto che il pulsante sia stato effettivamente premuto o no. L’unica critica che ci viene spontanea fare, è che forse il C.324 si ritrova ad avere pulsanti con un escursione ed un “viaggio” abbastanza lungo, cosa che da un lato può essere positiva visto che ci salverà da eventuali errori causati da un eccessiva iper-sensitività dei bottoni, ma dall’altro lato di sicuro penalizzerà coloro che hanno bisogno di maggiore reattività e prontezza.

Inputs ed Outputs

Lo Stanton C.324 abbandona l’ormai anacronistico carrello carica Cd stile anni 2000 presente nei suoi predecessori e si presenta a noi con un molto più avanzato e moderno sistema di caricamento interno. Ovviamente non possiamo che rallegrarci di questo cambiamento visto che non dovremo più preoccuparci di urtare o danneggiare eventuali parti delicate ed esposte, durante i nostri convoluti ed accesi Dj sets. Una piccola lucina blu si illuminerà ogni qualvolta non sia stato inserito nessun Cd all’interno del Player, ed ovviamente si spegnerà immediatamente una volta che il nostro C.324 sarà stato metaforicamente “saziato”. Questa a primo avviso potrebbe passare come una feature di poco conto, ma di sicuro ci renderà la vita più semplice permettendoci di evitare eventuali imbarazzi ed arrabbiature che possono ostacolare il nostro percorso ogni qualvolta si provi ad inserire un Cd in un lettore già caricato.

Non troviamo molte sorprese o funzionalità “fantascientifiche” nel lato posteriore del lettore. Il C.324 si riserva dal voler strafare e svolge semplicemente le funzioni per la quale è stato progettato, offrendoci dunque un regolare output RCA, l’onnipresente e scontato pulsante On\Off, l’entrata AC In per il nostro power supply e per concludere in bellezza, un alquanto inusuale Digital out e l’entrata per il Fadert Start\Relay. Riteniamo che probabilmente non molti dei nostri lettori effettivamente utilizzeranno l’uscita digitale, ma in fin dei conti..è sempre una feature in più pronta ad essere utilizzata all’evenienza; al contrario, troviamo che l’aggiunta di una funzionalità come il Fader Start\Relay, può invece rivelarsi molto utile per creare interessanti routines o juggles.

Comandi di trasporto,formati audio supportati, navigazione e playback

Il C.324 supporta efficacemente piu o meno la maggior parte di tutti i principali formati audio possibili ed immaginabilei Non abbiamo infatti trovato nessuna difficoltà nell’utilizzo di normali Cd Audio, file compressi -e non- e Cd Data. Quello che tuttavia più ci preme di sottolineare è che il player di casa Stanton è totalmente tarato per usufruire a pieno del formato Mp3 in tutte le sue forme e qualità; premesso che il file in questione sia stato codificato in un bit rate almeno decente, il C.324 riuscirà tranquillamente a mantenere alta e fedele la qualità del suono anche durante operazioni di pitch-control o di aggiunta effetti. I tempi medi di caricamento, stando alla nostra esperienza, si aggirano attorno ai 5-7 secondi, un “tempo” abbastanza rispettabile a nostro avviso. Siamo anche felici di riportare che la lente di lettura interna sembra finalmente funzionare a dovere, abbiamo provato ad inserire un paio di vecchissimi Cd graffiati e rovinati -la quale altri Cd players erano stati troppo schizzinosi per accettare e riportare in vita- e il C.324 ha incredibilmente compiuto il miracolo e siamo ora qui ad ascoltarli piacevolmente mentre scriviamo. Un altro accorgimento inserito in questo lettore che ci preme di portare alla luce è che ogni Cd inserito non verrà “espulso” dal lettore durante l’esecuzione di tracce, ma potrà essere rimosso solamente a traccia in pausa o in fase di cueing. Riportando la mente al nostro famoso thread “Hall of Shame” presente nel forum, possiamo ben capire come la presenza del eject-lock sul C.324 di sicuro eviterà molti problemi e sudate fredde.

La navigazione attraverso tracce ed eventuali cartelle si dimostra essere veloce ed intuitiva. Per poter selezionare  la canzone da noi desiderata abbiamo a nostra disposizione I due pulsanti “Search” e, giusto poco più in basso, I due pulsanti “Seek” –i quali potranno essere utilizzati anche per “setacciare” le tracce frame per frame-. In caso tutto questo non vi basti, potremo alternativamente premere il pulsante “Browse” e saltare direttamente da traccia a traccia muovendo semplicemente la rotary di sinistra, una volta individuata la nostra “preda” ci basterà premere verso il basso tale rotary, e la canzone verrà caricata automaticamente. Per invece selezionare la cartella da noi desiderata, ci basterà premere il pulsante “Folders” e muovere la rotary presente alla destra dello schermo. I pulsanti “Play” e “Cue” lavorano ed agiscono nella maniera in cui uno si aspetta che essi funzionino in un Cd player, nulla da riportare dunque. A concludere questa sezione troviamo il pulsante “Continuos-Single”, il quale ci lascia decidere se vogliamo che le tracce presenti in un Cd suonino singolarmente o una dopo l’altra in sequenza, ed il pulsante “Repeat” il quale farà si che l’unità ripeti la traccia attuale–in single mode- o l’intero cd –in continuos mode-. Queste ultime due features si rivelano essere piuttosto utili in caso di Cd già mixati e per risolvere tutte quelle serate “minori” nella quale si preferisce semplicemente abbandonare i decks per un po’ di sano divertimento.

La Jog-Wheel

La prima cosa che non può non saltare all’occhio nel C.324, è ovviamente la Jog-Wheel centrale. Come già accennato in precedenza, con il continuo trend di “rimpicciolimento” dei lettori Cd, ed in un era dove spesso i controller midi sono totalmente sprovvisti di Jog, è davvero un piacere sia per gli occhi sia per le nostri mani poter usufruire ed avere a disposizione una cosi larga, spaziosa e confortabile Jog-Wheel. L’anello esterno è stato concepito in una plastica abbastanza leggera, mentre la parte centrale e superiore è invece stata ricoperta di quello che sembra essere uno strano miscuglio di plastica indurita e semi-metallo. Se utilizzata in modalità normale l’intera Jog-Wheel funzionerà come ogni altra Jog in un Cd player, ricoprendo dunque la classica funzione di pitch bending; dobbiamo avvisarvi che a primo impatto potreste rimanere abbastanza “spiazzati” visto che la Jog del C.324 richiede un notevole giro prima di cominciar a dare risultati in termini di pitch correction, ma una volta che ci saremo abituati di sicuro non faremo più caso a questo dettaglio.

Probabilmente la cosa che ci ha impressionato di più della jog-wheel centrale è il fatto che non sia pressure sensitive..ma touch sensitive; nessuna “spintarella” o pressione verso il basso necessaria per fermare una traccia, al minimo tocco -e quando diciamo “minimo” intendiamo davvero minimo- calerà il silenzio. Raramente abbiamo visto una jog così sensibile e quasi “inteliggente”, spesso ci è bastato far passare la nostra mano al di sopra di essa,senza nemmeno toccarla per fermare la traccia. Tuttavia la cosa che ci ha sorpreso di più è che questa Jog sembra capace di distinguere la presenza ed il tocco umano da quello di oggetti inanimati. Abbiamo provato a posizionare alcuni comuni oggetti come penne, telefonini, ed anche un fatidico bicchiere…ma nulla…la traccia continuava a suonare senza intoppo alcuno; appena la nostra mano si è avvicinata….avete capito. Come si traduce tutto questo in termini di performances? Prima di tutto ci protegge da eventuali “curiosoni” molesti sempre pronti a far cadere oggetti o a posizionare bicchieri proprio sulle nostre preziose Jogs -fermando il playback e facendoci fare una “poco piacevole” figura- ed ovviamente ci dimostra che fare scratching con questo lettore non è da considerarsi fantascienza visto che la “sensibilità”..c’è. Ovviamente è importantissimo riporatre che la sensibilità generale della jog può essere regolata tenendo premuto il pulsante “Pitch Lock” e ruotando le rotaries a nostro piacimento; ovviamente una sensibilità troppo alta o troppo bassa ostacoleranno le nostre performances e sarà dunque bene trovare una via di mezzo.

Una volta attività la modalità Vinile –attivabile tramite il pulsante dedicato-, la parte superiore della Jog-wheel risponderà e si comporterà proprio come un Vinile su un giradischi farebbe. Potremo dunque scratchare, “scannerizzare” le singole tracce frame per frame, ed ovviamente settare cue points manualmente. L’emulazione dello scratching è legittima, il suono proveniente dal C.324 riesce ad evitare di trasmettere quell’eccessivo feeling di “digitalizzazione”. Pur non essendo scratchers incredibili, siamo comunque riusciti a tirare fuori dal cilindro un paio di mosse, sia basilari, sia più avanzate. Ovviamente non aspettatevi di vincere il DMC con questo lettore visto che l’odiato fattore “latenza” entra a far parte del gioco e si fa sentire specialmente nelle sessioni di scratching più estreme;  ci piace comunque pensare che se siete degli scratchers “seri”… di sicuro non vi allenereste con dei lettori Cd, quindi per il mercato per la quale questo Cd Player è stato progettato, la soddisfazione complessiva sarà più che ottima. Per cercare di mantenere vivo ancor di più quel feeling “Old School”, la Stanton vi  permette anche il controllo di vari parametri come i tempi di Spin-up e Spin-down.

Un paio di altre features interessanti che accompagnano la jog del C.324 sono il pulsante “Touch Rewind”, che ci permette di tornare all’ultimo cue points settato semplicemente toccando la jog-wheel –dunque dandoci un grande aiuto durante performances di beat-juggling- ed il pulsante “Reverse” il quale farà suonare la  nostra traccia al contrario; probabilmente quest’ultima è una funzionalità non utilissima, ma che potrà sempre servire come un altro “effetto” o semplicemente per censurare eventuali parolacce presenti nei testi di una traccia.

Lo schermo

A gestione della maggior parte dei feedback visivi, troviamo un luminoso display LCD blu, di dimensioni 55mm x 55mm. Tutte le più rilevanti informazioni riguardanti le tracce e funzionalità attivate vengono al suo interno rappresentate. Partendo dal basso possiamo trovare tutte le classiche informazioni come il nome e numero della traccia, il BPM counter –il quale può essere aggirato manualmente tramite il pulsante “Tap”-, le variazioni in percentuale del pitch, il Time –sia passato, rimanente, e rimanente totale- e in caso facciate a cazzotti con la matematica, anche una rappresentazione grafica di una time-bar indicante il tempo rimanente o passato.

Il display vi mostrerà inoltre se alcuni funzioni cruciali come i loops, gli effetti, il Key Lock e l’Auto Cue, sono stati effettivamente azionati. Onestamente parlando, non se ne sentiva necessità di avere a disposizione alcune di queste informazioni tramite lo schermo dato che la maggior parte di queste funzioni vengono attivate o gestite da pulsanti che già di per se si illuminano emettendo un “click”… però qualche feedback in più non guasta mai.

A finalizzare questa sezione troviamo il largo –forse troppo largo- wheel-indicator , il quale dovrebbe teoricamente rimpiazzare il buon vecchio vynil marker -pur  essendo alquanto impreciso a nostro avviso- e una rappresentazione grafica dell’Anti-Shock e Buffer indicator  adibito a segnalarci lo stato attuale di protezione della quale il vostro C.324 gode. Quest’ultimo indicatore ci ricorda  dunque che questo lettore potrà sopportare e passare incolume ad almeno 10 secondi di “abusi” prima di cominciare a dare segni di cedimento o a far saltare le tracce.

L’unica “critica” che ci viene da muovere è che forse lo schermo si rivela essere fin troppo luminoso; specialmente al buio i nostri occhi avranno bisogno di qualche momento prima di potersi abituare.

Il Pitch

Alla destra del Cd player, troviamo la sezione adibita al controllo dei vari parametri riguardanti il pitch ed il pitch bend. Partendo dal basso troviamo i due utilissimi pulsantini “-“ e “+” che potranno essere utilizzati per eseguire operazioni di pitch bending; l’aggiunta di questi due pulsantini si rivela essere una feature molto gradita e di sicuro soddisferà tutti coloro che preferiscono questa soluzione e questo metodo di pitch bending rispetto alla classica “spintarella” tramite jog-wheel.

Spostandoci in alto ci imbattiamo nella parte più cruciale di questa sezione, ovvero, quella del pitch fader. Dobbiamo purtroppo ammettere che la qualità componentistica del fader del pitch non ci ha lasciati molto impressionati, stiamo parlando di una plastica abbastanza leggera che al tatto non dà quella necessaria sensazione di qualità e stabilità. Tuttavia, a controbilanciare il tutto, possiamo dire che, pur non avendo un “viaggio” lunghissimo, il pitch fader si dimostra essere abbastanza preciso ed ogni nostro piccolo movimento verrà fedelmente “catturato”.

A concludere il tutto e a regalare punti bonus alla sezione del pitch fader ci pensano il “click” centrale e la lucina rossa i quali ci avvisano tempestivamente se il fader è stato riportato sul valore di 0%. Queste ultime due aggiunte possono a primo avviso sembrare non rilevanti, ma possiamo assicurarvi che avere un feedback sia visivo, sia “tattile” sulla effettiva posizione del fader, è un qualcosa che noi reputiamo essere vitale, specialmente in ambienti bui come lo possono essere discoteche e simili. Spostandoci ancora più in alto possiamo trovare il pulsante adibito alla gestione del pitch range, il quale potrà essere settato su vari valori, 8%-16% ed in caso vi sentiate estremamente estremi, anche 25%-100%; il tutto ovviamente corredato da feedback visivo in forma di lucina rossa. A concludere il tutto troviamo il “Pitch Lock” il quale una volta attivato e illuminato reimposta il valore del pitch control sullo 0% -indipendemente dalla posizione del fader- ed il Key Lock, il quale ci permette di mantenere la traccia sulla stessa tonalità anche durante variazioni del pitch. Possiamo dire che dopo aver testato a fondo ed averlo comparato anche con i “Key Locks” di altre macchine o strumentazioni, l’algoritmo del C.324 se la gioca alla pari con tutti e non colora o distorce il suono in maniera eccessiva;  ci dunque permetterà di evitare quel fastidioso effetto “Chipmunk” o “Tenore” liberando la strada a sets piu vibranti dove sarà possibile cambiare generi di musica in maniere fluida.

Effetti

Spostandoci in alto a destra, possiamo trovare la sezione adibita agli effetti. Troviamo qui presenti tutti i soliti effetti che ci si aspetta di incontrare in un cd player, come l’immancabile flanger, il prezioso filter, un divertentissimo echo, ed in più un paio di aggiunte come il phase, pan, ed infine il transformer. Possiamo fin da adesso rivelare che all’inizio eravamo abbastanza scettici riguardo l’effettiva qualità di questi effetti, ma una volta provati siamo contenti di riportare che abbiamo decisamente cambiato idea. La qualità ed il suono degli effetti offerti è di buon livello ed il buon vecchio flanger suona alle nostre orecchie epico come non mai.

La maggior parte delle volte gli effetti si allineeranno al battito ed al tempo della traccia in maniera corretta; potrebbe comunque capitare di ritrovarsi decisamente fuori battuta e ritmo se tali effetti verranno usati per abbellire generi meno “standardizzati”. Tutto questo è comunque risolvibile tramite il proverbiale tasto “Tap”. Per controllare i vari parametri degli effetti potremo avvalerci delle due rotaries presenti ai lati dello schermoLCD, il quale controllano rispettivamente l’FX Time e L’FX Ratio; tuttavia possiamo dire che l’effettiva resistenza al giro che queste due rotaries presentano non è godibilissima e si presentano dunque come abbastanza “legnose”.

In caso non siate ancora convinti della gestione dei parametri degli effetti tramite le due rotaries, la Stanton vi mette a disposizione i due pulsantini “-“ e “+” presenti al di sotto dello schermo LCD; con questi potremo controllare l’FX time. Dove ci si comincia davvero a divertire, è tramite la maniera alternativa nella quale potremo controllare l’FX ratio, premendo il pulsante “Outer Jog-Wheel”, questo parametro verrà infatti assegnato e potrà essere manipolato tramite la sezione esterna della jog-wheel. Inutile dire che ci siamo ritrovati a giocare con gli effetti per ore solo perché controllare questo parametro in questa maniera è risultato essere davvero divertente, preciso, ed ovviamente aggiunge quel pizzico di fattore “scena” all’azione, che di sicuro non guasta mai.

Ovviamente tutti gli effetti sono “chainable” e si possono dunque attivare fino a tre effetti contemporaneamente –tuttavia solo uno per “tipo” di effetto-, senza gravare eccessivamente sulla qualità audio complessiva.

Sampling, Looping ed Hot-cues

Quello che a nostro avviso rende questo lettore davvero unico e degno dunque di essere acquistato, è il fatto che si ritrova ad esser equipaggiato con un impressionante set di features che di sicurò stimoleranno e potenzieranno la nostra creatività una volta dietro i decks. La sezioni dedicate al sampling, al looping ed agli hot-cues,che questa macchina porta con se, aprono una marea di scenari e ci regalano possibilità infinite; se usati correttamente vi daranno dunque la possibilità di remixare, creare mash-ups ed infine “tagliuzzare” ogni singola traccia…il tutto Live.

Creare un loop sul C.324 si rivela essere estremamente semplice, ci basterà premere il pulsante “In” per settare automaticamente un punto di cue o comunque il punto d’inizio del loop, ed infine premere il pulsante “Out” per settare il punto di chiusura del loop. Per uscire dal loop ci basterà premere di nuovo il pulsante “Out”. In caso il nostro loop non sia uscito fuori “perfetto”, avremo la possibilità di rimediare alla “sciagura” tramite Jog-Wheel; ci basterà tenere premuto il pulsante “Out” e dopodichè manipolare e spostare il punto d’uscita del loop a nostro piacimento. Un indicatore temporale apparirà inoltre sullo schermo, mostrandoci la nuova posizione del nostro loop. Di default il lettore interpreta ogni loop come un loop da 4 battiti -ovvero 1/1- ma vi è da sottolineare che tramite i pulsanti “-” e “+” potremo estendere -fino a 4\1- od accorciare -fino ad 1\4- il nostro loop a piacimento. Onestamente parlando, ci sarebbe davvero piaciuto aver la possibilità di entrare nell’area dei “microloops” ed arrivare dunque a 1\16 o addirittura 1\32…peccato. I loops possono poi successivamente essere ri-attivati tramite il pulsante “Reloop” o salvati all’intero di uno dei 4 pads di memoria tramite il pulsante “Save”

Pigiare pulsanti alla velocità della luce per usufruire al meglio degli Hot-Cues è da sempre il “punto debole” del vostro Dj Altered Ego; è naturale dunque che il fatto che questo lettore sia uno dei pochi ad offrire questa feature gli regali punti in più ai nostri occhi -soprattutto perchè il tutto viene gestito tramite ampi pads e non minuscoli pulsantini-. Il C.324 ci offre infatti 4 “Memory Pads” che ci permetteranno di settare e allo stesso tempo “giocare” con gli hot-cues in maniera intuitiva e veloce. Una volta che avremo salvato un Hot-Cue all’interno di uno dei 4 pads, potremo cancellarlo semplicemente premendo il tasto “Clear” e ripremendo il medesimo pad che  intendiamo liberare.  La gestione degli Hot-Cues presente su questo lettore è stata davvero ben congeniata e sicuramente ci permetterà di creare interessanti routines o funanmoblici “juggles”. L’unica critica da muovere  è che probabilmente i pulsanti del lettore Stanton hanno -come già detto in precedenza- un “viaggio” abbastanza lungo e devono essere premuti con vigore prima di poter ottenere risultati; per tutte le altre features questo non è un problema, ma probabilmente per gli hot-cues -che richiedono una reattività maggiore- si sarebbe potuto fare di meglio…ma come al solito basta abituarsi.

Dove la Stanton si è davvero impegnata e dove non possiamo far altro che complimentarci, è nella sezione e gestione del sampler. Abbiamo a nostra disposizione due opzioni di sample:

-Il primo tipo di sampler può essere attivato tramite il pulsante “Sampler” che è possibile trovare alla destra dei 4 memory pads. Quando quest’ultimo viene attivato, e premesso che i nostri pads siano stati caricati di loops o cue-points precedentemente ,potremo suonare ed attivare i nostri “samples” SOPRA ed assieme alla traccia che stà suonando al momento. Questi samples verranno inoltre anche influenzati da qualsiasi effetto che verrà attivato.

-La seconda opzione di sampling a noi disponibile è attivabile tramite il sampler sequencer presente in alto a sinistra. Una volta caricati i nostri memory pads con loops o Cue-points, ci basterà attivare il pulsante di registrazione ed eseguire la nostra sequenza in puro” stile MPC”. Il sequencer è capace di registrare fino a 32 “steps” ed una volta terminata la nostra routine ci basterà premere il pulsante “play” -non quello generale, ma quello dedicato al sampler- ed il C.324 ricrearà e suonerà la vostra stessa sequenza in ordine ripetendola fino a quando noi vorremo.

Conclusioni

-Il C.324 si ritrova ad avere un ottimo rapporto qualità-prezzo

-L’ unita è spaziosa e larga, regalandovi dunque un maggiore spazio di manovra. Il lettore sembra essere stato creato con componenti di buona qualità, dando dunque l’impressione di poter sostenere e di uscire indenne da un bel po’ di serate; ma questa è una cosa che solo il passare del tempo ci potrà dire

-La qualità della lente di lettura interna sembra finalmente essere stata migliorata e dà l’impressione di essere all’altezza, offrendovi dunque performances migliori. La grande varietà di formati audio supportati vi garantiranno una maggiore flessibilità

-Jog-Wheel spaziosa e reattiva

-Le Potenti capacità di Looping, Hot-Cuing e Sampling di questo Cd player –raramente visti o presenti anche su prodotti di fascia più alta- rendono questo lettore una gemma rara per tutti coloro interessati ad iniettare una maggiore creatività ed unicità ai loro sets.

-Un paio di features “inteliggenti” e ben pensate migliorano il work-flow generale e ci risparmieranno qualche imbarazzo.

Lo schermo

A gestione della maggior parte dei feedback visivi, troviamo un luminoso display LCD blu, di dimensioni 55mm x 55mm. Tutte le più rilevanti informazioni riguardanti le tracce e funzionalità attivate vengono al suo interno rappresentate. Partendo dal basso possiamo trovare tutte le classiche informazioni come il nome  e numero della traccia, il BPM counter –il quale può essere aggirato manualmente tramite il pulsante “Tap”-, le variazioni in percentuale del pitch, il Time –sia passato, rimanente, e rimanente totale- e in caso facciate a cazzotti con la matematica, anche una rappresentazione grafica di una time-bar indicante il tempo rimanente o passato.

[Recensione] PCDJ Dex e controller American Audio Dp2

Author: Webdeejay  //  Category: Apparecchiature, Reviews, Softwares


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Oggi il vostro Dj Altered Ego, vi propone la recensionecombinata di PCDJ Dex e del controller Midi American Audio Dp2. PCDJ Dex altro non è che il software di mixaggio di punta di casa Pcdj, una compagnia illustre ed oserei dire storica  e pioneristica -il primo software di mixaggio venduto è stato proprio prodotto da loro nel lontano 1998- nel campo del digital Djing. Il secondo prodotto recensito è invece il controller American Audio Dp2, controller formato rack con scheda audio integrata.

Vi potreste a primo avviso chiedere il perchè di una recensione formato 2-in-1; il motivo è presto spiegato, il software PCDJ Dex ed il controller American Audio Dp2, vengono infatti anche venduti assieme in un apposito ed economico bundle. La prima parte della recensione si focalizzerà dunque sul software per poi sfociare nella seconda parte dove studieremo a fondo la sinergia -o l’eventuale mancanza di essa-  tra software e controller.  Vi anticipiamo sin da ora..che il vostro Dj Altered ego è rimasto piacevolmente colpito…Enjoy…

Prima di cominciare mi preme ovviamente ringraziare la Digital 1 Media Inc, detentrice di Pcdj, per averci spedito intercontinentalmente l’intero bundle e per essersi dimostrata entusiasta di collaborare con noi.

PCDJ DEX

Interfaccia grafica e first look

Una volta acquistata la versione full del programma, e dopo aver svolto le solite pratiche di registrazioni -per una volta semplici ed intuitive- potremo finalmente avviare il software e cominciare a mixare.

La prima cosa che salta subito all’occhio ovviamente è la GUI di Dex. L’interfaccia grafica di questo software si rivela essere molto ben curata, colorata -in maniera da distinguere meglio le varie funzioni- e di sicuro gradevole all’occhio. Alcuni Dj potrebbero storcere il naso alla quantità d’informazioni presenti su schermo e a primo avviso potrebbero rimanere spiazzati; questo non è assolutamente un problema visto che i ragazzi di PCDJ hanno profuso un incredibile cura nel far si che l’esperienza visiva di questo software possa adattarsi alle esigenze e preferenze di tutti.

Come possiamo infatti vedere, una volta premuto il pulsante “Gui options”, avremo a nostra disposizione una finestra tramite la quale potremo gestire tutta una serie di vari parametri visivi. Si passa dalla risoluzione generale, fino alla maniera nella quale le informazioni generali vengono mostrate all’interno dei decks.

Come se questo non bastasse, Pcdj Dex vi offre inoltre anche la possibilità di “modellare”  ancor di più  a vostro a piacimento il software, grazie ad una serie di skins totalmente customizzate, che rappresentano e ripropongono fedelmente su schermo, i vari layout e controlli di quasi tutti i controllers riconosciuti nativamente da Dex.

Il fatto che il software sia completamente customizzabile anche grazie a queste skins, è per noi Dj di vitale importanza. La rappresentazione grafica del controller da noi usato ci aiuta infatti ad entrare e ad interfacciarci meglio nel workflow generale del programma.

Tutte le skins possono essere scaricate gratuitamente su questo link: http://pcdj.com/index.php/software-extras/dex-downloads-freebies/

Allo stesso link potrete inoltre trovare la documentazione necessaria per creare la vostra unica e personale skin.

Come abbiamo potuto notare nell’immagine della schermata generale del software, Dex offre e mette molta carne a fuoco. Ora che abbiamo esplorato la parte visiva di questo programma…è tempo di addentrarci nelle funzionalità vere e proprie.

Playlist,File Browser e gestione tracce

Il file browser generale si dimostra essere molto ben congeniato e funzionante. Trovare tracce o cartelle si rivela essere veloce ed intuitivo, dettagglio cruciale per noi Dj che non possiamo mai perdere preziosi secondi di tempo durante un mix. Alla sinistra del file browser troviamo la sezione adibita alla ricerca e selezione di cartelle, importante notare come sia presente anche la cartella “Itunes” a sottolineare il fatto che Pcdj Dex sia totalmente tarato per funzionare ed integrarsi correttamente col software di casa Apple e la sua playlist.Oltre la cartella Itunes troviamo ovviamente le varie cartelle “Logs” “Loaded Song” etc, che ci permetteranno di visualizzare una “history” generale della tracce da noi suonate. Tramite il pulsante “Drive” potremo selezionare da dove vogliamo cercare cartelle o tracce-ad  esempio all’interno di cd o altri hard-drives- mentre il pulsante “Add Favourites” ci permette di appunto aggiungere delle cartelle o tracce tra le nostre favorite.

Una volta caricate le nostre canzoni nella sezione Directory, potremo vedere come il software ci fornisca il BPM,  la lunghezza della traccia, ed ovviamente tutte le informazioni nominative del file.  Per caricare  le tracce nei nostri decks virtuali, potremo  trascinarle direttamente, oppure premere il pulsanto destro del mouse, e selezionare il deck da noi prescelto. Ovviamente avremo a nostra disposizione anche altre opzioni che ci aiuteranno a migliorare il workflow generale, come quelle di colorare le tracce in colori diversi –utilissimo per dividere il tutto in generi ad esempio-, spostare i file, cancellarli dalla directory, editare le tags etc. Per aggiungere le tracce alla nostra playlist ci bastera fare un doppio-click sul file.

Ci preme di sottolineare che Dex facilita di molto il nostro amato missaggio armonico, in quanto, se presenti le informazioni all’interno delle tags del file, il programma ci mette a disposizione una colonna separata che ci mostrerà la key della traccia e potremo dunque con un semplice click ordinare le nostre tracce in ordine crescente.

A concludere questa sezione troviamo un paio di altre features davvero utili che ci aiuteranno a trovare la nostra musica in maniera ancora piu semplice. Stiamo parlando delle Smart-Playlist, il quale ci permette di creare cartelle inteliggenti che verranno aggiornate in continuazione  secondo dei “filtri” e dalle “regole” da noi specificati, la potente e precisa barra “cerca” -richiamibile anche tramite tasto f1-  la funzione “preview” per avere un “anticipo” delle tracce da noi selezionate ed infine le varie waiting lists.

Il nostro giudizio su questa sezione del software è a dir poco MOLTO positivo, la gestione generale della musica è stata concepita in maniera eccellente, e l’abbiamo sinceramente trovata anche meglio di quella offerta da un paio di altri softwares più “blasonati”.

Decks Virtuali

Il Player

Parte principale dei nostri Decks virtuali sono ovviamente i Players e appunto i Decks sulle quali vengono caricate le nostre canzoni. Ad un primo sguardo possiamo notare come ci venga rappresentata la waveform della traccia -ma attenzione, non è la waveform generale, ma rappresenta solo la parte la quale stà venendo riprodotta al momento-ed una freccia indicante il senso di rotazione. La freccia ed in generale l’aspetto sferico di questa sezione ovviamente servono e fungono come sostituto al buon vecchio Vynil Marker e ci saranno dunque utilissimi in caso di scratching. Le piccole tacche arancioni che notiamo invece all’esterno del “cerchio” rappresentano invece quanto tempo è passato dall’inizio della traccia -e dunque anche quanto manca- e diventeranno tacche rosse una volta che la nostra canzone stà per volgere al termine, così da poterci avvisare.

Ogni qualvolta sposteremo il cursore su uno dei Decks, quest’ultimo ci mosterà l’altra sua “faccia”. Qui avremo a disposizone tutte le funzionalità che uno si aspetta di trovare su un normale Cd player: Play-Pause, il pulsante cue per settare punti di cue, i pulsanti + e – per effettuare operazioni di pitch bending -a destra- ed i pulsanti + e – per invece effettuare piccole variazioni nel Bpm -a sinistra-. Troviamo inoltre i pulsanti “Scratch”, che una volta premuto ci permette di scratchare tramite mouse, ed il pulsante pitch bend.

Azionando il pulsantino presente nell’immagine in basso a destra, accederemo ad un ulteriore finestra dove potremo regolare i vari tempi di startup e brake per poter così ottenere quel tipico effetto vinile. Tramite la barra centrale potremo invece regolare lo zoom della waveform generale ed avere così un ancor maggiore e preciso feedback visivo.

Suonare a 4 Decks

Non bisogna assolutamente scordare che PCDJ Dex offre anche la possibilità di suonare a 4 decks garantendo dunque una maggiore libertà creativa.

Premendo il pulsante “FX” (o anche il pulsante apposito presente in alto ma non visibile in questa schermata) potremo abilitare due ulteriori decks. Come possiamo subito notare dall’immagine qui sopra, il terzo ed il quarto deck non godono della stessa “visibilità” e dello stesso spazio che viene invece dato ai due deck principali. Potremo comunque svolgere tutte le principali funzioni utili come quelli di pitch control, cueing e potremo inoltre mettere in loop od effettare la traccia con le stesse modalità dei deck 1 e 2. Come potremo vedere nella sezione “Mixer” presente piu avanti in questa recensione, entrambi i decks 3 e 4 godono delle stesse identiche funzionalità dei fratelli “maggiori” in termini di equalizzazione etc.

Ci viene comunque da pensare che la presenza di questi altri due decks sia per adesso considerata una sorta di “bonus” dato che alcune funzioni come quella degli hot-cues non sono disponibili per quest’ultimi due. Tuttavia c’è da considerare che sono pochi i programmi di mixaggio che effettivamente offrono la possibilità di suonare a 4 decks e siamo sicuri che se verrà espanso il concetto di multi-decks già presente all’interno di Dex  ci troveremo di fronte ad un software ancora piu completo.

Hot-Cues e Cue points

Essendo il vostro Dj Altered Ego un patito degli Hot-Cues, non potevamo saltare la sezione adibita a  questa feature. PCDJ vi offre la possibilità di salvare fino a 4 punti di cue nella banchina degli hot-cues, sinceramente avremmo preferito un numero maggiore come 6 od 8 per poterci sbizzarrire ancor di più, ma già con 4 di sicuro potremo divertirci un bel pò. Settare un Hot-Cue o semplicemente un punto di Cue è davvero semplice, vi basterà premere il pulsante destro del mouse durante il playback e poi in caso ritornare al punto salvato premendo il pulsante sinistro; il tutto ovviamente con l’aiuto della waveform che ci permette di essere ancora più precisi. Unico altro appunto che ci viene da muovere è che il software non vi mosterà all’interno della waveform dove sono stati salvati i punti di cue. All’interno di questi 4 slot potremo anche salvare i loops da noi creati.

BPM, Pitch Control,Pitch Range e Tempo Control

Pcdj Dex analizzerà automaticamente di default il BPM di una traccia -tale opzione può anche essere disattivata- e vi mosterà il risultato come raffigurato nell’immagine qui sopra. Accanto al Bpm troviamo anche una percentuale che sta ad indicare la probabilità che il software abbia correttamente evalutato il tempo di una traccia, e possiamo dire che il Bpm counter presente all’interno del programma si dimostra essere abbastanza preciso. In caso qualcosa vada  storto, abbiamo comunque a nostra disposizione il pulsante “Tap” per settare manualmente il tutto. Tramite i pulsanti + e – potremo invece alterare il valore numerico del BPM, ma senza alterare la  velocità della traccia di per se, feature utile per raggiungere quella necessaria sincronia per effetti etc. Inutile spiegarvi la funzione del pulsante e della funzione “Sync”, che vi permette di “Syncare” due decks, dunque aiutandovi nel processo di beatmaching.

Per effettuare aggiustamenti di Pitch ci basterà utilizzare il classico pitch fader virtuale presente alla sinistra dei decks virtuali.  Potremo anche effettuare aggiustamenti minori tramite i pulsantini + e – o alterando il valore numerico presente nella sezione in basso.I vari range disponibili sono 4%-8%-16%-24%-50%-100%; avremo dunque un ampia scelta di calibrazione e potremo usare i range piu ampi anche come interessanti effetti o in combo con altre funzionalità.

A concludere questa sezione troviamo il pulsante del Tempo control (anche spesso chiamato Key Lock). Quest’ultimo ci permette di alterare il pitch di una traccia mantenendo allo stesso tempo la tonalità della traccia in questione; funzione utilissima per evitare l’effetto “Chipmunk” e per poter spaziare più liberamente tra i vari generi. Possiamo affermare che la qualità dell’algoritmo è notevole, specialmente nei cambiamenti di pitch su un range da 8% fino al 24% la qualità audio rimane fedele. Le cose cominciano ad impastarsi un pò invece dal 50% al 100%…ma questo è assolutamente normalissimo.

Looping

Pcdj Dex ci ha onestamente stupito in questo campo. La sezione dedicata al looping è davvero potente e flessibile. Per selezionare la durata di un loop ci basterà premere sul corrispettivo valore,e possiamo vedere subito dall’immagine come sia possibile entrare nell’area dei “microloops”, cosa a noi graditissima visto che ci permette di creare quegli interessanti effetti “stutter”. Possiamo anche dire che la quasi totalità delle volte il programma “azzeccherà” il timing e creerà un loop in  battito -naturalmente a patto che il BPM sia stato rilevato in maniera corretta-. Cosa importante da dire è che potremo saltare da lunghezza a lunghezza senza dover passare per tutti i valori intermedi, un loop di 8 battute potrà dunque diventare un loop di una sola battuta immediatamente.

Le cose diventano ESTREMAMENTE divertenti grazie a questa sezione rappresentata qui sopra. Non vi basta un loop di  8 battiti? benissimo…raddoppiatelo tramite il pulsante “x2″….come dite…16 non vi basta ancora? Ok…allora raddoppiate di nuovo…32 non vi piace come numero?….Avete capito. Potrete dunque arrivare a “loopare”  un intera canzone,non ci sono limiti alla lunghezza del loop. Ovviamente la stessa cosa potrà essere fatta a ritroso premendo il pulsante 1\2 che vi farà arrivare nell’area microscopica di un loop…permettendovi di creare un loop di addirittura solo 0.5 millesecondi…ed il tutto senza mai andare in crash!!

A tutto questo aggiungeteci il fatto che potrete ridurre od aumentare la durata di un loop a piacimento ed in maniera velocissima tramite i pulsanti + e – presenti in questa sezione, oppure muovere il loop intero su e giù per la traccia tramite gli appositi pulsanti..

Credo che abbiate capito, le capacità di looping di questo software sono a dir poco ottime.

Effetti

PCDJ Dex si presenta a noi con una discreta scelta di effetti. Gli effetti disponibili sono dunque qui sotto elencati:

- Equalizzatore a 3 bande

-Flanger

- Echo

- Gapper

- Filter

- Bit Crusher

- Vst Effects

Come possiamo notare la scelta di effetti a nostra disposizione è abbastanza striminzita per un software, tuttavia questo viene sopperito dal fatto che si possono combinare fino a 4 effetti contemporaneamente per ogni singolo deck. Gli effetti si sincronizzeranno automaticamente al tempo della traccia e possiamo comunque generalmente dire che essi sono stati realizzati con cura -soprattuto il filter e l’equalizzatore- ed alcuni come il flanger e l’echo hanno davvero molti parametri da poter regolare  e con la quale “giocare” così da ottenere un suono a noi gradito e donandoci dunque la possibilità sperimentare.

Fattore da notare è la presenza e la possibilità di caricare effetti VST a piacimento, e di poter anche visualizzare l’interfaccia dell’effetto Vst in caso essa sia presente -nonchè controllare l’effetto tramite Midi volendo-; questa si rivela essere davvero un ottima aggiunta e decisamente regala punti in più, versatilità,flessibilità e ovviamente potenza alla sezione effetti visto che teoricamente le combinazioni e gli effetti a nostra scelta diventeranno una mezza infinità.

Per una descrizione più dettagliata dei singoli effetti vi rimandiamo al manuale, ma siamo sicuri che la maggior parte di voi ha già ben presente la maggior parte degli effetti elencati.

La Keyboard

Questa gustosa feature vi permetterà di cambiare la chiave di una traccia e del file, dandovi dunque la possibilità di muovervi tra semi-toni, i quali vengono rappresentati sulla keyboard proprio come su una keyboard normale.

Il Mixer

Al centro e allo stesso tempo nel “cuore” di Dex, troviamo la finestra dedicata al nostro mixer virtuale. Qui troviamo tutti i comandi tipici di un mixer come i gain, gli equalizzatori a tre bande-premendo il pulsante “fader\Eq” avremo accesso a pulsanti di full kill-, i volume faders, il controllo per il “panning”, il cross-fader ed ovviamente i pulsanti per il cueing in cuffia e i potenziometri per aggiustare il volume della cuffia in fase di monitoring. Possiamo vedere come il software colori in maniera differente i diversi tipi di suono -e lo fa in maniera anche molto precisa e dettagliata- in modo da facilitare il mixaggio , ma è bene ricordare che in caso qualcuno preferisca una waveform non “color-coded”, gli basterà regolare le sue preferenze all’interno delle opzioni.

Premendo il tasto “Wave” avremo a disposizione anche un altro tipo di visualizzazione della waveform. Questo formato si rivela naturalmente essere piu utile ogni qualvolta ci sia da allineare i battiti delle due tracce.

Premendo invece il pulsante “2\4″ presente al di sopra del mixer, potremo invece avere una rappresentazione di tutti e 4 i nostri decks virtuali ed accedere ai rispettivi controlli e parametri.

Premendo il tasto “misc” accediamo invece ad un ulteriore pannello. Ci vengono qui rappresentati e messe a disposizione vari controlli:

-il VU meter generale, e potremo inoltre sapere quando una traccia o comunque il suono stà andando in “clipping” e quando il “limiter” è attivo.

-Il pulsante che ci permette di registrare il nostro set live in formato Wav, Mp3 od Ogg.

-La velocità con la quale il crossfader virtuale si muove.

-Il regolamento della curva del crossfader o alternativamente potremo scegliere tra uno dei presets già disponibili.

-La regolazione dei tagli delle tre bande di equalizzatori.

- Il volume sul uscita cue master ed il volume dei Vst caricati.

Possiamo dunque dare un giudizio più che positivo anche su questa sezione; la possibilità di regolare i tagli dell’ Eq, la curva del crossfader, ed i vari aiuti e feedback visivi generati dalle waveform rendono il mixer di Dex appetibile sia per i piu esperti sia per tutti coloro desiderosi di iniziare.

Sampler

PCDJ Dex si ritrova ad avere anche un solido e ben funzionante sampler. Abbiamo a disposizione ben 5 banchi dove poter salvare i nostri samples. Questi campioni potranno essere prelevati e caricati in vari modi:

- Possiamo trascinare il file da noi scelto all’interno del banco desiderato direttamente dalla nostra playlist o directory, da window explorer o da uno dei decks direttamente

- Possiamo altrimenti mettere in loop una canzone, ed estrapolare quel loop direttamente tramite il pulsante “Get Loop”.

Una volta caricato il nostro sample ci basterà premere il pulsante “Play” per farlo partire e “Stop” per arrestarlo. Molto importante da notare che il sample in questione suonerà a tempo con la traccia principale o addirittura con altri samples; per fare questo ci basterà premere il pulsante “Match” o aggiustare manualmente il BPM muovendo il rotary digitale o alterando il valore numerico. Ogni  singolo banco di sample dispone inoltre di un equalizzatore a 3 bande completo ed il controllo sul volume in modo da evitare “conflitti” o un suono cacofonico.

Come viene specificato anche all’interno del manuale, il sampler presente all’interno di questo programma al momento permette di avere un controllo solamente limitato tramite keyboard o controlli midi ed i ragazzi di Pcdj ci stanno ancora lavorando su per migliorarlo e renderlo ancora piu potente e gestibile…ma possiamo dire che se queste sono le premesse, possiamo già da ora aspettarci un ottimo lavoro in prospettiva.

Dex in Timecode

Uno dei fattori e punti di forza di questo software è di sicuro la sua estrema flessibilità. Il software di casa Dex è infatti capace di interfacciarsi con la maggior parte dei segnali timecode presenti in commercio.

Ecco qui di seguito riportata la lista dei timecode attualmente supportati:

-Virtual DJ Time Code
-Traktor Scratch Time Code
-Final Scratch Time Code
-Serato SSL02 Vinyl Time code
-Serato SSL02 CD Time code

Per poter usufruire di uno specifico segnale timecode dovremo prima scaricare il rispettivo plug-in su questo link: http://pcdj.com/index.php/software-extras/dex-downloads-freebies/

Non entriamo ora nei particolari su come rendere il tutto funzionante visto che la Pcdj stessa si è preoccupata di creare una guida apposita visionabile al seguente link: http://pcdj.com/index.php/support/dex_timecode/

In caso abbiate comunque necessità di aiuto per configurare il tutto vi basterà segnalarcelo ed il vostro Dj Altered Ego penserà a creare un articolo tutorial apposito.

Controllo Midi ed integrazione con l’ American Audio Dp2

Pcdj Dex può essere utilizzato in congiunta con qualsiasi controller midi disponibile sul mercato. La lista dei controllers mappati nativamente è la seguente:

-American Audio DP2
-PCDJ DAC-3
-PCDJ DAC-2
-Denon Controllers
-Numark Total Control
-Stanton DaScratch
-EKS Otus
-EKS XP10 / XP5
-Hercules RMX
-Hercules DJ Console MK2
-Vestax VCI / VCM-100
-Behringer BCD 2000/3000
-Allen&Heath Xone:2D

Per ognuno di questi singoli controllers è anche disponibile una documentazione che spiega come settare il tutto ed il funzionamento del mapping. Non sappiamo e non possiamo giudicare sull’effettiva qualità delle mappature sviluppate, ma girando per il forum di Pcdj abbiamo potuto leggere di molta gente che si è ritrovata più che soddisfatta delle mappature generali. La cosa bella di Dex è che tramite il forum potrete interagire molto spesso direttamente con gli sviluppatori o programmatori del software, se avrete bisogno di una mappatura ad hoc o avete una richiesta di migliorare quella già presente attualmente, molto spesso vi verranno incontro e soddisferanno la vostra richiesta

Ovviamente nulla vi vieta di creare la vostra mappatura personalizzata per qualsiasi controller Midi, specialmente visto che il processo di creare una mappatura  in Dex si rivela essere decisamente “diretto” e senza troppi fronzoli o complicazioni.  Per maggior informazioni vi rimandiamo comunque al manuale.

American Audio Dp2

Ed eccoci finalmente arrivati alla seconda parte della recensione, quella riguardante il controller American Audio Dp2, che viene appunto venduto in bundle con il software in un pacchetto speciale e scontato -il pacchetto è disponibile sia con la versione Le di Dex sia con quella Full-.

Partiamo subito dal dire che il controller è stato concepito in formato rack dalle seguenti dimensioni: 483 x 132 x 74,8 mm.

In totale ci vengono messi a disposizione due piccole jog-wheels, 60 pulsanti, 5 faders, 6 potenziometri nella sezione mixer,altre 7 piccole “rotaries” e 3 piccolissimi mini rotaries; il tutto per un totale di 82 messaggi midi inviabili.

A dire la verita ci aspettavamo un qualcosa di estremamente “plasticoso”, ma siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla sua robustezza, specialmente dal fatto che l’intera “corazza” del controller è costruita interamente di  quello che sembra essere un simil-metallo, rendendolo dunque anche abbastanza pesante.

Tutti i pulsanti sono stati concepiti con una plastica molto leggere ed abbastanza “spugnosa”; per il momento fanno il loro dovere egregiamente,  ma se non verranno prestate le dovute attenzioni crediamo che potrebbero cominciare a dare qualche problema e a perdere di reattività…quindi andateci piano e non calcate troppo la mano.

I faders sono stati anche loro realizzati con una plastica davvero leggera, forse troppo leggera, danno una sensazione di instabilità e che si possano rompere da un momento all’altro.

Diversa storia invece per i potenziometri della sezione mixer che hanno davvero un bel giro e sono stati costruiti con una plastica già più dura e “raffinata” che regala una piacevole sensazione al tocco.

Essendo un controller con scheda audio integrata andiamo ora invece ad osservare le funzionalità presenti ed offerte nel pannello posteriore di questo controller:

- Connettore USB per Midi

- Connettore Cuffia da ¼ di pollice (3 mm.)

- Connettore Microfono da ¼ di pollice (3 mm.)

- Uscite RCA sui Canali1 e 2 (i due cavetti rca sono inclusi nella confezione)

- Due uscite control start (cavetto incluso nella confezione)

Possiamo subito dire che la scheda audio presente all’interno del controller, come d’altronde ci aspettavamo dato il prezzo molto conveniente, non è delle migliori. Il suono si distorce abbastanza notevolmente anche a volumi non troppo alti ed i bassi non vengono “buttati” fuori con la necessaria presenza e potenza, le alte e le medie frequenze invece non vengono sottolineate e definite come invece sarebbe stato necessario. D’altronde come già accennato, a questo prezzo non ci si poteva aspettare miracoli, vi consigliamo dunque di munirvi di una scheda audio esterna per poter godere al massimo della buona qualità audio che Dex riesce a sprigionare.

Per poter cominciare ad usare il Dp2 dovremo per prima cosa installare i drivers per window (disponibili sia in versione 32 bit sia in versione 64 bit su questo link e all’interno del cd presente nella confezione) e dopodichè installare la versione di Dex che abbiamo comprato. Una volta fatto questo possiamo addentrarci nelle impostazioni del software e regolare i vari parametri così da poter utilizzare il controller in congiunta con Dex.

Una volta entrati nel pannello generale ci basterà spuntare la crocetta su “Midi”

Ora ci basterà  premere il pulsante XML config, selezionare il controller Dp2 dalla lista, premere il pulsante “connect” ed infine Ok. Tutto qui? Si, tutto qui…congiungere il controller con il software si rivela essere infatti molto semplice.

Dopo aver testato la sinergia tra il software ed il controller possiamo dire che in generale la mappatura si rivela essere discreta, tutte le principali funzioni come quelle di play-pause,cue,hot-cues, pitch-bend, pitch-lock, scratching, pitch e volume control, tap,sync, funzionano a dovere senza dover sacrificare nulla.

La sezione adibita al controllo del sampler di Dex si rivela essere abbastanza ben fatta, ma necessità di un ulteriore lavoro e non potremo comunque utilizzare tutte le funzioni del sampler dato che il controller non mette a disposizione abbastanza pulsanti o potenziometri fisici e dato che come già detto in precedenza, il sampler e la sua integrazione con il protocollo midi è ancora qualcosa sulla quale i ragazzi di Pcdj stanno lavorando.

Anche i loops possono essere gestiti velocemente ed intuitivamente tramite i pulsanti In, Out e Reloop. Grazie ai pulsanti + e – potremo inoltre raddopiare o diminuire la durate del loop, ma purtroppo a causa della mancanza fisica di pulsanti non potremo loopare all’infinito -in entrame le direzioni- come invece possiamo fare all’interno del software.

Dove invece ci rimangono seri dubbi, è la gestione degli effetti tramite controller. Infatti abbiamo trovato questo tipo di gestione ed organizzazione davvero molto confusionario e soggetto ad un bel pò di bugs; necessita definitivamente di una ri-mappatura.

Altra nota dolente è la sezione mixer, a causa della struttura del controller, è stato possibile mappare solo gli equalizzatori dei bassi e degli alti…niente frequenze medie dunque. Questa si rivela essere una mancanza a dir poco cruciale e vi consigliamo vivamente di ri-mappare la sezione mixer a vostro piacimento magari utilizzando il potenziometro del volume mic in caso non vi serva e ri-mappare il master volume su qualche altro pulsante, rotary o fader.

Importante sottolineare come l’intero controller e la maggior parte dei pulsanti si illuminino dandovi dunque tutto quel necessario  feedback visivo, fondamentale in ambienti scuri o bui.

Conclusioni

Pensavamo -e pensavate- di non arrivare mai alla fine di questa recensione…ma eccoci qua a tirare le somme. Possiamo sinceramente dire che Pcdj Dex ci ha molto ma molto piacevolmente sorpreso. Siamo partiti abbastanza scettici ma ci siamo alla fine ritrovati tra le mani un software potentissimo, stabile, pieno di funzioni interessanti, ben realizzato e curato  in tutti i suoi dettagli.  Alcune sezioni come quella dedicata al looping e quella dedicata al file browser e gestione tracce si rivelano essere da 10 e lode; l’aggiunta di un sampler, di 2 ulteriori decks, hot-cues,e della possibilità di usare effetti VST regala un ancora maggiore libertà e creatività da poter inserire nei nostri sets. L’intero comparto audio si comporta molto bene-anche grazie al recente update- e la qualità generale sonora rispetta gli standards. La flessibilità presente nella gestione dei plug-in timecode ed i molti controllers midi riconosciuti nativamente rendono questo software ancora più versatile e “generoso” verso i suoi utenti.

Il fatto che i programmatori e gli sviluppatori del software aggiornino costantemente ed abbiano da sempre un filo diretto con i compratori assicura a questo software vita lunga e ci fà molto ben sperare per il futuro

Il controller venduto in bundle, l’American Audio Dp2 è decisamente godibile per il prezzo alla quale viene venduto l’intero pacchetto. La solidità e qualità generale della corazza di questo controller ci ha lasciato piacevolmente colpiti, quella dei pulsanti e dei faders un pò meno…ma alla fine funziona tutto. La scheda audio non poteva essere migliore per un price range di questo tipo, andrà bene per qualche festa in casa o piccole feste con gli amici. La mappatura e l’integrazione con il software è decente, tutte le funzioni base sono riprodotte adeguatamente. Necessitano invece una ri-controllata i comandi per il mixer e gli effetti.

Concludiamo dicendo che il Pcdj Dex è un software che non ha nulla da invidiare ad altri softwares più blasonati e se combinato con una mappatura ed un controller ben congegnati…di sicuro ci ritroveremo tra le mani uno “strumento” invidiabile.

P.s Altra piccola chicca che offre questo software è il suo plug-in per il karaoke…che di sicurò verrà gradito da tutti quei Dj da “matrimonio”, pub o “diciottesimi”. Lo potee trovare qui: http://pcdj.com/index.php/products/karaoki/

Rodec Sherman RESTYLER: la recensione

Author: admin  //  Category: Apparecchiature, Apparecchiature, Reviews


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In collaborazione con i nostri partners di WebDeejay, oggi vi proponiamo la recensione del Rodec Sherman RESTYLER; il nuovo filtro “entry level” sviluppato in collaborazione tra due delle compagnie più prestigiose del settore.

Rodec e Sherman sono due aziende belghe storiche: la prima produce Mixers e apparecchiature da Dj sin dal 1954 e tutt’oggi è sinonimo di elevatissima qualità costruttiva e impeccabile solidità. La seconda è “LA” casa produttrice di filtri per antonomasia: i filterbank Sherman sono tra i più potenti e completi sul mercato dal 1996. Il progetto quindi ha un che di affascinante per tutti coloro che amano le apparecchiature analogiche.

- Prezzo: il Restyler viene venduto 549 €. Reputiamo il prezzo in linea con il mercato. Siamo di fronte ad una macchina costruita negli stabilimenti Rodec con procedimenti artigianali e componentistica di altissimo livello. Se paragonato agli altri filtri Sherman ci accorgiamo che esso è un entry level, sia tecnicamente che economicamente, ma utilizzandolo noteremo subito la maggior potenza e le possibilità che esso offre rispetto a qualunque altro filtro ad oggi utilizzato dai Dj.
Voto 8

Qualtità costruttiva: è a dir poco perfetta! Il Restyler ha una struttura esterna in acciaio solida e resistente. Pesa 1,9 Kg l’unità, che arriva a 2,6 Kg con il trasformatore. I comandi sono forniti da Rodec (noterete che i rotativi sono gli stessi dei mixer) e la tecnologia è il risultato degli studi Sherman. Il feeling al tatto è ottimo con faders, knobs e bottoni. I Knob sono gommati e dalla presa sicura: bellissima la colorazione e l’effetto ottenuto dall’illuminazione dei led. Tutti i comandi donano sensazione di estrema resistenza e logevità.
Voto 10

Connettività: è completa al 99%. Nel pannello posteriore troviamo ingressi e uscite. Gli ingressi sono RCA sbilanciato o XLR/Jack bilanciato doppio attacco, le uscite sono invece divise in tre: RCA sbilanciato, Jack bilanciato e XLR bilanciato (quest’ultimo opzionale su richiesta in fase d’ordine). Il Restyler andrebbe collegato a sistemi dotati di “send/return”, che essi siano mixers da Dj o da studio.
Scrivo “completa al 99%” a causa della mancanza degli XLR in uscita, ma sottolineo che nel 99% dei casi il segnale proveniente da unità effetti rientra nei mixer con cavi di tipo Jack (utenti Pro) o Rca (per mixer da Dj Entry Level).
Voto 9

Funzioni e Usabilità: per descrivere meglio questa parte della recensione ho realizzato un breve video dimostrativo che vi invito a guardare nel nostro canale WebDeeJayTV su YouTube. Doveroso aggiungere che il Restyler è davvero comodo da usare, con comandi ben distanziati, potenziomentri grandi da impugnare e un pannello inclinato a circa 45° che ne facilita l’accesso e il posizionamento nelle consolle.
Nel manuale il costruttore divide le istruzioin in tre macro sezioni:
a) Basic Use (Modo a singola frequenza): è quello illustrato nella fase iniziale del video. Nel caso del Low Pass possiamo alzare il fader del filtro scelto fino a metà corsa dove sentiremo il “click” della posizione centrale e quindi operare il taglio solamente con il Knob di destra: aperto tutto in senso orario lascerà passare tutte le frequenze, chiudendolo in senso antiorario passeranno solo le basse da noi scelte. Non mi dilungo sugli altri filtri che funzionano come un qualunque altra aparecchiatura, ma ovviamente segnalo che abbiamo a disposizione tre filtri: Low Pass (LP), High Pass (HP) e Band Pass (BP). Ovviamente abbiamo a disposizione un potenziomentro per accentuare la risonanza che lavora in modo esemplare: essa ha una oscillazione che arriva a +15dBm (su outputs sbilanciati) e +21dBm (su outputs bilanciati). Interessante la parte del manuale nella quale ci viene segnalato che oltre determinate posizioni la risonanza può far “oscillare” il Restyler: ciò significa che esso comincerà a creare un suono da solo che, sommato al volume in ingresso, può provocare danni all’impianto audio e all’udito…
b) Advanced Use (Modalità a doppia frequenza): utilizzando due filtri e attivando gli slope si possono ottenere diverse catene di filtri in modo che sia il master che lo slave influenzino il suono. Allego uno schema tratto dal manuale che ne illustra la potenzialità.
c) Experienced Use (Modalità a doppia frequenza con modulazione): come illustrato nel video abbiamo diversi comandi che ci permettono di legare la modulazione del filtro al ritmo (alle frequenze) in ingresso. Esso “ascolterà” suoni tra i 15Hz e i 39 kHz.

Conclusioni: il Restyler è consigliato a tutti coloro che adorano utilizzare filtri per modificare sostanzialment le canzoni o i suoni. Sul canale della Sherman su YouTube è possibile vedere come la macchina sia in grado di modificare radicalmente i segnali in ingresso: cliccate Qui per visualizzarli. A questo punto sta solamente in voi la scelta: siate produttori che amano modificare samples e suoni, o DJ che elaborano i suoni dei propri set il risultato sarà certamente affascinante e di effetto, il tutto condito con componentistica High-End analogica assemblata da due produttori leader del mercato da anni.

Leggi la recensione in versione originale al seguente link

Vestax TR-1: la recensione

Author: admin  //  Category: Apparecchiature, Apparecchiature, Reviews


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Grazie ai nostri amici di WebDeejay, ringraziamo in particolar modo Electroclash, oggi abbiamo la possibilità di mostrarvi la recensione del Vestax TR-1, controller midi sviluppato da vestax, per lavorare in sinergia perfetta con Traktor…

Prezzo: lo street price oscilla tra i 495 e i 550 Euro. Stiamo parlando di un controller usb privo di interfaccia audio, quindi, a differenza della macchine finora da me recensite, possiamo parlare di rapporto qualità/prezzo e non di prestazioni/prezzo, essendo esso incapace di emettere suoni o applicare effetti propri. In base a quanto esporrò di seguito credo si possa meritare un 8- : perché il meno? leggete la recensione e capirete.. Come mai un controller senza scheda interna in vendita a 500 euro si merita un voto alto? Perché se contiamo i parametri direttamente controllabili, senza l’incrocio di dita tipo “Shanghai”, se immaginiamo i componenti che Vestax ha utilizzato all’interno e valutiamo quelli che vediamo e se, non per ultimo, guardiamo gli altri controller con tali caratteristiche, ci si può facilmente rendere conto che il costo è in linea con la concorrenza.
Vorto 8-

TR-1 Box 2

Confezione e dotazione: sarà la crisi di mercato, sarà che sono abituato a Apple, ma ultimamente mi pare che il packaging nel campo dell’elettronica sia solo un contenitore per l’oggetto e null’altro.. sarò un nostalgico, ma quando apro una scatola mi sento sempre come un bimbo che apre un regalo, e tale scarsità mi lascia un po’ perplesso. All’interno troviamo il controller avvolto in una busta di plastica trasparente, infilato in due sostegni gommati che lo tengono sospeso durante il trasporto. Poi ecco una busta azzurra: cosa conterrà mai? Degli esami clinici? .. ma no, è solamente il contenitore di carta per la dotazione: cavo USB, cd con la versione LE di Traktor, un set di adesivi (sempre molto apprezzato) e il manuale solo in inglese. Nulla di eccezionale insomma, manca l’alimentatore opzionale trattandosi di un’unità bus powered, ma almeno hanno messo il cavo USB
Voto 7

Qualità costruttiva: credo che questo sia il punto più interessante da analizzare. Parliamo di Vestax, sinonimo da anni di elevata qualità costruttiva, durata degli assemblaggi e, nel caso di mixer, elevata resa sonora. Sono consapevole che la casa ha già prodotto altri controller, ma questo è il primo che mi capita di utilizzare e posso solo confrontarlo con altri oggetti simili di altre case (Akai, Novation e Pioneer stessa). Il TR-1 colpisce subito in modo positivo: decisamente pesante e solido nel complesso pesa 2,6 Kg. La larghezza è praticamene quella di un Mac Book Pro Unibody da 15″: largh: 359 x profondità 198 x altezza 35 mm

La superficie superiore è in alluminio con la tipica colorazione light gold di Vestax, la scocca invece credo sia in ferro: non conosco la componentistica interna ma l’assemblaggio è ineccepibile. Nessun scricchiolio, nessun comando poco fissato. I faders e il pitch control sono identici, abbastanza leggeri ma comunque con un leggero attrito: ricordiamo che i faders sono ad alta precisione, ciò è facilmente testabile con la regolazione della curva di taglio modificabile con la rotellina posta sul davanti della scocca insieme al regolatore di intensità di illuminazione. I tasti sono di plastica dura e liscia, apparentemente poco precisi, ma tutto sommato abbastanza reattivi. I rotativi (knob) sono finalmente gli stessi dei mixer Vestax: plastica colorata come il controller e presa con le dita collaudata. Ho avuto però un problema che vi descriverò a fine recensione. Non mi hanno per niente convinto invece i bottoncini piccoli che servono per cambiare il deck del quale controlliamo i loop o gli effetti: non essendo funzioni così “secondarie” non vi è alcun motivo di utilizzare tasti così piccoli e delicati. Nulla da ridire sulle levette per il deck selection, ma per il browser è assolutamente inutilizzabile la funzione di “push”, ovvero il clic sulla stessa che dovrebbe servire per una preview della canzone.

Connettività: il TR-1 è stato studiato per l’utilizzo con Traktor, quindi forse i progettisti hanno dato per scontato che esso debba sempre essere affiancato ad un computer. Forse per questo si spiega l’assenza di connessioni midi standard: tutto passa per la USB. Se da un lato l’USB ci permette un editing avanzato e veloce delle interfacce midi vorrei ricordare ai produttori (in generale) che i notebook, ma anche i computer desktop, non hanno poi così tante USB… e ovviamente capita spesso che le interfacce facciano bizze se connesse via HUB, costrette a convivere con schede audio, altri controller e, venendo al dunque, altre interfacce midi. Vabeh, questo è un oggetto da Dj e non tutti i dj si portano dietro una tastiera o strumenti che necessitano midi, ma basta pensare che la Native Instruments pubblicizza tanto Traktor in accoppiata con Audio 8 e Maschine.. ed ecco che le USB sono già finite.. un Midi In/Out/Th sarebbe stato gradito dal sottoscritto visto il prezzo dell’attrezzo. Cambiando discorso, sul retro troviamo l’interruttore per accendere il TR-1 e scegliere se vogliamo usare un alimentatore opzionale o la corrente che passa per l’USB.
Voto 7

Funzioni e usabilità: parlando di controller midi si pensa sempre a superfici completamente mappabili a nostro piacimento. In questo caso non è del tutto vero, complice l’assenza di un editor che ci permetta di cambiare le informazioni inviate dai bottoni e knobs o semplicemente che ci permetta di cambiare il canale midi. Diciamo che il TR-1 è nato per essere utilizzato con Traktor e solo in tale occasione risulta quasi perfetto, in tutte le altre situazioni potrebbe non reggere il confronto con altri prodotti pur avendo a disposizione una elevata quantità di controlli. Nella versione PRO di Traktor si trova già il file TSI identico a quello scaricabile dal sito Vestax: la mappatura è ben fatta, ma ho sentito l’esigenza di apportarvi qualche modifica. In questo caso il gioco lo farà il software Native Instruments che ci permette di creare in modo semplice la nostra configurazione ideale utilizzando anche la funzione Modifier (in pratica uno shift evoluto). Ho notato infatti l’impossibilità di scegliere gli effetti se siamo in modalità chained, l’impossibilità di muoverci all’interno del browser cambiando cartelle, una funzione cue identica ai cdj e, per essere pignoli, anche la possibilità di spostarsi all’interno del brano per affinare la posizione di lancio della canzone. Reputo inutili invece le funzioni implementate “di serie” del Grid e di Cue Back/Fwd, ma forse è una questione di abitudini di utilizzo. Segnalo che il tasto “shift” non è un modifier e non è mappabile! Se lo spingete insomma Traktor non riceverà niente: si tratta probabilmente di un tasto legato elettronicamente a quelli che vedete “sottolineati” in blu, quindi solo su questi potrete avere doppia funzione. In alternativa dovrete usare un’altro tasto sacrificato per essere mappato come modifier.

Risulta invece completissima e comodissima la sezione di controllo degli effetti e dei loop. Con i due tasti neri “CH” nella sezione “Move Control” possiamo selezionare il canale del quale stiamo modificando il loop, quindi con value andremo a sceglierne la durata, per poi lanciarlo/uscirne con il tasto Loop. Per quanto riguarda gli effetti invece abbiamo sotto le mani ciò che solitamente vediamo sullo schermo di Traktor: il Dry/Wet per ciascun effetto e i 3 parametri che cambiano a seconda che utilizziamo la modalità advanced o chained. Non sto a soffermarmi sulle funzioni basilari e ben eseguite dal controller, come il pitch bend, il pitch control e, perché no, il sync: dopo qualche serata posso solo confermare che è un prodotto rivolto a chi utilizza molto la funzione sync. Come notate manca una jog e le correzioni possono essere fatte solo con i tasti di pitch bend. A causa della difficoltà nel cercare il primo punto di cue qualora quello rilevato in automatico non vi vada a genio vi consiglio vivamente di dare una controllata alla playlist a casa prima di uscire… Nella parte centrale troviamo la sezione mixer: eq., filter e nuovamente tutto ciò che vedete a video. La novità sta nei due selettori per i decks: la Vestax propone il TR-1 come controller adatto per chi utilizza 4 decks. In effetti, pur avendo dimensioni ridotte, basta switchare la levetta posta sull’alto (A/C, B/D) e controlleremo i rispettivi decks. Ovviamente sarebbe bello avere tutto a portata di mano, ma ciò significherebbe duplicare i faders, gli knobs, ecc.. con il risultato di avere un prodotto grande almeno il doppio. Durante l’utilizzo i tasti si illuminano di bianco e blu in alcuni casi, o di rosso in altri e l’aspetto è gradevole e oltre che rendere facile l’utilizzo: qualora l’illuminazione vi risulti troppo intensa essa si può regolare con la rotellina posta sul davanti della macchina: nei tasti con doppia illuminazione ammetto che il risultato non è dei migliori, sempre per essere pignoli il blu è facilmente confondibile con il bianco.

Concludo con un voto molto buono, direi tra il 7 e l’8, per un prodotto che è consigliato a chi deve controllare Traktor, usa molto l’autosync e si prepara i set prima di uscire.

PRO:
- Quantità di controlli
- Mappatura ottima per effetti e loop
- Interfaccia intuitiva e facile da installare

CONTRO
- Assenza di Jog e controller per il Browser
- Mappatura migliorabile per alcune funzioni
- Non così facile da gestire se si utlizzano 4 Decks

Vi ricordiamo inoltre che la recensione è anche leggibile in originale al seguente link

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